Consiglio di Stato sull'eterologa: "Limite sull'età dei donatori e sul numero di ovociti e gameti" - Corrispondenza romana
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Consiglio di Stato sull’eterologa: “Limite sull’età dei donatori e sul numero di ovociti e gameti”

Il Consiglio di Stato ha recentemento dettato alcune limitazioni sull’età dei donatori e sul numero di ovociti e gameti per la fecondazione eterologa.

Ha infatto dichiarato che nello schema di decreto approvato preliminarmente,  non c’è un’adeguata disciplina dell’età dei donatori e del numero delle donazioni. Ciò costituisce certamente un vulnus nella normativa predisposta, così come peraltro riconosciuto anche dalla comunità scientifica”

Nello schema di decreto era presente la dichiarazione generica “la selezione dei donatori avviene sulla base dell’età, ma afferma il Consiglio di Stato la totale genericità della espressione, affida alla assoluta discrezionalità dell’ amministrazione, per ciò solo risolventesi in arbitrio, il potere di escludere per ‘ragioni di età’ i donatori”. 

In breve, la regolamentazione , afferma poi sempre il Consiglio, non ha lo scopo di limitare ma serve per tutelare gli interessi del donante e del donatario.

Nel dettaglio, l’articolo 1 al punto 2 si dovrà modificare aggiungendo il limite di età (in sede di audizione l’Amministrazione ha suggerito essere di 25 anni per la donna e 35 per l’uomo), perché può influire sull’esito della tecnica di fecondazione intrapresa e può prevenire patologie del bambino legate all’età del genitore genetico.

Inoltre il Consiglio di Stato ha affermato che “è indispensabile individuare un limite alla donazione degli ovociti e dei gameti maschili per limitare le nascite di bambini portatori (anche solo in parte) del medesimo patrimonio genetico. Ciò per scongiurare il rischio di consanguineità tra i nati con il medesimo patrimonio genetico della donatrice, o del donatore, e per ridurre il numero di stimolazioni ormonali cui può sottoporsi la donna per donare gli ovociti con conseguente pregiudizio per la sua salute”.

Il testo dovrà passare in Parlamento per tornare nuovamente al Consiglio dei Ministri, probabilmente con modifiche, per il via libera definitivo.

Il Consiglio di Stato ha però “dimenticato” che regolamentare ed inserire dei paletti ad un qualcosa di intrinsecamente sbagliato come la fecondazione artificiale, non la renderà più giusta, ma rimarrà sempre ingiusta così com’è. (Chiara Chiessi)