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Cile: su aborto e vicende giudiziarie, Arcivescovo all’angolo

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 2271, definisce «l’aborto diretto» come «gravemente contrario alla legge morale». Non ne fa una questione politica, dunque, bensì morale. Ma per l’Arcivescovo di Santiago del Cile, il card. Ricardo Ezzati, non è così. Lui sostiene l’opposto. E ai molti deputati e giovani cattolici, che, con un’apposita petizione, invocano da papa Francesco parole di condanna contro l’aborto, in questo momento al centro della discussione parlamentare, lui risponde picche: quello del Pontefice, in agenda per il prossimo gennaio, è un viaggio pastorale e non politico, afferma. Come se uccidere i bimbi nel grembo delle loro madri fossero semplici beghe di Palazzo e non un crimine gravissimo, cui opporsi con forza e decisione.

Una contraddizione in termini talmente evidente da esser stata immediatamente denunciata sulle colonne del principale quotidiano cileno, El Mercurio, da un ateo convinto qual è il prof. Carlos Peña, cattedratico di Diritto e Rettore dell’Università Diego Portales,militante nelle fila della Sinistra. Il fiacco tentativo di risposta opposto dal card. Ezzati ha offerto al docente universitario l’opportunità di un nuovo, vigoroso attacco, «da rullo compressore» è stato notato. Altri con ulteriori interventi, precisazioni, distinguo, han cercato di togliere Sua Eminenza dai pasticci, senza però convincere: la pubblica figuraccia rimediata ha colpito l’opinione pubblica, che han visto il cardinale messo all’angolo, in flagrante contrapposizione al Magistero della Chiesa.

Ad aggiunger benzina sul fuoco, in Cile, ha provveduto anche il riesplodere di un enorme scandalo, relativo a gravissimi abusi sessuali compiuti dal Sename-Servicio Nacional de Menores, sospettato di aver causato la morte di 1.303 bambini, forse di più, negli ultimi dieci anni, ma di aver praticato l’autopsia solo su 80 di questi. Il governo di Centrosinistra è riuscito a respingere un rapporto della Commissione incaricata delle indagini, cui ha negato sempre qualsiasi forma di collaborazione, il che ha peggiorato ulteriormente le cose. L’ex-deputato democristiano René Saffirio, che ha promosso l’inchiesta, si è dimesso dal suo partito, accusandolo d’aver cercato di intralciare ed ostacolare in tutti i modi gli accertamenti in corso, nonostante sia la forza politica formalmente più vicina alle gerarchie ecclesiastiche. Un popolare programma televisivo, Tolerancia cero, ha parlato di questa vicenda e mostrato orrori tali da suscitare l’indignazione generale dell’opinione pubblica.

Lo stesso on. Saffirio (nella foto) quattro anni fa aveva già accusato il card. Ezzati di sfuggire alle proprie responsabilità di capo della Chiesa Cattolica, quando, in sede di Commissione d’indagine, gli ha chiesto conto dei soldi consegnati dallo Stato alla Chiesa per occuparsi dei bambini in carico al Sename, nonché delle misure adottate per tutelare i piccoli: «Si rifiuta di parlare degli abusi, dicendo non essere questi all’ordine del giorno della convocazione». L’Arcivescovo di Santiago ha risposto così di non aver ricevuto fondi, ha ribadito l’autonomia del Sename e dei suoi statuti, benché la Cnn abbia fatto notare come il 45% dei centri del Sename vengano amministrati dalla Chiesa; ma circa i fatti contestati, il cardinale ha dichiarato ch’essi «sfuggono alla mia responsabilità, io non sono il custode di altre persone», né come Arcivescovo, né come presidente della Conferenza episcopale. L’on. Saffirio ha fatto notare di far riferimento a cifre ufficiali e le cifre ufficiali parlano di sette miliardi dati alla Chiesa dal Sename, soldi che Sua Eminenza ha ribadito di non aver mai visto «personalmente», aggiungendo anche di «non accettare una visione ideologica faziosa». Ora però la vicenda sta per riesplodere e liquidarla con una battuta sarà alquanto difficile…

Ma l’Arcivescovato è nell’occhio del ciclone anche per una terza, grave vicenda: una famiglia cilena lo ho condotto in giudizio, accusandolo d’aver sottratto un’eredità di oltre 200 milioni di dollari. Il processo è già avanzato ed, anche qui, le conseguenze possono essere molto gravi e rappresentare l’ennesimo colpo all’autorevolezza della Chiesa cilena, la cui credibilità risulta già pesantemente compromessa (M. F.).