No, non è un’ostia. È una fetta di salame

Sagra del MaialePer pubblicizzare la 32° Sagra del Maiale Nero di Faeto (Foggia) è stata divulgata una locandina quantomeno incredibile. Una ragazza al centro del manifesto sta per ricevere un’ostia da un sacerdote di cui si vede solo il braccio. La rotondità è quella, ma non si tratta di una vera ostia, è invece una fetta di salame. Sotto: “È un peccato mancare. Sagra del Maiale”.
Inutile dire che il manifesto ha immediatamente scatenato la polemica nella diocesi di Lucera.
La segnalazione ci è arrivata dall’utente “Cristiano83”, sempre molto attento, che ci ha scritto su Anche tu corrispondente.
La manifestazione si è tenuta il 3 febbraio, ma già da qualche giorno era in corso un’accesa querelle sul pessimo utilizzo di contenuti sacri. Tanto da costringere la Curia a pronunciarsi in maniera netta contro lo sfruttamento di immagini sacre per intenti commerciali. Oltretutto in un modo così equivoco e poco attento. “La Diocesi,” si legge nel comunicato urgentevenuta a conoscenza di una campagna pubblicitaria che appare fortemente lesiva della dignità della Chiesa, ma anche della sensibilità dei credenti, sta vagliando i passi da porre in essere presso le Autorità competenti al fine di garantire una sicura e giusta tutela del rispetto del senso religioso”. E continua: “Si esprime in ogni caso una decisa protesta per un uso del tutto inaccettabile del senso religioso, manipolato e strumentalizzato nel quadro di detta campagna pubblicitaria, sulla scia anche di un perverso e dissacratorio uso, nazionale e globale, di simboli sacramentali, per fini puramente utilitaristici ed economici. Si tratta di grave mancanza di rispetto per la Chiesa, di offesa palese dei sentimenti dei fedeli, di dimostrazione evidente di come, nell’ambito della pubblicità commerciale, si violano le più elementari regole del rispetto delle persone e della sacralità religiosa per attirare attenzione”.

Una volta scatenata la bufera, il manifesto è stato immediatamente ritirato. Ma ormai la frittata era fatta. A Lucera non se ne sono più trovate, ma le locandine affisse nei comuni più lontani sono rimaste, e veloci hanno fatto apparizione su internet e su Youtube.
Eppure la sagra ha anche avuto
il Patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, e della Confcommercio della Prov. di Foggia, ed è stata presentata a Bari.
La campagna è sicuramente passata negli anonimi incartamenti burocratici, senza che nessuno ci facesse caso. Ma certo una maggiore attenzione ai contenuti della campagna,
prima che uscisse, non avrebbe guastato.
Sovrapporre il Corpo di Cristo alla carne del maiale è una delle peggiori manipolazioni iconografiche che si possano trovare.
Si spera in futuro di trovare maggiore intelligenza e consapevolezza da parte dei pubblicitari.

Redazione

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