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Ed ora la massoneria punta alla «cittadinanza europea»

Massoneria sempre più scatenata, irrituale, disinvolta, sbarazzina. Non più soltanto in Francia, dove s‘è autoproclamata paladina del laicismo d’Oltralpe. Lo sguardo va ormai all’Europa.

Per questo il Godf-Grand’Oriente di Francia ha chiamato a rapporto tutti gli eurodeputati, per tre giornate full immersion,dal primo al 3 novembre, concomitanti col Salone del Libro massonico, tutto sotto l’unico, comune titolo «Verso un ideale europeo».

Ne risulta come evidentemente i grembiulini ad oggi siano tutt’altro che una semplice società filantropica, più o meno naïve, lontana dagli interessi mondani, distante dalla politica e dai Palazzi. Sono invece addentro ai cosiddetti “poteri forti”, in grado di orientare i parlamentari eletti e di interferire col voto in aula. A conferma di ciò di cui già si dovette più volte prendere atto altre volte in passato, anche recente.

L’obiettivo di questa nuova convention è – senza misteri – quello di puntare alla costituzione di una sorta di «cittadinanza europea», in grado di spiazzare e disintegrare le singole Nazioni, preludio del vero traguardo, quello di un governo mondiale. Gli interventi si svolgono tutti sulla falsariga di uno spartito già scritto ed orchestrato: ci si chiede, ad esempio, su quali valori costruire «l’utopia europea», autocandidando naturalmente la massoneria ad avere in ciò un proprio ruolo, chissà in base a che cosa, ma “dimenticando” come, in realtà, non ci sia alcunché da inventare ex novo, a patto che non si voglia cancellare, come in effetti cercan di fare, interi secoli di Europa cattolica, eretta sui Valori della Sacra Scrittura, del Magistero e della Tradizione.

Le nuove parole d’ordine sono immigrazionismo selvaggio, ambientalismo spinto e lotta al «populismo», paroletta magica con cui bollare tutti quanti non la pensino come loro. Ma non si dimentica la necessità di mantenere attivi i gangli della rete transnazionale, puntando ad attività comuni, ad obiettivi comuni ed a gemellaggi tra le logge d’Europa.

Niente di nuovo sotto il sole, intendiamoci. Fa tutto parte di una strategia precisa, già ben codificata in occasione dell’assemblea del Grand’Oriente svoltasi nel 1949, assemblea che, val la pena ricordarlo, elaborò la seguente direttiva: «È necessario ricordare ai parlamentari massoni ch’essi, ancor prima d’essere parlamentari, sono massoni. Servirebbe che il Consiglio dell’Ordine ricordi ai parlamentari ch’essi devono attenersi alla disciplina». Chiaro, no?