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Facebook si scusa per le censure sui contenuti cattolici

Mark Zuckerberg, gran patron di Facebook, ha chiesto pubblicamente scusa per la censura attuata dal suo social nei confronti dei contenuti cattolici: lo ha dichiarato nel corso della sua udienza tenuta dinanzi al Congresso americano, per rispondere dei milioni di dati personali ceduti a società terze per fini elettorali e commerciali.

Zuckerberg ha ammesso che la sua azienda ha «commesso un errore», bloccando l’annuncio di un corso di teologia cattolica promosso dall’Università Francescana di Steubenville, la cui unica “colpa” fu quella di pubblicare l’immagine di un crocifisso, contenuto ritenuto dal social «eccessivamente violento» e «sensazionalista», incredibile! Ora è il patron di Facebook a fare ammenda e ad ammettere che non erano stati per niente violati i termini di servizio.

Il senatore Ted Cruz del Texas ha osservato come sulla piattaforma siano state «bloccate più di due dozzine di pagine cattoliche» e di contenuti conservatori, bollati come «insicuri per la comunità». Cruz ha ironicamente chiesto se siano stati rimossi anche gli annunci di Planned Parenthood o di altre sigle abortiste, ma Zuckerberg ha dovuto ammettere di non esserne a conoscenza.