L’arcivescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego e la presidente Aricgay Ferrara Manuela Macario contro la omo-transfobia - CR - Agenzia di informazione settimanale
Stampa la Notizia

L’arcivescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego e la presidente Aricgay Ferrara Manuela Macario contro la omo-transfobia

Cosa ci fanno l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego, e il presidente di Arcigay e Arcilesbica di Ferrara, Manuela Macario, a braccetto in Piazza Municipale nel capoluogo estense davanti a dei cartelloni pubblicitari anti-omo-trans-omofobia? Mentre in Germania il celebre settimanale “Der Spiegel” pubblica un’ampia inchiesta in diciannove pagine intitolata “Non dire falsa testimonianza. Il Papa e la Chiesa nella sua crisi più grande”, nella quale invita senza mezzi termini Papa Francesco a rispondere chiaramente alle accuse mosse contro di lui da mons. Carlo Maria Viganò, in Italia, alcuni alti rappresentanti della Chiesa cattolica continuano dunque, come se nulla fosse, a strizzare l’occhio ai movimenti LGBT e alle loro “battaglie politiche”, alimentando ed esplicitando in tal modo l’esistenza di una Chiesa “gay friendly”, intenzionata a conciliare e promuovere l’impossibile connubio tra cattolicesimo ed omosessualità.

Sabato 22 settembre l’arcivescovo Perego non si è infatti posto alcun problema a presenziare, accompagnato da un altro anonimo sacerdote, all’inaugurazione della mostra fotografica , il cui titolo è già tutto un programma, ”NOIdentity – True stories human stories”, curata da Arcigay Ferrara che ha come tema quello della persecuzione di persone LGBTI migranti o emigrate in Italia.

Obiettivo del progetto fotografico, promosso da Arcigay e realizzato da Luciana Passaro,  anch’essa attivista e membro del direttivo di Arcigay Ferrara, come recita la sua scheda descrittiva è quello di promuovere la non conformità di genere per abbattere l’ “intollerante” modello eteronormativo che obbliga l’individuo a considerare l’eterosessualità come “normalità” e tutto il resto come perversione.: “70 Paesi nel mondo condannano la non conformità ai codici binari ed eteronormati: omofobia, transfobia, intolleranza per qualsiasi differenza. Anche nei paesi civili lo stigma, sepolto a fondo nelle coscienze, nega la libertà di esistere. NOIdentity è un progetto che denuncia la disumanizzazione che ne deriva, ci parla di migrazioni, di transizioni dei corpi e dell’anima. Fotogrammi di umanità negata e identità celate, volti nascosti, sguardi bassi, occhi sbarrati fuggono il giudizio nella ricerca continua di un anonimato che protegga”.

L’immagine con i nove scatti di uomini e donne con i volti coperti, simboleggianti la lotta alla omofobia, dietro ai quali posano sorridenti l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Perego e il presidente di Arcigay di Ferrara, Macario, evidenzia ancora una volta il profondo e drammatico stato di confusione odierno all’interno della Chiesa cattolica. Una Chiesa alla deriva che, proprio come recita il titolo della mostra fotografica di Ferrara NOIdentity, ha smarrito e rinnegato la sua identità per andare dietro alle mode e al pensiero del mondo sottomesso alla dittatura del relativismo.