Delegazione italiana alla Marcia per la Vita di Washington - Corrispondenza romana
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Delegazione italiana alla Marcia per la Vita di Washington

Una delegazione italiana composta dalla Portavoce della Marcia Nazionale per la vita italiana, Virginia Coda Nunziante, dal deputato della Lega Vito Comencini e sua moglie Natalia, ed infine dalla Fondatrice e dal Vice Presidente degli Universitari per la Vita, Chiara Chiessi e Fabio Fuiano, ha partecipato alla Marcia per la Vita svoltasi a Washington il 24 gennaio, il più importante evento pro life di tutto il mondo.

Quest’anno Donald Trump è stato il primo presidente americano della storia a partecipare alla Marcia. Un fatto del genere acquista un’importanza mondiale, sia perché rappresenta lo schierarsi di un’autorità in maniera ufficiale su posizioni pro life, ma anche perché potrebbe dare seguito ad emulazioni da parte di politici di tutto il mondo.

Il lungo corteo pro life è partito dal National Mall per arrivare sotto la Corte Suprema lanciando un fortissimo messaggio ai politici della Nazione:“noi continueremo a marciare ed a gridare per coloro che non possono farlo, gli innocenti che ogni anno vengono sterminati in massa con l’assenso di leggi e sentenze inique”.

Sono ormai 47 anni che la sentenza Roe vs Wade ha spianato la strada a tutte quelle leggi inique che nel mondo continuano a mietere vittime: secondo stime a ribasso da parte dell’OMS, in particolare Worldometers, all’anno in tutto il mondo vengono uccisi tra i 40 ed i 50 milioni di bambini innocenti. Il che implica che, in 47 anni, nel grembo materno, che dovrebbe essere il luogo più sicuro in assoluto, sono tra 1,9 e 2,4 miliardi a perdere la vita a causa degli strumenti degli abortisti, ovvero l’equivalente di una percentuale compresa tra il 27% ed il 34 % della popolazione mondiale. Ma nonostante questo quadro agghiacciante c’è ancora speranza: essa risiede in un popolo che non si è fatto anestetizzare dalla “cultura” dominante, che ancora sa riconoscere la realtà dei fatti e che è disposto a sacrificare anche la propria vita pur di porre fine a questo massacro dalle proporzioni inaudite.

La Marcia per la Vita americana rappresenta anche un punto d’incontro per tanti pro-life di tutto il mondo ed è inserita in un contesto di molteplici attività, tra cui il Pro Life Summit, rivolto in particolare ai giovani ed organizzato dalle principali associazioni pro life americane come gli Students for Life e Live Action.

La nostra delegazionenon poteva perdere quest’importante occasione per stringere rapporti internazionali tra chi difende la vita senza compromessi, perché per quanto importanti siano le proprie realtà locali, ciascuna con un’identità ben precisa, è decisivo unire le forze per la difesa del bene comune, sotto l’egida di Dio.

Tra i tanti appuntamenti della delegazione italiana, c’è stato quello con il membro del Congresso Chris Smith, rappresentante del 4° distretto del New Jersey, dai forti ideali pro life, il quale è stato anche invitato a partecipare alla Marcia per la vita di Roma per dare un segnale forte soprattutto ai nostri politici.

Accanto però all’attività pubblica, non manca un contesto fortemente spirituale: il cardinale . Raymond Leo Burke, da sempre grande difensore della vita nascente ed immancabile partecipante alla Marcia per la Vita italiana, ha celebrato una Santa Messa Pontificale prima della Marcia, così da unire al sacrificio di Cristo i tanti piccoli sacrifici del popolo pro-life.

Che la fede, il coraggio e la determinazione degli americani, possano essere uno sprono per quella parte del popolo italiano che mostra una certa resistenza alle manifestazioni pubbliche ed alla difesa integrale della vita umana.

 

Chiara Chiessi, Fabio Fuiano