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In India cristiani sempre più perseguitati

Sempre più cristianofobia in India, soprattutto nello Stato del Maharashtra, da cui giunge segnalazione di un numero impressionante di casi, benché qui risieda solo poco più di un milione di fedeli su una popolazione complessiva di circa 78 milioni di abitanti.

I cristiani residenti nei villaggi di Halwar, Tekla, Bharagad, Kospundi e Alenga, ad esempio, sono stati minacciati d’esser privati delle riserve d’acqua e di vedersi negare l’accesso ai negozi di alimentari sovvenzionati dal governo. Tre famiglie di Koskundi, recatesi presso la locale stazione di Polizia, han trovato fuori ad attenderle cento loro concittadini, decisi a cacciarle dal villaggio. Lo scorso 3 luglio altre tre famiglie cristiane, questa volta del villaggio di Burgi, sono state minacciate di morte e private del cibo distribuito dal governo. Per essere risparmiate, han dovuto rinunciare alla propria fede.

Lo scorso 5 agosto un cristiano del villaggio di Gadchiroli è stato torturato da numerosi residenti proprio a motivo della sua fede. Gli han bruciato la casa, gli hanno intimato di apostatare: alla fine è riuscito a fuggire. Da giugno ad oggi oltre una dozzina di abitazioni sono state devastate in questo distretto da gruppi locali.

Chiunque decida di convertirsi al Cristianesimo viene emarginato, resta senza lavoro, rischia proprietà e incolumità.