L'Irlanda marcia per la Vita - Corrispondenza romana
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L’Irlanda marcia per la Vita

Un anno dopo che l’Irlanda ha votato per l’abrogazione dell’ottavo emendamento, emendamento che garantiva la protezione della vita nascente, lo scorso 6 luglio migliaia di pro life hanno marciato per le strade di Dublino per affermare la sacralità della vita.

L’annuale Rally for Life è stato organizzato dai gruppi Life Institute, Precious Life e Youth Defence ed ha avuto lo scopo di sottolineare che “nessun voto, nessun atto parlamentare può mai rendere un diritto uccidere un bambino e di far crescere la “futura generazione che difenderà la vita e cambierà la cultura”

Migliaia di partecipanti hanno marciato da Parnell Square alla Custom House (che ospita la Corte Suprema del paese), portando striscioni con scritto che “l’aborto ruba la speranza” ed opponendosi al ministro della salute pro aborto Simon Harris. La pagina Facebook di All Ireland Rally for Life‘s ha riportato che il numero di partecipanti era di 15.000.

Il 25 maggio 2018, il giorno in cui il popolo irlandese ha votato con un referendum di abrogare l’ottavo emendamento, è stato il “giorno più vergognoso della storia irlandese”, ha detto durante la Marcia Niamh Uí Bhriain del Life Institute.

“L’uccisione diretta e intenzionale della vita di qualsiasi essere umano innocente è sempre gravemente sbagliata; dobbiamo evitare la mancanza di sensibilità al valore di ogni vita umana”, ha detto l’Arcivescovo Eamon Martin.

Tra le associazioni che hanno colto l’occasione di parlare c’erano i medici pro vita, il cui diritto di obiezione di coscienza è stato minacciato dal nuovo regime pro aborto.

“Questa è una forma di bullismo assolutamente inaccettabile perché la coscienza di una persona non è soggetta alla regola della maggioranza“, ha affermato il dottor Trevor Hayes. “Abbiamo una crisi enorme nel servizio sanitario, e questa crisi è particolarmente acuta per il personale, per cui è spaventoso che il personale infermieristico e medico si senta costretto ad abbandonare la medicina perché non viene rispettato il loro diritto di non prendere parte all’aborto”.

Tanti i partecipanti alla Marcia, soprattutto giovani, segno che, nonostante l’avversità della politica e della società in generale, il popolo per la Vita è più vivo che mai e pronto a difendere i valori non negoziabili anche con la testimonianza pubblica. (Chiara Chiessi)