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Francia: dubbio incontro di Macron col leader kosovaro Thaçi

Se l’ex-presidente francese Sarkozy ha i suoi problemi, non pare immacolata neppure l’immagine del presidente in carica, Emmanuel Macron, che ha sorpreso tutti, ricevendo lo scorso 14 marzo all’Eliseo un capo di Stato straniero quanto mai controverso, Hashim Thaçi, presidente del Kosovo.

Un rapporto del Consiglio europeo nel 2011 ha accusato Thaçi d’aver diretto un traffico internazionale d’organi tra il 1998 ed il 2000, durante la guerra nell’ex-Jugoslavia. Secondo il rapporto, vi sarebbero «numerosi indizi concreti e convergenti», che confermerebbero come «Serbi e Kosovari albanesi siano stati trattenuti come prigionieri in strutture segrete sotto il controllo dell’UCK al nord dell’Albania, sottoposti a trattamenti inumani e degradanti, salvo poi sparire improvvisamente». L’accusa è che i trafficanti li abbiano finiti, sparando loro alla testa, abbiano espiantato i loro organi e li abbiano venduti a cliniche estere. In tale sconcertante documento Hashim Thaçi figura come l’organizzatore dello squallido mercato, anzi si ricorda come fosse considerato dai servizi segreti di numerosi Paesi della Nato ovvero come il più pericoloso criminale dell’Uck, l’esercito di liberazione del Kosovo.

Ma il rapporto del Consiglio europeo va oltre e spiega: «I servizi incaricati della lotta contro il traffico di stupefacenti di almeno cinque Paesi precisano, nelle loro relazioni confidenziali emesse nell’arco di oltre dieci anni, come il commercio di eroina e di altre droghe sia controllato in modo violento da Hashim Thaçi e da altri membri del “Gruppo di Drenica”».

È lo stesso Thaçi, che ora parla su Facebook della «conversazione amichevole» avuta con Macron, che ringrazia per la «sua visione» delle cose e per il «suo dinamismo», che donano «speranza a tutta l’Europa ed ai Paesi, che aspirano ad integrarvisi».

Due curiosità: stranamente la visita non è comparsa sull’agenda ufficiale di Macron. Però c’è stata. Inoltre, per l’occasione, Thaçi ha anche decorato Alain Juppé e Nicolas Sarkozy, alla presenza dell’ex-ministro degli Esteri e della Sanità, Bernard Kouchner, che ha assistito alla cerimonia. Un bel quadretto, non c’è che dire…