BIOETICA – Francia, nuovo sì alla legge crea-Frankenstein - Corrispondenza romana
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BIOETICA – Francia, nuovo sì alla legge crea-Frankenstein

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È stato votato in seconda lettura alla chetichella, in piena notte, alle 4 di mattina del primo agosto – l’ora di ladri, streghe e fantasmi – dall’Assemblea nazionale in Francia, il devastante disegno di legge sulla bioetica. Tra venerdì e sabato oltralpe la dignità dell’essere umano è stata orrendamente violata con un testo infame, che consente mostruosità inconcepibili.

Alle 19.45 dello scorso 31 luglio, quando già l’emiciclo era sostanzialmente deserto, era saltato il primo grimaldello con l’approvazione dell’art. 17, che ha tolto il divieto relativo alla creazione di embrioni umani transgenici e chimerici uomo-animale, in una parola i nuovi mostri.

Alla fine, la galleria degli orrori è completa. Si va dal totale azzeramento della figura del padre dal processo procreativo alla possibilità concessa a tutte le donne – comprese single e lesbiche – di accedere al mercato della riproduzione assistita ovvero alle banche del seme, con tanto di rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Fecondazione in vitro anche post mortem a richiesta, qualora il partner fosse deceduto e con tanto di diagnosi pre-impianto per una selezione eugenetica, che consenta alla donna di scartare gli embrioni ritenuti non sani. Via libera anche alla tecnica detta Ropa-Reception of oocytes from partner, che consente a due donne d’impiantare nell’utero dell’una l’embrione ottenuto dalla fecondazione in vitro dell’ovocita dell’altra con sperma donato o acquistato. Il figlio a quel punto avrebbe due genitori biologici più una gestante terza. Sarà possibile anche l’utilizzo degli embrioni “di riserva”, “stoccati” perché soprannumerari, di divenire pezzi di ricambio per fratelli e sorelle, in caso di malattie o di trapianti d’organo. Analogamente sarà possibile ricorrere agli embrioni-chimera, per creare organi di ricambio da offrire a richiesta.

Numerose le reazioni. Secca, ma tutto sommato non troppo dura, a fronte della gravità di quanto votato in aula, la replica della Conferenza episcopale francese: «Possiamo parlare di “equilibrio”, quando il potere del più forte – quello degli adulti – impone desideri ai più deboli, i bambini, che sono comunque soggetti di diritto? I parlamentari sono andati nella direzione della Storia? O il loro voto non è guidato da una certa miopia?», si sono chiesti i Vescovi d’Oltralpe.


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La Fondazione Jérôme Lejeune ha individuato un’unica nota positiva nel disegno di legge, laddove è stata respinta la DPIA-diagnostica preimpianto per aneuploidie cioè estesa alle anomalie cromosomiche: «È una vittoria simbolica importante, poiché i deputati si sono rifiutati, dopo il Senato, d’iscrivere nella legge la selezione degli esseri umani. Quali coppie accetterebbero ancora domani di accogliere un bambino trisomico, avendo la possibilità di ricorrere alla DPIA nel quadro della fecondazione in vitro, che promette loro il bambino perfetto?». Secondo Jean-Marie Le Méné, presidente della Fondazione Jérôme Lejeune, «il DPIA avrebbe eliminato il 100% degli embrioni portatori di una anomalia cromosomica». Un appello è stato tuttavia rivolto al Parlamento, affinché non ceda «agli interessi finanziari dei laboratori. Il transumanesimo, che consiste nell’eliminare gli esseri imperfetti, non è la medicina».

Forte e netta la critica espressa da Caroline Roux, delegata generale di «Alliance Vita», secondo cui questo disegno di legge giunge «ad una completa frattura etica. Sono state oltrepassate delle linee rosse, ponendo in pericolo l’integrità stessa della specie umana. Noi ci rivolgiamo ai senatori, che ancora hanno il potere di modificare la normativa, affinché si mostrino all’altezza della posta in gioco». D’altro canto, «Alliance Vita» ha denunciato anche l’approvazione di un nuovo criterio, in grado di far “saltare” l’intero quadro dell’aborto in Francia, ovvero il criterio inverificabile ed assolutamente arbitrario del «disagio psicosociale», che di fatto consente il ricorso all’aborto anche sino all’ultimo giorno di gravidanza. Disumano!

L’ora avanzata, scelta volutamente per il voto del disegno di legge in Assemblea nazionale, ha favorito le assenze in aula – specie tra i banchi dell’opposizione – su di un tema, che avrebbe richiesto viceversa un ampio confronto, un percorso istituzionale condiviso, fondato su ben altri numeri: in aula erano invece presenti soltanto 97 dei 577 membri del Parlamento francese.


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Non tutto è perduto, come detto, benché i margini siano veramente ristretti: a settembre il testo dovrebbe passare di nuovo al Senato, dove sulla carta l’opposizione avrebbe numeri sufficienti per bocciare queste mostruosità. Ma, visto quanto avvenuto nella notte tra il 31 luglio ed il primo agosto, nulla è più scontato. Ed a gennaio l’abominevole legge potrebbe divenire a tutti gli effetti realtà e creare nuovi Frankenstein.