Cremona – Comune patrocina incontro Lgbt coi bimbi, è bufera - Corrispondenza romana
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Cremona – Comune patrocina incontro Lgbt coi bimbi, è bufera

Accade a Cremona: proprio qui lo scorso 5 agosto, nel corso dell’Arci Festa, le drag queen Priscilla e La Notte Brilla hanno proposto «Racconti senza barriere» ovvero narrato – come recita la locandina – «fantastiche storie» per bambini. E, quel che è peggio, il tutto nell’ambito di una manifestazione, che gode anche quest’anno del patrocinio e della collaborazione del Comune di Cremona.

Immediata la reazione da parte dell’opposizione in consiglio municipale: «Sono questi i riferimenti della Sinistra per la crescita dei nostri figli?» si è chiesto Alessandro Zagni, consigliere comunale della Lega, sul proprio profilo Facebook, ponendo un problema serio, quello del rischio di indottrinamento. L’Arci, sempre via social, gli ha risposto, citando un pedagogo brasiliano, Paulo Freire: non uno qualsiasi, bensì un esponente di quella Sinistra, che si riconosce nella teologia della liberazione, nonché un militante del Partido dos Trabalhadores, il Partito dei Lavoratori, di matrice marxista: «Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme con la mediazione del mondo», disse. Parole, liquidate da Federico Lena, consigliere regionale della Lega, con una battuta: «La Sinistra ha un’idea quanto meno bizzarra dell’educazione infantile».

Aurora Diotti, presidente del circolo «Arcipelago», ha difeso via social la manifestazione, evidenziando come il patrocinio riguardi l’intero calendario di eventi e non quel singolo incontro. Il che, però, peggiora ulteriormente la situazione. Innanzi tutto,perché il patrocinio l’ente locale dovrebbe concederlo – come recita il sito istituzionale del Comune – solo per iniziative attinenti «a programmi e/o progetti dell’amministrazione in ambito istituzionale,morale, sociale, civile, culturale, scientifico, educativo» e via elencando, non quindi per iniziative di parte, militanti e di chiara matrice politica. E che si tratti proprio di questo lo si evince dallo Statuto di Arci Cremona, che con chiarezza, già nella premessa, «afferma la propria continuità storica e politica con l’Arci fondata a Firenze il 26 maggio 1957», che fu espressione – per chi non lo sapesse – di Pci e Psi e della Sinistra in genere.

In secondo luogo, prima di concedere patrocinio e collaborazione è doveroso per un ente locale informarsi sui contenuti di ogni singolo evento, compreso quello “della discordia” quindi, e chiedersi se ciò corrisponda ai «progetti dell’amministrazione in ambito educativo». Si supporrebbe di sì, stante il sostegno dato all’iniziativa, co-promossa peraltro da Arcigay Cremona «La Rocca», ma forse, a questo punto, l’amministrazione in carica dovrebbe spiegare qualcosa in merito ai cittadini, in particolare ai genitori, stante l’acceso dibattito subito scatenatosi sui social e poi spostatosi sui media, anche nazionali.

Imperturbabile, la giunta Galimberti al governo di Cremona ha ribadito il proprio sostegno all’Arci Festa, non ritenendo di dover entrare «nello specifico del programma di ogni singola iniziativa prevista», come riferito dal Corriere della Sera. Come mai, viceversa, fu proprio l’attenzione ai programmi quanto invece preteso dal Pd, oggi in maggioranza, quando il Comune, quattro anni fa, concesse il patrocinio al convegno sull’«Ideologia gender fra scuola e famiglia», promosso in collaborazione con l’allora Ufficio per la Pastorale Familiare della Diocesi? Due pesi e due misure? Di certo, il fatto che il patrocinio all’Arci Festa sia a costo zero per l’ente non significa nulla. Un’iniziativa non diventa moralmente buona o cattiva, a seconda che sia gratis o meno. Il punto di partenza, almeno per un’amministrazione pubblica, dovrebbe essere un altro.