Norvegia: Siv Jensen denuncia la crescente diffusione dei “Tribunali islamici” nel Regno Unito

islamic-sharia-council2(Lupo Glori) I “Consigli della Sharia” si diffondono sempre di più nel Regno Unito come sistema legale parallelo alla Common Law. E’ quanto denuncia al quotidiano inglese “The Daily Telegraph”, Siv Jensen, quarantaquattrenne leader norvegese del partito liberal-conservatore “Partito del Progresso” (Progress Party), candidata come Primo Ministro alle prossime elezioni parlamentari di domenica 8 settembre.

Come aveva riportato, il 3 maggio scorso su “Il Foglio”, Giulio Meotti,  «di corti della sharia in Inghilterra ne esistono ottantacinque. Poi c’è una vasta rete di “consigli” informali islamici, che operano esternamente alle moschee, occupandosi di divorzi e di custodia dei figli. Nessuno ne conosce il numero reale. Le corti operavano a porte chiuse, inaccessibili a osservatori esterni indipendenti».  I casi che ricorrono più frequentemente, come oggetto della giurisdizione di questi tribunali islamici, riguardano: la poligamia, la mutilazione genitale, il ripudio della moglie (noto come “talaq”) e la prevenzione dei matrimoni misti.  Come scrive, sempre, Meotti, «Giudici e corti, formati all’interno di moschee, centri islamici e scuole, hanno già emesso decine di migliaia di sentenze relative allo stato civile e famigliare dei musulmani inglesi. L’Alta corte britannica di recente ha sentenziato, nel caso di una coppia di ebrei ortodossi, che le corti religiose hanno il diritto di gestire i casi di divorzio, aprendo così direttamente alla possibilità di una legislazione autonoma delle corti della sharia».

Siv JensenLa leader norvegese Siv Jensen, mette, dunque, in guardia rispetto al cedere alle pretese dei “Consigli della Sharia”, alla maniera inglese, affermando che, «in Norvegia abbiamo una legge, e che è la legge norvegese», e sottolineando come la Gran Bretagna stia pagando gli errori di una propria errata politica sull’immigrazione.

Il “Progress Party”, fondato nel 1973 da Anders Lange, con una visione socio-economica di stampo liberista e una ferma politica sull’immigrazione, ha ottenuto il suo primo importante successo elettorale alle elezioni parlamentari del 1997. Oggi è la terza forza elettorale del paese e punta, con le imminenti elezioni di domenica prossima, ad entrare nella coalizione di governo assieme al “Partito Conservatore” di Erna Solberg e porre fine cosi alla doppia legislatura della coalizione guidata dal laburista Jens Stoltenberg in carica dal 2005.

Christian Tybring-Gjedde, che guida il “Partito del Progresso” a Oslo, parla di una vera e propria guerra culturale in atto con l’Islam. Come riporta, infatti, lo stesso al “Telegraph”, «Non possiamo celebrare il Natale a scuola , non possiamo cantare Christmas Carols, (…), questa è una piccola parte della nostra cultura, che viene a poco a poco dispersa, ed è molto doloroso. Abbiamo dato loro una casa, e adesso siamo noi che dobbiamo adattarci alla loro cultura».

L’allarme che giunge dai paesi del nord Europa, che da anni hanno aperto le loro porte all’immigrazione e dove i processi di integrazione con la popolazione islamica possono essere valutati alla luce di fatti concreti,  speriamo serva da monito a tutti coloro che si ostinano a sottovalutare, se non ignorare del tutto, lo scontro culturale in atto e li risvegli dal torpore relativista nel quale sono immersi.  (Lupo Glori)

Invalid Displayed Gallery

Donazione Corrispondenza romana