Navarra vuole depenalizzare eutanasia e suicidio assistito

NavarraGli attentati di Parigi, l’emergenza terrorismo, la ferocia criminale dell’Isis rischiano in questi giorni di farci perdere di vista il quadro politico internazionale, ma è bene ricominciare ad avere uno sguardo più complessivo su quanto accade nel mondo, perché la jihad non è l’unico problema con cui fare i conti.

E’ sfuggito, ad esempio, ai più come il Parlamento di Navarra, quatto quatto ed alla chetichella, abbia approvato lo scorso 19 novembre una risoluzione, con cui sollecita il governo regionale a «modificare l’art. 143 del Codice Penale, per depenalizzare eutanasia e suicidio assistito».A favore le Sinistre di Podemos, i comunisti di Izquierda-Ezkerra, EH Bildu, il PSN ed i primi promotori dell’iniziativa ovvero i baschi di Geroa Bai; contro, invece, le Destre dell’Unión del Pueblo Navarro e del Partido Popular de Navarra. Per la verità, i socialisti avevan presentato addirittura un emendamento, per rivolger la richiesta direttamente all’esecutivo nazionale, anziché a quello territoriale, ma Geroa Bai lo ha subito bocciato, forse temendo che ciò potesse rallentare l’iter d’approvazione e magari, al termine, tradursi anche in una sonora sconfitta; così, invece, hanno una decisione già assunta da utilizzare quale forma di pressione e strumento di persuasione anche su Madrid.

Non solo: secondo quanto riferito dall’agenzia Actuall, che dedica ampio spazio alla notizia, il testo varato contiene anche un secondo punto, molto più contrastato, tant’è vero che qui i socialisti non se la sono sentita di stare con i propri compagni di cordata e son passati nell’altro campo, assieme all’Upn ed al Ppn: con tale comma, suicidio assistito ed eutanasia sono stati addirittura definiti un «Diritto» (scritto così, con la maiuscola!-NdR) e si è impegnato pertanto il governo regionale ad «elaborare e sviluppare una legge» che lo regoli.

C’è poi un terzo punto, questo invece promosso dal carrozzone progressista al gran completo e passato all’unanimità, con cui si è chiesto all’esecutivo di Navarra la «piena attuazione della legge regionale 8/2011 del 24 marzo, relativa ai diritti ed alle garanzie da assicurare a tutela della dignità dell’individuo» in fase terminale, con particolare riferimento all’art. 27, quello relativo ai «Comitati di Etica Assistenziale».

Nell’esporre le motivazioni del provvedimento, si è ritenuto necessario «regolare legalmente» la possibilità per chiunque di scegliersi la modalità della propria dipartita, per togliere il disturbo insomma senza dover sopportare «sofferenze vissute come intollerabili». Si noti, come al solito, anche qui, la sottigliezza lessicale: non è detto che il dolore debba per forza esser realmente atroce per accedere a tali pratiche, è sufficiente che venga percepito come tale.

Per il resto, Sinistre e baschi han recitato il solito mantra del proliferare, a loro detta, di pratiche clandestine e di viaggi forzati in Svizzera, Belgio, Olanda e Lussemburgo per poterla fare finita senza troppi grattacapi. Ritengono che sull’argomento vi sia un «ampio appoggio sociale», in realtà tutto da dimostrare, e, per questo, lamentano come l’eutanasia venga ancora tipizzata quale reato penale.

Alla base di tale risoluzione sta la terrificante pretesa di ritenersi “padroni” della propria vita e, quindi, anche della propria morte. Una prospettiva tutta terrena, insomma, tale da non considerare neppure la dimensione trascendente di un’umanità, che di conseguenza si scopre alienata, monca, depredata della propria anima; e, soprattutto, privata della speranza, scippata tanto del proprio futuro d’eternità quanto di un senso per il proprio presente (fonte: Corrispondenza Romana).

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