L'agonia di Vincent Lambert - Corrispondenza romana
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L’agonia di Vincent Lambert

“Se Vincent Lambert viene ucciso, le porte della morte saranno spalancate per tutte le persone vulnerabili che non sono in grado di esprimere la propria volontà. È l’intero sistema di protezione internazionale dei diritti umani che viene indebolito dalla Francia a scapito di un uomo la cui vita è sotto imminente minaccia. Vi prego di non consentire l’eutanasia per le persone con disabilità. Ricordate urgentemente alla Francia i suoi impegni internazionali.”

Con queste parole la comunità internazionale dei sostenitori di Vincent ha lanciato un appello a tutte le istituzioni, i politici e le persone di buona volontà.

Vincent Lambert è un uomo tetraplegico in stato vegetativo dal 2008. Venerdì scorso la Corte di Cassazione francese aveva riaperto la possibilità di un’interruzione di idratazione ed alimentazione ed il 2 luglio è arrivata una mail da parte del dottor Vincent Sanchez indirizzata ad ognuno dei membri della famiglia Lambert in cui si diceva che da quel giorno sarebbe iniziata l’interruzione delle cure e la sedazione profonda.

Mentre la moglie è favorevole, gli anziani genitori si sono opposti con tutte le forze: la madre di Vincent, Viviane aveva lanciato un drammatico appello all’ONU a favore del figlio e di tutti i disabili del mondo.

Il 20 maggio la Corte d’appello aveva accolto il ricorso dei genitori per continuare l’idratazione e l’alimentazione, ma poi in questi giorni è stato tutto annullato perché la Corte di Cassazione ha cancellato questa sentenza.

Come per Alfie, per Charlie, per Isaiah e chissà per quanti altri malati la procedura è sempre la solita: dei medici o dei giudici si arrogano il diritto di decidere chi deve vivere e chi deve morire, nonostante l’opposizione dei genitori, nonostante ci siano altri ospedali ed istituti pronti ad accogliere quei malati.

Invece no, Vincent deve essere ucciso a tutti i costi. Gli accessi alla sua camera sono sorvegliati. Gli stessi genitori hanno dovuto mostrare i documenti per vedere il figlio.

Il neurologo Xavier Ducrocq, che si è battuto per salvare la vita di Vincent, ha detto che i medici responsabili del distacco della nutrizione stanno “seppellendo Ippocrate”.
Secondo Ducrocq,
“siamo davanti alla regressione di una società che non sa, non vuole proteggere i più deboli della sua famiglia.” 

In tutta Italia e Francia si stanno svolgendo veglie di preghiera: giovedì sera a Saint Sulpice, la chiesa parigina che nell’inaccessibilità di Notre Dame svolge il ruolo di cattedrale e di chiesa madre dei francesi. E di nuovo si pregherà lunedì 8 luglio a Parigi, in piazza Saint Pierre, dalle 16 alle 19, sotto il Sacro Cuore, in una raduno durante il quale prenderanno la parola gli avvocati della famiglia, Jean Paillot e Jérome Triomphe.

Perché ora non ci resta che pregare. E sperare. (Chiara Chiessi)