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Il card. Sarah: «Il confessionale, per guidare i penitenti»

Lezione magistrale del card. Sarah dinanzi a 600 Missionari della Misericordia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. A tema il Sacramento della Confessione: Sua Eminenza ha sottolineato l’importanza di rispettare il rito, la materia, la forma e l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Non si tratta di un semplice incontro personale tra il sacerdote e il penitente.

«Le anime non hanno bisogno di essere ingannate, ma guidate – ha dichiarato – Dobbiamo essere genitori che amano, non abbandonarci ad un pieno di sentimentalismo. Il confessionale non dev’essere una camera di tortura, ma nemmeno un laboratorio di sperimentazione dottrinale: dobbiamo evitare di dare indicazioni contrarie alla Dottrina». Per questo occorre formare gli stessi confessori ad un puntuale addestramento nel dogma, nell’insegnamento morale della Chiesa e nel Catechismo: «Le persone hanno bisogno di noi», ha specificato. Per questo – si è sentito di precisare – il cellulare va spento, prima di entrare  nel confessionale.

Regolette fondamentali, che un tempo non sarebbe stato necessario raccomandare. Oggi sì.