Legge per aborto fino alla nascita in Nuova Zelanda - Corrispondenza romana
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Legge per aborto fino alla nascita in Nuova Zelanda

Lunedì 5 agosto, il governo laburista neozelandese ha intrapreso una mossa radicale per riformare la legge sull’aborto. Il disegno di legge introdotto, legalizzerà l’aborto su richiesta fino alla nascita con pochissime restrizioni.

Durante una conferenza stampa, il ministro della giustizia, Andrew Little ha dichiarato che la legislazione cerca di “modernizzare” la legge attuale e garantire che l’aborto sia “trattato come un problema di salute” al di fuori del “quadro penale in cui si trova attualmente”.

La pubblicazione del disegno di legge fa seguito a una relazione della Law Commission dell’ottobre 2018, che raccomanda tre approcci alternativi alla legge sull’aborto. Gli approcci includevano l’aborto su richiesta per tutta la gravidanza senza restrizioni, con alcune restrizioni, o una combinazione dei due.

Il disegno di legge è stato letto in Parlamento giovedì 8, dopo si è proceduto ad un voto di coscienza. Se avrà successo, il prossimo passo sarà un comitato ristretto in cui il pubblico potrà presentare le proprie proposte.

La nuova legislazione permette l’aborto su richiesta fino a 20 settimane. Dopo di allora, una donna potrà ottenere un aborto se il medico, tenendo conto della sua salute fisica e mentale e del suo benessere, “crede ragionevolmente che l’aborto sia appropriato alle circostanze”.

Praticamente qualsiasi richiesta di aborto potrà essere accettata ai sensi della legge proposta.

Catherine Hallagan, presidente dell’ Health Professionals Alliance della Nuova Zelanda, ha espresso sgomento per la proposta di legge. Hallagan ha sottolineato che “il benessere fisico e psicologico è così ampio che praticamente ogni richiesta potrà essere accettata”.

“Lo scopo di un aborto è quello di uccidere un essere umano piccolo e vulnerabile”, ha dichiarato. “Non è un trattamento sanitario”.

Il Primo Ministro Jacinda Ardern ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che la legislazione sarà presentata al Parlamento, in quanto questa legge ha “la più grande possibilità di successo”.

Il portavoce di Family First Gina Sunderland. ha affermato che queste proposte daranno al nascituro lo stesso status di un’appendice – semplicemente un tessuto da rimuovere come parte di una “procedura sanitaria”.

Ken Orr di Right to Life ha affermato che si tratta di “un attacco senza precedenti contro le donne ed i loro preziosi bambini non ancora nati travestito da assistenza sanitaria. La gravidanza non è una malattia e l’aborto, non è assistenza sanitaria. Questo disegno di legge costituisce un attacco sempre più letale alla famiglia, uccidendo i suoi membri più deboli e vulnerabili, i nostri figli non ancora nati”.

I neozelandesi sono stati esortati a contattare i loro parlamentari e chiedere loro di votare no giovedì scorso, quando ha avuto luogo la prima lettura del disegno di legge sull’aborto. (Chiara Chiessi)