Congo, la Chiesa condanna le violenze del regime sui fedeli - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Congo, la Chiesa condanna le violenze del regime sui fedeli

Repubblica Democratica del Congo: È di almeno 5 morti, 47 feriti e 120 arresti il bilancio ancora provvisorio della feroce repressione, con cui a colpi d’arma da fuoco e gas lacrimogeni lo scorso 31 dicembre esercito e forze dell’ordine hanno cancellato le “marce dei cattolici” anti-Kabila svoltesi. A dirlo sono i funzionari della Monusco, la missione dell’Onu per la stabilizzazione del Paese africano.Non accennano, dunque, a placarsi gli animi dopo i tristi eventi, che hanno chiuso nel sangue lo scorso anno e di cui abbiamo parlato nelle scorse edizioni del nostro giornale, la tensione resta alta. Secondo i parroci delle chiese, trasformatesi in teatro di un’autentica guerriglia, tra i fedeli si erano infiltrati anche agenti delle forze di sicurezza. Vibrata la protesta dei sacerdoti, che hanno ricordato come le chiese siano luoghi protetti dal diritto internazionale e non sia possibile entrarvi per reprimere manifestanti pacifici e disarmati.

Dal canto suo, il card. Laurent Monsengwo, arcivescovo di Kinshasa, ha condannato la «barbarie» consumatasi, con omicidi, violenze e furti ed ha lamentato il silenzio dei media in merito: «È tempo che la verità prevalga sulla menzogna sistematica», ha concluso. Anche la Conferenza episcopale del Congo, in una propria nota, si è detta «choccata dagli atti ignobili» compiuti ed invoca ora «un’inchiesta seria ed obiettiva, per individuare le responsabilità circa le perdite in vite umane e le aggressioni fisiche» avvenute.