Il nuovo CEO di Mozilla, Brendan Eich, vittima dell'intolleranza LGTBQ - Corrispondenza romana
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Il nuovo CEO di Mozilla, Brendan Eich, vittima dell’intolleranza LGTBQ

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mozillagrandeL’intolleranza omosessualista fa un’altra vittima illustre. Questa volta  tocca a Brendan Eich, cofondatore di Mozilla e inventore di JavaScript , che, non appena assunta, lo scorso 24 marzo, la nuova carica di Chief Executive Officer della Mozilla Foundation è stata travolto dalla puntale e tristemente consueta tempesta ideologica LGBTQ.

La sua imperdonabile colpa risale al 2008, quando sostenne, attraverso una donazione di 1.000$, la campagna per la cosiddetta “Proposition 8″, oggi abrogata, consultazione referendaria che vietava i matrimoni gay nello stato della California. Ma la comunità gay, come si sa, ha la memoria lunga, cosicché, a poche ore dalla nomina a CEO dell'”omofobo” Eich, la rodata macchina persecutoria LGBTQ si è messa rapidamente in moto, coinvolgendo programmatori e attivisti omosessuali in un accorato appello di massa al boicottaggio di tutti i prodotti di Mozilla, e in particolare del suo popolare browser web, Firefox.

Alla fine, il 26 marzo, a 48 ore dalla nuova nomina, come da copione, sono arrivate le  rettifiche e precisazioni di Brendan Eich che, attraverso il suo blog personale, in un posto intitolato “Inclusiveness at Mozilla“, ha voluto tranquillizzare tutti dichiarando: «So che ci sono preoccupazioni circa il mio impegno a promuovere l’uguaglianza e accoglienza per le persone LGBT in Mozilla. Spero di mettere presto a tacere queste preoccupazioni, prima prendendo una serie di impegni con voi …. mi sono impegnato a garantire che Mozilla è, e rimarrà, un luogo che include e supporta tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale, identità di genere, età, razza, etnia, status economico o religione».

L’aggressiva e intollerante campagna mediatica LGBT, che si è abbattuta su Brendan Eich, dovrebbe aprire gli occhi riguardo quella che è la reale ed allarmante situazione odierna. Altro che omofobia, la vera discriminazione e persecuzione, oggi, la subiscono le persone “normali”, che osano parlare di eterosessualità e famiglia naturale, affermando e difendendo principi elementari in contrasto con l’imperante ideologia omosessualista. (L.G.)


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