L'intesa Cina-Vaticano pretesto per l'arresto di un Vescovo - Corrispondenza romana
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L’intesa Cina-Vaticano pretesto per l’arresto di un Vescovo

Comunque lo si voglia guardare, che l’intesa Cina-Santa Sede sia un autentico disastro è evidente a tutti. L’ultima controprova, caso mai ve ne fosse bisogno, riguarda gli arresti, compiuti dalla Polizia, del Vescovo sotterraneo di Xuanhua, mons. Agostino Cui Tai, e del suo Vicario episcopale, Padre Zhang Jianlin, come riferito dall’agenzia AsiaNews. Non è stato reso noto il motivo ufficiale del provvedimento.

Il presule era stato accusato da un sacerdote, Padre Zhang Li, proprio in virtù dell’accordo tra Cina e Vaticano, di non esser confluito nella Chiesa ufficiale, quella controllata dal partito comunista, e pertanto di disobbedienza a Roma, pur essendo stato proprio da essa riconosciuto come Vescovo. Per questo, Padre Zhang Li, sapendo di poter contare sul sostegno del governo locale, ha invocato l’intervento delle autorità e l’arresto dell’Ordinario.

Mons. Cui Tai ed il suo Vicario episcopale avevano interdetto il sacerdote ribelle, anche a causa di una pastorale ritenuta problematica, provocando però un primo fermo della Polizia, durato un paio di settimane, fermo che condusse all’annullamento dell’interdizione.

I fedeli cinesi invocano le preghiere di tutti, affinché i loro pastori possano ancora una volta tornare liberi al più presto, sani e salvi. Da 12 anni, ormai, quasi senza interruzioni, mons. Cui Tai viene trattenuto dalle forze dell’ordine o costretto ai domiciliari, rinchiuso in celle segrete o costretto a viaggi forzati sotto scorta, senza che gli venga formalizzata alcuna accusa precisa e senza regolare processo.