Il consultore del Papa "contestualizza" la Bibbia: ma non può... - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Il consultore del Papa “contestualizza” la Bibbia: ma non può…

Incredibile che uno come Padre James Martin, gesuita, possa essere nominato dal Pontefice consultore del Segretariato per le Comunicazioni della Santa Sede: proprio lui, in una recente conferenza agli studenti della Georgetown University, svoltasi lo scorso 31 gennaio, ha sostenuto che la condanna contenuta nella Sacra Scrittura contro le relazioni omosessuali debba essere posta nel proprio contesto. Ed ha aggiunto come, a suo avviso, non debbano aver problemi a considerarsi cattolici i fedeli favorevoli alle “nozze” gay.

Per cercare di giustificare tali aberrazioni ha ipotizzato una sorta di “gerarchia” negli insegnamenti della Chiesa, gerarchia in base alla quale respingere la Dottrina cattolica sull’omosessualità sarebbe meno grave del respingere quella sulla Risurrezione. Ma non è così, come si evince con assoluta chiarezza non solo dal Catechismo, bensì anche dalla Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, redatta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1986: «Una delle dimensioni essenziali di un’autentica cura pastorale è l’identificazione delle cause che hanno portato confusione nei confronti dell’insegnamento della Chiesa. Tra esse va segnalata una nuova esegesi della Sacra Scrittura, secondo cui la Bibbia o non avrebbe niente da dire sul problema dell’omosessualità o addirittura ne darebbe in qualche modo una tacita approvazione oppure offrirebbe prescrizioni morali così culturalmente e storicamente condizionate che non potrebbero più essere applicate alla vita contemporanea. Tali opinioni, gravemente erronee e fuorvianti, richiedono dunque speciale vigilanza».

È normale ed è lecito che un sacerdote con convinzioni così pervicacemente e radicalmente contrarie alla Dottrina cattolica possa occupare un ruolo di tale rilievo presso la Santa Sede?