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I seminaristi di Parigi alla scoperta della messa in latino

Gli 80 seminaristi dell’Arcidiocesi di Parigi hanno assistito, lo scorso 2 febbraio (festa della Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria), alla santa messa in rito antico secondo il messale del 1965, celebrata nella chiesa Saint-Louis-en-l’Île dall’abate Louis-Marie de Geyer d’Orth. Il giorno prima si era svolta, nella chiesa Saint-Eugène-Sainte-Cécile, una giornata di formazione con gli abati Marc Guelfucci e Éric Ibor­ra in veste di professori, conclusa con dei vespri solenni.

La notizia può apparire sorprendente, se si considerano il discredito e la marginalizzazione di cui la messa tradizionale in latino è stata vittima negli ultimi decenni; come pure è degno di nota che sono stati proprio i seminaristi, a maggioranza assoluta dei votanti, a scegliere come oggetto di studi per l’anno 2018 la messa tradizionale ed il motu proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum, nonostante i tentativi di dissuasione operati dai responsabili della formazione diocesana. Ma la realtà è diversa e racconta la rinascita della Chiesa, in Francia come altrove, grazie agli ordini tradizionali, che non cessano di attirare vocazioni e si impongono ormai all’attenzione del futuro clero diocesano.

Chi ha assistito al rito del 2 febbraio racconta come esso si sia svolto secondo tutti i canoni tradizionali classici. Il servizio all’altare è stato svolto egregiamente da candidati al sacerdozio vestiti con camici bianchi uniti con amitto e cordone. Un piccolo coro ha cantato perfettamente una delle parti del proprio al momento della comunione. I seminaristi che assistevano alla messa si muovevano all’unisono per stare in piedi o mettersi in ginocchio, segno che conoscevano già il rito antico o almeno l’avevano ben studiato.

E’ dunque finita l’epoca delle innovazioni liturgiche e delle messe trasformate in show poco edificanti? E’ presto per dirlo, benché notizie come questa facciano ben sperare.