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Due sacerdoti cattolici uccisi in un agguato in Messico

Il Messico è territorio certamente difficile per i sacerdoti cattolici. Dal 2012 ad oggi ne sono stati uccisi una ventina. Ed il 2018 è iniziato sotto i peggiori auspici: in poco più di un mese se ne contano già due assassinati nel corso di un agguato, avvenuto sulla strada che da Taxco conduce a Iguala, nello Stato di Guerrero, alle prime luci dell’alba, lo scorso 5 febbraio. Si tratta di Padre Ivan Jaimes, 37 anni, dell’arcidiocesi di Acapulco, parroco a Las Vigas e nome noto nell’ambito della musica sacra, e di Padre Germain Muniz Garcia, di 39 anni, parroco a Mezcala, nella Diocesi di Chipancingo-Chilapa.

Secondo le prime notizie diffuse, i due sacerdoti si sarebbero trovati a bordo di una vettura in compagnia di altre quattro persone. Erano di ritorno da Juliantla, dove avevano partecipato alla festa della Madonna della Candelora, quando un veicolo ha sbarrato loro la strada. Degli uomini armati hanno subito dopo aperto il fuoco contro di loro: freddati i due preti cattolici, sono state ferite anche altre tre persone, che viaggiavano con loro. Una quarta è invece riuscita a fuggire alla mattanza. Un chilometro più avanti, la Polizia ha ritrovato un veicolo con a bordo una bandoliera militare per le cartucce ed un porta-fucili.

Il portavoce della Diocesi, Benito Cuenca, ha usato parole di condanna verso l’agguato, ricordando come in cinque anni siano stati ben sei i sacerdoti uccisi nella sola Guerrero.

Il Vescovo di Chilpancingo-Chilapa, mons. Salvador Rangel Mendoza, ha definito la morte dei suoi due preti come una «grave perdita per tutta la Chiesa e per le loro famiglie» ed ha quindi invitato i fedeli a pregare per il loro eterno riposo. Inoltre, ha rivolto un energico appello alle autorità, affinché assicurino la pace in tutto il Messico e nello Stato di Guerrero.

Anche l’arcidiocesi di Acapulco ha emesso un proprio comunicato, in cui ha espresso sconcerto per il gravissimo crimine ed invitato a supplicare con insistenza il Signore «per la conversione» degli autori dell’efferato delitto.