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Italia: il bimbo nasce down, risarciti i genitori

È disumano equiparare un figlio ad un danno anziché ad un dono, il dono della vita, eppure è accaduto ancora. Il tribunale civile di Pordenone ha stabilito che i genitori di un bimbo down hanno diritto ad un risarcimento di quasi mezzo milione di euro, dovuto dall’Aulss 4 Veneto Orientale e dall’ex-primario di Ostetricia e Ginecologia di Portogruaro per omessa diagnosi di malformazione genetica.

La battaglia giudiziaria è iniziata nel 2012, per ottenere l’accertamento della responsabilità personale del medico e della struttura sanitaria, presso cui prestava servizio in libera professione. In particolare, il sanitario è accusato di non aver informato la gestante, poco più che ventenne, circa esami di indagine prenatale come l’amniocentesi e la villocentesi, non privi di rischi ed invasivi.

Davvero triste la motivazione della sentenza: nascita indesiderata del figlio causata da errore medico. Secondo il giudice, si tratterebbe di «un caso paradigmatico di lesione di un diritto della persona», tale da costringere il «danneggiato» (attenzione, non si parla di genitore, ma di “danneggiato”) a «condurre, giorno per giorno, una vita diversa e peggiore di quella che avrebbe altrimenti condotto».

Chissà, se al figlio di questa coppia capitasse un giorno di leggere questa sentenza, cosa potrebbe pensare del fatto d’esser stato considerato dai suoi genitori un danno da risarcire, una «lesione di un diritto» e la causa che ha costretto i suoi genitori a condurre «una vita diversa e peggiore» rispetto a quella che avrebbero altrimenti condotto? Lasciamo la risposta alla coscienza di ognuno…