Centinaia di infermiere britanniche protestano contro l'aborto - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Centinaia di infermiere britanniche protestano contro l’aborto

Quasi 400 infermiere britanniche appartenenti al Royal College of Nurses hanno scritto una lettera ai propri dirigenti per protestare contro il progetto di totale depenalizzazione dell’aborto, cui la loro organizzazione di categoria vorrebbe aderire.

Al momento, in Inghilterra e Scozia l’aborto è legale fino alla 24ma settimana, nel caso il medico ritenga che il bambino possa danneggiare la salute fisica o mentale della madre oppure nel caso di un figlio con un grave handicap.

E’ però in corso una campagna, sostenuta da sigle ed associazioni abortiste, per rimuovere ogni restrizione legale all’aborto e renderlo possibile “a richiesta” fino alla 28ma settimana o addirittura fino alla nascita. Una campagna, denunciano le infermiere, portata avanti da un numero ristretto di sostenitori radicaleggianti. Nella loro lettera si legge: «In qualità di infermiere, ostetriche, assistenti sanitarie e studentesse, ci opponiamo all’imposizione di una posizione estrema sui membri del Royal College of Nurses. Riteniamo che il sostegno alla cosiddetta “depenalizzazione” risulti in contrasto sia con i nostri doveri di professioniste responsabili sia con i desideri espressi dalle donne britanniche».

Un recente sondaggio ha infatti rivelato che solo l’1% delle donne intervistate vorrebbe estendere il limite all’aborto oltre la 24ma settimana, mentre il 70% vorrebbe abbassarlo fino alla 20ma settimana o ancora meno. Inoltre, il 91% delle donne intervistate vorrebbe mettere fine all’aborto basato sulla selezione sessuale, una percentuale ben superiore all’82% rilevato nel 2014.

La vera preoccupazione delle infermiere, in definitiva, è che l’abolizione dell’Abortion Act del 1967, con la totale depenalizzazione dell’aborto, possa mettere fine all’obiezione di coscienza (T. M.).