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Canada, la Corte Suprema cancella la libertà religiosa

Canada: la querelle è cominciata sei anni fa, quando la Trinity Western University, decisa ad aprire una Facoltà di Giurisprudenza, l’unica in tutto il Canada, ha chiesto a tutti, docenti e studenti, di sottoscrivere un codice di condotta ispirato alla morale cattolica, quindi anche di «astenersi da qualsiasi attività sessuale che violi la santità del matrimonio tra un uomo ed una donna». Apriti, o Cielo! Varie organizzazioni giuridiche hanno immediatamente denunciato tale codice, opponendo un fermo veto a qualsiasi forma di accreditamento per gli eventuali laureati, usciti da quel campus.

Campus, da notarsi, da vent’anni in fase di progetto e già approvato dal ministero per l’Educazione Avanzata del British Columbia, che ha tuttavia immediatamente revocato l’autorizzazione a fronte delle critiche levatesi. Citata in giudizio, l’Università ha ottenuto due vittorie legali – nel British Columbia e in Nova Scotia – ed una sconfitta, nell’Ontario.

Ora il caso è giunto alla Corte Suprema, che lo scorso 15 giugno con 7 voti a favore e 2 contrari, ha bollato come discriminatorio il codice nei confronti degli individui Lgbt ed ha quindi annullato l’autorizzazione. I vertici dell’Università hanno già espresso la propria delusione per questa sconvolgente decisione, che rappresenta un pericoloso precedente, poiché pregiudica l’effettiva partecipazione alla vita sociale da parte di tutti gli istituti educativi cristiani. Secondo Paul Coleman, direttore esecutivo di Adf International, «le università e le scuole confessionali», così come anche le cliniche ed i centri di servizi, «dovrebbero esser liberi di agire conformemente alle fede che insegnano e cui aderiscono» in base ad un ovvio principio di «libertà religiosa» altrimenti affermata a parole, ma negata nei fatti. Ed, in effetti, la Corte Suprema ha incredibilmente definito addirittura accettabile  porre limiti «proporzionati e ragionevoli» alla libertà religiosa di un’università cristiana. Si tratta di una decisione più vicina ad un regime totalitario che ad uno Stato di diritto. Anche i Vescovi, dal canto loro, hanno espresso una ferma condanna in merito alla sentenza.