L'amministrazione Trump sferra un attacco pro vita senza precedenti all'ONU per combattere l'aborto nell' UE - Corrispondenza romana
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L’amministrazione Trump sferra un attacco pro vita senza precedenti all’ONU per combattere l’aborto nell’ UE

Il governo degli Stati Uniti ha contattato le capitali straniere per chiedere sostegno per le istanze pro vita presso le Nazioni Unite. Un attacco pro vita di così alto livello da parte di un’amministrazione statunitense che non ha precedenti.

Una lettera congiunta firmata dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo e dal Segretario di Stato americano Alex Azar del Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, è stata inviata il mese scorso per chiedere ai governi di sostenere gli sforzi pro vita degli Stati Uniti alle Nazioni Unite in vista di un summit globale sulla salute a settembre.

I delegati dell’ONU cercano una lettera di questo tipo da più di un anno perché rende ufficiale la posizione pro vita degli Stati Uniti e li aiuterà a contrastare l’aborto nella burocrazia dell’ONU e nei governi europei.

La lettera mette in guardia contro “gli sforzi aggressivi per reinterpretare gli strumenti internazionali per creare un nuovo diritto internazionale all’aborto e per promuovere politiche internazionali che indeboliscano la famiglia”.

Pompeo e Azar hanno detto che questi sforzi sono “inquietanti” e che “tolgono l’attenzione alle vere questioni sanitarie ed ai dibattiti sulle politiche di importazione che dovrebbero essere gestiti a livello nazionale, subnazionale o comunitario”.

La loro lettera si riferiva anche ai termini “salute sessuale e riproduttiva” ed “educazione sessuale completa” come ” espressioni ambigue che causano confusione e sono associate a politiche anti-famiglia e pro aborto”.

L’Unione Europea ha respinto la bozza finale di un accordo ONU sulla salute globale all’inizio di questo mese, perché non consente all’ONU di promuovere l’aborto come diritto internazionale.

Il progetto di accordo finale in questione è per il prossimo summit globale sulla “copertura sanitaria universale” dell’Assemblea Generale del 23 settembre. L’Unione Europea non ha accettato una dichiarazione nell’accordo secondo cui le politiche sulla “salute sessuale e riproduttiva” devono essere in linea con gli accordi del passato “come adottati dall’Assemblea Generale”.

Gli accordi delle Nazioni Unite del passato escludevano l’aborto come diritto internazionale o come metodo di pianificazione familiare ed impedivano di promuovere l’aborto.

Date le posizioni espresse dai governi dell’UE e degli Stati Uniti, è improbabile che si possa giungere ad un accordo. Gli Stati Uniti non vogliono alcuna ambiguità sul tema dell’aborto, mentre l’UE è ferma sul fatto che la terminologia “salute sessuale e riproduttiva” debba rimanere aperta.

Siamo speranzosi che ci possa essere qualche significativo miglioramento nell’ambito della difesa della vita, anche se certamente la battaglia sarà ancora lunga e difficile. (Chiara Chiessi)