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Due figli nell’Isis: con Mothers sul set una storia vera

Due madri, Angela e Fatima, una cristiana e l’altra musulmana, di differenti classi sociali e provenienza, si ritrovano accomunate dalla scelta folle compiuta dai loro figli Sean e Taarik, quella di aderire all’Isis: è questo lo spunto, tratto da una storia vera, attorno al quale si sviluppa la trama di Mothers, il film scritto e diretto da Liana Marabini, con Remo Girone (noto per il ruolo di Tano Cariddi ne La Piovra ed attore in oltre cento film, tra cui La legge della Notte con Ben Affleck), Christopher Lambert, che certo non necessita di presentazioni (Highlander e Greystoke: la leggenda di Tarzan sono solo due della miriade di film, che lo hanno visto sul set), ed un cast d’assoluta eccezione.

Angela è una scrittrice italiana, vedova, benestante. Fatima è marocchina, emigrata giovanissima in Inghilterra col marito Khalid: qui sono nati i loro due figli, Nadia e Taarik. Quest’ultimo è un ragazzo in gamba, ha terminato gli studi a pieni voti, è uno sportivo. Ma proprio a scuola lui e Sean hanno conosciuto Omar, un siriano spesso in visita al loro campus presso l’Università britannica, ove entrambi studiano. Con un solo scopo, reclutare nuove leve per la jihad. Pian piano Omar li convince che l’Occidente è lontano dai loro ideali, dalle loro aspirazioni, dal loro desiderio di assoluto e di santità. Poi crea una confraternita islamica ed invita i due a farne parte. Passa loro materiale di propaganda, libri con le massime di Maometto, soprattutto dà loro quelle regole, che i due giovani non trovano più in casa, a scuola, nella società, ambienti tutti dominati da un «pensiero debole» e da nozioni ispirate al «politicamente corretto».

Alla fine Taarik e Sean decidono di andare in Siria, dove le loro strade si dividono però in modo drammatico: il primo aspira a diventare un “martire” per l’islam, mentre il secondo resta colpito nello scoprire come la jihad si alimenti col mercato della droga e turbato dal trattamento riservato alle donne, considerate alla stregua della merce. Si converte comunque all’islam, assume il nome di Farid, ma le sue critiche non piacciono ad Omar, convintosi che lui non possa mai diventare un buon musulmano.

Il loro dramma si unisce a quello delle due madri, interrogate dall’antiterrorismo, licenziate dal lavoro, abbandonate dalla famiglia e dagli amici. Angela e Fatima si incontrano ad un gruppo di sostegno organizzato dalla dottoressa Diana Fortis, che riunisce altri genitori nella loro medesima situazione. Qui divengono amiche e cominciano ad affrontare assieme la situazione, a condividere paure, tensioni, emozioni.

La pellicola, prodotta da Condor Pictures e distribuita da Liamar Multimedia, in 118 minuti fa emergere tragedie nascoste vissute da molti ormai, oggi, in silenzio, temi dunque di forte attualità, egregiamente trattati da Liana Marabini, che, oltre ad essere regista, scrittrice, produttrice ed editrice, è, tra le molte altre cose, anche storica ed esperta in psicoanalisi con una specializzazione in criminal profiling, ciò che in questa pellicola le permette di entrare più agevolmente nelle parti dei vari protagonisti, caratterizzandoli e ponendone in luce gli stati d’animo più profondi. Anche per questo del film ha parlato la grande stampa nazionale – quotidiani, riviste, radio, televisioni ed agenzie -.

Nel 2010 Liana Marabini ha fondato anche Mirabile Dictu-Festival Internazionale del Film Cattolico sotto l’alto patronato del Vaticano, è presidente di Patrons of the Arts ai Musei del Vaticano (sezione di Monaco) e membro del Consiglio dell’International Theological Institute austriaco, fondato da Giovanni Paolo II: «Mothers racchiude in sé un messaggio ed un invito ai figli ed ai genitori a parlarsi di più ed a prestare maggiore attenzione gli uni agli altri», ha dichiarato la regista. Un invito, da non lasciar cadere… (M. F.)