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Canada: fondi alla Chiesa dalle agenzie pro-aborto

Clamoroso: una verifica interna, condotta dalla Conferenza episcopale canadese, ha rivelato come il proprio Dipartimento per lo Sviluppo e la Pace, l’equivalente della Caritas, abbia collaborato e promosso progetti di partnership con almeno una quarantina di agenzie pro-aborto, pro-contraccezione, pro-omosessualità e pro-transgender nei Paesi in via di sviluppo.

Finora sono dieci i casi di Vescovi, che avrebbero ricevuto fondi dalla colletta ShareLife, promossa da Sviluppo e Pace in sinergia con gruppi rivelatisi abortisti. I primi dubbi sono sorti in alcuni membri della Lega delle Donne Cattoliche, notando come tale organizzazione stesse collaborando con una clinica sanitaria per donne di Haiti alquanto sospetta.

I Vescovi canadesi, preso atto della situazione, si son detti preoccupati delle iniziative assunte in chiaro conflitto con l’insegnamento morale e sociale cattolico, tra cui il rispetto della vita dal concepimento alla morte naturale. Le loro Diocesi restituiranno pertanto le donazioni derivanti dalla campagna Share Lent del 2018 almeno sino a quando non giungano da Sviluppo e Pace garanzie concrete circa la compatibilità dei suoi partner con la Dottrina della Chiesa e con i principi di Caritas Internationalis, di cui pure Sviluppo e Pace è membro. Si parla di offerte di milioni di euro.

Peraltro Sviluppo e Pace rappresenta una sorta di braccio operativo dei Vescovi cattolici, per cui è fondamentale che assicuri di non stanziare fondi per progetti o gruppi, che operino contro gli insegnamenti morali e sociali della Chiesa.

La verifica, condotta dalla Conferenza episcopale canadese, è peraltro ancora aperta, per cui potrebbe riservare anche nuovi sviluppi. I Vescovi attendono chiarimenti in tempi rapidi.