Berlinguer e Moro “esempi” per il Vescovo di Palermo - Corrispondenza romana
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Berlinguer e Moro “esempi” per il Vescovo di Palermo

Un tempo i Vescovi si preoccupavano delle anime e della loro salvezza. Oggi invece parlano di politica e di immanenza.

Giunge conferma da Palermo, dove in occasione della festa dedicata alla Patrona, Santa Rosalia, mons. Corrado Lorefice (nella foto, su licenza Creative Commons) ha parlato ai fedeli di tempi «segnati dall’inquietudine e dall’emergenza» non per la generale perdita della fede, non per la secolarizzazione rampante, non per il laicismo imperante, non per la morte portata da aborto ed eutanasia, non per la nuova schiavitù degli uteri in affitto e della fecondazione in vitro, non per i cristiani perseguitati in ogni angolo del mondo, bensì per un generico riferimento ad un vago «sistema economico planetario che schiaccia i poveri e ferisce la natura» e per l’«esclusione del diverso, dell’altro».

In questo crescendo programmatico più simile ad un comizio della «Festa dell’Unità» che ad un’omelia, il presule ha proposto la stessa figura della Patrona come esempio di chi seppe «opporsi ad interessi di classe» in un’inedita, impensabile ed improbabile riedizione marxista, distonica per tempi e contenuti all’esempio lasciato dalla Santa in pieno Medioevo, nonché condotta ad innaturale apoteosi con la citazione non di testimoni della fede, bensì di Enrico Berlinguer e di Aldo Moro, politici proposti come modelli in quanto “campione” della «responsabilità etica» il primo contro la «politica delle invettive e degli insulti» e paladino del «cambiamento profondo» e dei «tempi nuovi» il secondo contro «storture e ingiustizie». Cancellato qualsiasi riferimento al trascendente (peraltro non rintracciabile nell’allora Partito Comunista, né nel cosiddetto “compromesso storico”), mons. Lorefice vi ha preferito riproporre l’orizzonte ristretto di una politica tutta immanente, già bocciata peraltro dalla Storia.

Eppure, a suo dire, «quanto avremmo bisogno nella nostra nazione e nella nostra città di donne e di uomini che sentano la politica così!». Ciò ch’è certo è che, di contro, nella Chiesa non v’è alcun bisogno di Vescovi, che propongano la fede così.