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Ufficiale, Comunione dai Vescovi tedeschi ai protestanti

Il card. Rheinard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente della Conferenza episcopale tedesca, è ormai un caterpillar, non si ferma di fronte a nulla: dopo i divorziati risposati, eccolo concedere la Santa Comunione anche ai protestanti: prima ne ha prima parlato ad un quotidiano, poi l’ipotesi è subito divenuta realtà al termine dell’incontro di primavera dei Vescovi, svoltosi dal 19 al 22 febbraio scorsi a Ingolstadt, in Baviera.

La Conferenza episcopale tedesca, punta avanzata del progressismo, ha deciso che un protestante, coniugato con un cattolico, possa ricevere la Santa Eucarestia dopo aver fatto un «serio esame di coscienza» con un sacerdote o con altra persona con responsabilità pastorali. È solo chiesto «d’affermare la fede della Chiesa cattolica», di ripromettersi di por fine «alle proprie, serie difficoltà spirituali» e di nutrire «un gran desiderio di soddisfare una fame di Eucarestia».

Come possano dei protestanti, che non credono nella presenza reale del Signore nell’Eucarestia, «affermare la fede della Chiesa cattolica» circa i Sacramenti, resta un mistero o, meglio, una contraddizione, un’aberrazione, un’assurdità, un sacrilegio.

In ogni caso, ecco il card. Reinhard Marx, nel corso della conferenza-stampa svoltasi lo scorso 22 febbraio, dichiarare che la nuova «guida pastorale», predisposta congiuntamente dalla Commissione ecumenica e dalla Commissione per la Fede della Conferenza episcopale, autorizza alcuni sposi protestanti a ricevere la Santa Comunione, come al solito «in certe circostanze», ritenendo questo un «passo positivo».

Tale risoluzione, considerata «un passo importante sul cammino dell’ecumenismo», sarebbe stata votata «a larga maggioranza» dopo un «intenso dibattito». Rispunta la dottrina del “caso per caso”, si specifica non trattarsi di un’«approvazione generale», bensì di una concessione individuale, la si definisce «un aiuto pastorale», precisando come non si voglia «cambiare la dottrina». È evidente quanto pretestuose, ipocrite e finanche canzonatorie siano tali affermazioni, pronunciate da chi manca del coraggio quanto meno di assumersi le proprie (gravi) responsabilità.