In Memoriam: Neri Capponi - Corrispondenza romana
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In Memoriam: Neri Capponi

(Pucci Cipriani) Giovedì 13 dicembre 2018 è deceduto, in Firenze, il Conte Neri Capponi, Patrizio fiorentino, appartenente a una delle più antiche famiglie della Nobiltà che hanno fatto la storia di Firenze. Apprendemmo la ferale notizia mentre eravamo nella Sala delle Feste della Regione Toscana, intenti a presentare, insieme all’Autore, e con Jacopo Alberti, Ascanio Ruschi e la scrittrice Cristina Siccardi, il nuovo libro di Roberto de Mattei : “Trilogia Romana” (Solfanelli)…e allora pensai a ciò che mi disse alcuni mesi fa, stanco e amareggiato anche per la tremenda crisi della Chiesa, prima di partire per la sua residenza estiva di Villa Calcinaia,  quando gli avevo detto: “ci rivedremo in autunno” e lui mi rispose con un filo di voce: “Mah… sono pronto al passo estremo, all’incontro con il Signore. Non credo di aver commesso grandi peccati..speriamo che il trapasso sia il più breve e il meno doloroso possibile“.

E nel dolore ha vissuto gli ultimi anni “inchiodato” a una sedia, senza perdere interesse alle cose, parlando sempre con grande lucidità e con ferma memoria…molte volte quando salivo al secondo piano del Palazzo Capponi delle Rovinate sul Lungarno, lo trovavo intento alla recita del breviario e immerso nella lettura di un libro o del quotidiano. E, insieme, rievocavamo la “sua” storia che, per oltre un settantennio, ha segnato anche la storia del cattolicesimo fiorentino. Lo conobbi – avevo quindici anni – e per me, per i ragazzi che militavano già allora nella Destra, nel Fronte Monarchico Giovanile, per molti studiosi e politici, fu “un mito”, divenne il “Maestro”.

Di fronte a un appiattimento culturale dei cattolici, il “doroteismo” del centrodestra el all’Orizzontalismo dei “Comunistelli di sagrestia” – come li definì il Cardinale Ottaviani e come Neri chiamava la “sinistra DC” e i neo illuministi  che sognavano “nuovi cieli e nuova terra” e sconfinavano nel para marxismo – il conte Capponi si avvicinò  nel 1959, ad Attilio Mordini – che proveniva dall’eterogenea “covata”  che Adolfo Oxilia aveva radunato intorno alla rivista “L’Ultima” (anagramma di umiltà) – i cui discepoli, che si definivano “Uomini della Tradizione”, si ponevano in una posizione “ghibellina” rispetto alla vecchia destrae. Già negli anni Sessanta il prof. Capponi, che diverrà Assistente di Diritto Canonico con il professor Grossi, avrà “scontri” con Giorgio La Pira – di cui peraltro rispettava la persona – accusandolo di Modernismo, di “puzzare” di marxismo e di strumentalizzare il profeta Isaia e l’Insegnamento del Magistero della Chiesa a fini bassamente politici. Lui stesso racconta su una “Autobiografia” pubblicata sulla rivista “Religione e Società” n.22 – 23 del 1995 : “Anche contro padre Balducci presi posizione più volte , accusandolo di eresia modernista . Negli anni 60, poi, insieme ad altri “tradizionalisti”  fiorentini denunziai alla Magistratura p. Balducci…per avere preso posizione a favore dell’obiezione di coscienza (…)il processo terminò con la condanna del Balducci. I tradizionalisti pur contrari in teoria agli eserciti di leva perché frutto della Rivoluzione francese , vedevano la posizione a favore dell’obiezione di coscienza, in quel dato momento storico, come un attacco alla professione militare in sé e per sé considerata e un tentativo di indebolire le forze dello Stato che potevano opporsi al potere comunista”.

Dopo il Concilio Vaticano II e la Riforma liturgica di Paolo VI il conte Capponi si batté strenuamente per la Messa nel rito romano antico giungendo a fondare anche “Una Voce” per la salvaguardia della liturgia e del canto gregoriano. Nel 1975 organizzò, con la sezione di “Una Voce” di Firenze, un Pontificale solenne di Mons. Marcel Lefebvre nella Basilica di San Lorenzo ed una conferenza del medesimo Presule, presso il Circolo Borghese e della Stampa, divenuta ormai famosa : “La Messa di Lutero” il cui testo fu stampato a cura di “Una Voce” di cui Capponi diverrà prima Presidente italiano e, dopo, Presidente del FIUV (Federazione Internazionale Una Voce)…

In prima fila nella battaglia in difesa della Famiglia contro il divorzio nel 1974 con un grande Convegno sulla Difesa della Famiglia, organizzato oltre che da Capponi, dal sottoscritto e dall’Avv. Domenico Polito Presidente del MAC (Movimento Anticomunista Cattolico). Insieme a Capponi, con l’Ingegner Fusacchia fondammo – presso l’Unione Monarchica : “Un Popolo per la famiglia” per dare una netta caratterizzazione tradizionalista alla nostra battaglia.

Poi “in trincea” contro l’aborto, la pornografia, la droga, la paventata eutanasia…insomma in difesa dei “Principi non negoziabili”; ma il Conte Capponi fu anche un simbolo della grande battaglia contro il Sessantotto, quella Rivoluzione tremenda e totale perché fatta “In interiore hominis“. E, in contemporanea, la battaglia contro le riforme del Concilio che fu – secondo le parole del Cardinale modernista Suenens – ” il Sessantotto della Chiesa”.

Fu amico e Consigliere del Granduca di Toscana, Sigismondo Asburgo Lorena – esempio di Sovrano tradizionale e cattolico – alimentando il culto e l’amore per questa dinastia con Conferenze e studi storici, curando gli Ordini Granducali Di San Giuseppe e di Santo Stefano, oltre alla celebrazione di SS. Messe “ad memoriam” dell’ultimo Granduca regnante : l’amato Leopoldo II (Canapone). Ha scritto sempre per riviste dell’area cattolico – tradizionale e, in particolare, ha sempre collaborato con il periodico “Controrivoluzione” e, dal 2015, faceva parte del Comitato scientifico della stessa pubblicazione. Capo di Guardia “nobile” della Venerabile Arciconfraternita di Misericordia – il Pio Sodalizio fondato dal domenicano San Piero Martire che combatté l’eresia catara e patarina – dedicò molto del suo tempo ( e questo anche con il Sovrano Militare Ordine di Malta – SMOM) alla cura e al soccorso dei malati e degli infermi. Ha voluto essere seppellito con la sua “cappa nera” della Misericordia con al fianco, la Corona del S. Rosario, ultimo gesto di umiltà di questo nobile – combattente, dal cuore generoso e dall’animo buono.

Che il Signore lo accolga nel Santo Paradiso.