I laici reclamano a gran voce fedeltà alla Chiesa di sempre - Corrispondenza romana
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I laici reclamano a gran voce fedeltà alla Chiesa di sempre

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SinodoO si sente forte. O ritiene che il prossimo Sinodo rappresenti l’ultima chance da giocare. In tutti e due i casi l’ala progressista della Chiesa sta decisamente affilando le armi e giocando d’attacco. Il che non è una novità. La novità giunge invece dal fatto che i Christifideles laici reagiscano. E, per nulla intimoriti, rispondano a tono. Il popolo dei fedeli non ne può più di certi “furbetti”, introdottisi nelle sacre mura per devastarle. E dice loro a chiare lettere di piantarla con certe “alchimie”.

Lo han mostrato all’incontro svoltosi a Roma dal 22 al 24 gennaio, promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Vi sono stati invitati tutti i responsabili dei principali movimenti laicali, un’ottantina tra i più significativi e numerosi, per conoscere la loro opinione circa le 46 domande poste a fondamento dell’Instrumentum Laboris.

E la loro opinione è stata una sola: «Sconti? No, grazie!», con estrema soddisfazione da parte dei loro assistenti. Come ha ricordato all’agenzia InfoCatólica don Santiago Martin, fondatore dei Francescani di Maria. Praticamente la totalità dei presenti si è detto favorevole a che venga mantenuta la Dottrina tradizionale della Chiesa, quella di sempre: «Il risultato non poteva essere più chiaro e forte», ha affermato don Martin, secondo il quale massima premura si è posta, affinché non venga «svalutata l’Eucaristia, né si conceda di accostarvisi senza essere in stato di grazia».

Ma il giudizio coram populo non è piaciuto ai vertici. Così ecco il Card. Lorenzo Baldisseri, niente meno che il Segretario del Sinodo, «gettar la maschera di fronte ad alcuni assistenti», come ha commentato InfoCatólica, e difendere il “diritto” del Card. Kasper di auspicare che la Santa Comunione venga concessa anche agli adulteri («persone divorziate che vivano unioni non riconosciute dalla Chiesa»).


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Non solo: a suo giudizio, gli assistenti non dovrebbero «stupirsi» per il fatto che vi siano teologi pronti a contraddire la Dottrina cattolica, i dogmi potrebbero “evolvere” (non vi sarebbe nulla da dire al Sinodo «se dovessimo semplicemente ripetere quel che si è sempre detto»: come se l’insegnamento di Cristo si potesse adattare a piacimento! – NdR) e quanto compreso da 2 mila anni allo stesso modo non è detto «che non possa più esser rimesso in discussione». Incredibile! Affermazioni, che, se confermate, sono di gravità estrema.

La risposta da parte dei movimenti ecclesiali non si è fatta in ogni caso attendere. Patrick Buckley, inviato internazionale della Society for the Protection of Unborn Children, ha dichiarato: «L’insegnamento della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio si fonda sulle parole di Cristo. Queste parole possono anche esser state pronunciate 2 mila anni fa, però per i Cattolici restano né più, né meno che il mandato immutabile di Dio». Ancor più determinata, caso mai ve ne fosse bisogno, Maria Madise, direttrice di Voice of the Family, che ha denunciato: «Il Card. Baldisseri ha corretto pubblicamente un delegato, lamentatosi degli attacchi sferrati contro la Dottrina cattolica.

E’ significativo che non abbia fatto altrettanto quando, pochi istanti dopo, un altro delegato ha contraddetto la stessa Dottrina sul tema della contraccezione. L’impressione è che oggi l’unico peccato sia quello di difendere ciò che la Chiesa ha sempre insegnato. Sembrava che durante l’incontro tutto venisse posto in dubbio, comprese le questioni già risolte con chiarezza dal Magistero. Tale discussione ha distratto dal compito vero di trovare soluzioni concrete ai problemi che le famiglie reali devono affrontare.


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Piaghe gravi come l’aborto, l’eutanasia o gli attacchi ai diritti dei genitori, tutte omesse nella relazione finale del Sinodo 2014. Le famiglie che soffrono non trovano conforto nei sofismi dei dissidenti di professione, siano essi chierici o laici». Voice of the Family ha pertanto chiesto di pregare per il Sinodo e per i Padri Sinodali. Ve n’è davvero bisogno.

Il Card. Baldisseri ha replicato dicendo di non aver mai fatto certe dichiarazioni. Che queste non corrisponderebbero al suo pensiero. Ritenendo probabilmente l’equivoco dipendere dal fatto che, «avendo parlato in italiano, alcune frasi possano esser state mortificate dalla traduzione simultanea», invitando pertanto a leggere il testo scritto del suo intervento. Immediata la risposta di Voice of the Family, che lo ha subito smentito: «Le dichiarazioni in oggetto sono state fatte dal Card. Baldisseri in risposta ad una domanda posta dopo il suo intervento da un delegato preoccupato, pertanto non figurano nel testo scritto».

Preoccupazione è stata espressa circa l’andamento dei lavori già in queste fasi preparatorie del Sinodo e circa il fatto che ne sia proprio il Segretario a spingere in certe direzioni. Ciò che la grande stampa chiama «trasparenza» è, in realtà, l’opposto, tant’è che ci si rifiutò di pubblicare gli interventi e le dichiarazioni dei Padri Sinodali, si stilò una «relatio intermedia» riportante punti nemmeno discussi nel Sinodo – come riferito da numerosi Cardinali -, la si distribuì alla stampa prima che agli stessi Padri riuniti per far così giungere pressioni dall’esterno, si negò anche che venissero pubblicate le conclusioni dei «circulos minores», ciò cui si fu viceversa poi obbligati, ma solo dopo una petizione esplicita rivolta al Papa da vari Cardinali. Come ha dichiarato il Card. Napier, non importava cosa si potesse correggere all’interno delle sessioni, il male già non si poteva più controllare.


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Tutto ciò ha il sapore più di un colpo di Stato da dittatura latinoamericana che di un Sinodo della Chiesa Cattolica, quindi universale. (M. F.)