Ieri all'Eliseo la massoneria ha chiamato Macron a rapporto - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Ieri all’Eliseo la massoneria ha chiamato Macron a rapporto

Interferenze indebite, pressioni politiche, poteri occulti,… Ci sarebbero molti modi, per bollare la singolare cena, imbandita ieri sera all’Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron per i Gran Maestri delle principali obbedienze massoniche nazionali. Sicuramente, se al loro posto ci fossero stati dei cardinali, i “liberi pensatori”, non poi così liberi, avrebbero subito inveito alla clericalizzazione del Palazzo, alle indebite ingerenze della Chiesa sullo Stato, all’attentato perpetrato contro il dogma laicista. Invece no, quando i commensali son dei loro, par che vada tutto bene e la consegna è quella del silenzio.

Ma del bizzarro invito dà notizia il blog massonico dell’autorevole Express, La Lumière, che specifica anche le appartenenze degli invitati. Ci sono tutti: il Godf-Grand’Oriente di Francia, la Gldf-Gran Loggia di Francia, la Glnf-Gran Loggia Nazionale Francese, la Ffdh-Federazione Francese dei Diritti Umani, la Glamf-Gran Loggia dell’Alleanza Massonica Francese, la Glff-Gran Loggia Femminile di Francia, la Gltso-Gran Loggia Simbolica Opera Tradizionale, la Glmf-Gran Loggia Mista di Francia e la Glmu-Gran Loggia Universale Mista. Non manca proprio nessuno. Perché?

Perché si è trattato di una sorta di “cena riparatoria”. Ai massoni proprio non è andato giù il discorso senza precedenti rivolto da Macron ai cattolici, tenuto lo scorso aprile presso il Collège des Bernardins di Parigi, ospite della Conferenza episcopale francese. Le parole del presidente furono chiare ed inequivocabili: «Il legame tra la Chiesa e lo Stato si è rovinato e tocca a noi aggiustarlo – ha detto – La Francia si è fortificata grazie all’impegno dei cattolici. Cattolici, che sono stati pronti a morire e non solo per ideali umanisti, né per una morale, ma per la loro fede in Dio e per la loro pratica religiosa. Il seme cattolico può e deve contribuire ancora e sempre a far vivere la nostra Nazione. Sono qui per dirvi che la Repubblica attende da voi, cattolici, tre doni: il dono della vostra saggezza, del vostro impegno e della vostra libertà». Parole di circostanza, forse, frutto di retorica senz’altro, in ogni caso indigeste per i grembiulini. Che, infatti, ne han chiesto subito conto a Macron. Il quale ha dovuto piegarsi e spiegarsi, assicurare loro di non aver violato la legge del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato, garantire di non voler dialogare solo con le religioni, bensì anche con altri, massoneria compresa.

Sul tavolo, tra una portata e l’altra, anche la promozione del laicismo, le prossime elezioni europee, le politiche migratorie, la bioetica, l’eutanasia, la fecondazione assistita,… tutti temi estremamente cari a tutte le logge, senza distinzioni. Musica per le loro orecchie. Quella che volevano sentire. E questa volta, Macron, imparata bene la partitura, non ha purtroppo stonato… Anche perché in questo momento non avrebbe certo la forza per farlo: i sondaggi ne decretano l’impopolarità, addirittura peggiore di quella collezionata dal suo predecessore Hollande nello stesso periodo.

Secondo l’ennesima rilevazione, pubblicata da Paris-Match, oggi solo il 31% dei Francesi sarebbe soddisfatto dell’operato del presidente, ha perso per strada altri dieci punti percentuali rispetto all’ultima stima. Pare che i Francesi siano delusi dalla sua visione dell’avvenire (la condivide solo il 35%) e dalla sua politica economica (32%): il settimanale non ne parla, ma è alquanto probabile che sul calo di consensi abbia pesato anche – e non poco – la linea da lui tenuta sull’immigrazione . Che nel mirino del popolo ci sia proprio lui, lo prova la contemporanea tenuta del primo ministro Edouard Philippe, che ha perso solo 3 punti percentuali, attestandosi al 35%. Ed ecco allora spiegato sotto un’altra luce questo invito a cena rivolto alle logge…