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Francia: due neuroscienziati contro il transumanesimo

Fermi tutti, il transumanesimo non funziona, anzi rappresenta un grave rischio: a dirlo, non sono questa volta uomini di fede, bensì uomini di scienza, per la precisione due ricercatori in neuroscienze, Daniel Tritsch e Jean Mariani, già associati all’Università «Pierre et Marie Curie» ed ora autori del volume, da poco uscito, Ça va pas la tête? Cerveau, immortalité et intelligence artificielle, l’imposture du transhumanisme.

Secondo loro, il primo argomento da opporre ai «mercanti di sogni» è che le nostre conoscenze del cervello sono ancora talmente limitate da non poter pretendere di creare «un’intelligenza artificiale a nostra immagine». Si sta ancora cercando di capire – ammesso di riuscirvi – il funzionamento delle molecole in grado di comunicare informazioni «evanescenti come l’umore, la sofferenza, la felicità».

Non solo: gli studi rivelano come «ogni neurone sia diverso dal proprio vicino», la plasticità cerebrale consente al cervello continui cambiamenti in funzione dell’ambiente circostante, tutti aspetti impossibili a riprodursi: «Di fronte alla straordinaria complessità  della mente e di fronte alla sua dinamica permanente, l’intelligenza artificiale è fuori gioco». Né è possibile anche solo frenare i processi di invecchiamento, che richiedono numerosi geni, proteine e schemi biologici, tali da richiedere l’esecuzione di molte azioni contemporaneamente. Non siamo neppure in grado di affrontare patologie come l’Alzheimer o il Parkinson, difficile immaginare che le promesse dei transumanisti, così come vengono formulate, possano diventare realtà, difficile anche ipotizzare che «l’intero cervello umano» possa essere salvato «in un chip di computer», dato che gli stessi computer, come qualsiasi tecnologia, invecchiano, si danneggiano e sono pure esposti a virus.

Ma, precisano Tritsch e Mariani, quand’anche tutto questo fosse possibile – e non lo è –, resterebbe una pratica «del tutto ingiustificabile» dal punto di vista della «morale individuale e collettiva», introducendo una sorta di «umanità a due velocità, quella degli individui aumentati e quella degli altri», diseguaglianza da Nuovo ordine mondiale.

Insomma, le tecnoscienze promettono di superare i limiti umani e di eliminare disabilità, malattia, vecchiaia e morte, ma tutto questo è solo un’enorme impostura, frutto dei fantasmi, della cupidigia e dell’irrazionalità di alcuni ricercatori. Per nascondere che cosa?