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Il card. Burke: la Chiesa non si scusi della morale sessuale

In una nuova intervista all’agenzia O Clarim, il card. Raymond Burke lo afferma a chiare lettere: la Chiesa non deve scusarsi del proprio insegnamento sulla morale sessuale.«Affermare la verità di Cristo», ha dichiarato, non significa fare discriminazioni, discriminazioni che, in 42 anni di sacerdozio, non ha mai incontrato. Chi si trovi in tali condizioni va aiutato, anche con la preghiera, affinché ritorni alla fede.

Il card. Burke punta l’indice contro il «secolarismo sfrenato», colpevole negli Stati Uniti di un milione di aborti l’anno e di una sostanziale equiparazione tra le cosiddette “nozze” gay ed il matrimonio tra un uomo ed una donna. Ma punta l’indice anche contro i crescenti attacchi alla libertà religiosa.

Ripetuti, nel corso dell’intervista, gli elogi rivolti a Benedetto XVI, definito uno «straordinario maestro della fede», dotato di un «grande carisma» e capace di scrivere e parlare in un modo «accessibile a tutti». Non è mancato un riferimento alla S. Messa tridentina, definita come un «modo per restare fortemente ancorati alla Tradizione». Il card. Burke ha definito il latino «la lingua sacra e vivente della Chiesa, non una lingua morta».