Natale in Nigeria: uccisi un sacerdote e cinque fedeli

Impossibile festeggiare il Natale per i cristiani della Nigeria. Durante la notte della vigilia, un commando è entrato nella chiesa di Peri e ha ucciso sei persone con raffiche di mitra.
Alla fine, la chiesa è stata data alle fiamme insieme alle case vicine. L’aggressione è probabilmente ad opera di Boko Haram, gruppo islamista radicale.
Ma questa è solo l’ultima di una serie di stragi
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26 dicembre 2012
Strage in Chiesa, sospetti su Boko Haram

Nessuna rivendicazione per l’attentato terroristico di ieri, ma per la stampa locale la firma è del gruppo islamista radicale Boko Haram, già autore di simili attacchi. Sei le vittime. Il ministro degli Esteri Terzi: “Orrore inaccettabile”.

KANO (NIGERIA) – Per il terzo anno di fila, i cristiani di Nigeria hanno vissuto un Natale insanguinato da una strage. Nella notte della vigilia un commando armato ha fatto irruzione in una piccola chiesa di un villaggio del nord-est e ha ucciso a raffiche di mitra il sacerdote e cinque fedeli. L’attacco è avvenuto a Peri, a un paio di chilometri da Potiskum, la capitale economica di Yobe, Stato a maggioranza musulmana ma con una forte minoranza cristiana. Prima di darsi alla fuga, il commando ha anche dato fuoco alla chiesa e ad alcune case vicine.

SOSPETTI SU GRUPPO ISLAMISTA. Non c’è stata una rivendicazione dell’attacco, ma i sospetti ricadono sul gruppo islamista radicale dei Boko Haram. Il gruppo, che vagheggia la nascita di un Califfato musulmano in Nigeria e l’eliminazione di ogni presenza cristiana, è radicato nello Stato di Yobe e nel resto del nord del Paese a prevalenza musulmana, rispetto ad un Sud soprattutto cristiano.

“ORRORE INACCETTABILE”. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, su Twitter ha condannato quello che ha definito un “orrore inaccettabile” e ha chiesto che l’impegno internazionale “per la tutela delle minoranze religiose sia massimo”. Nella benedizione Urbi et Orbi, Papa Benedetto XVI ha fatto riferimento agli “efferati attacchi terroristici” per auspicare che “il Natale di Cristo favorisca il ritorno della concordia in Nigeria”.

Fonte: Tg1 Rai
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26 dicembre 2012
Essere cristiani in Nigeria è votarsi al martirio
Il bilancio del 2012 per i cristiani in Nigeria è stato particolarmente sanguinoso. Gli attacchi contro le comunità nel nord del Paese sono stati continui per tutto l’anno, morti e feriti a centinaia

La drammatica tradizione è stata rispettata anche quest’anno: nel giorno di Natale del 2012 i morti furono 86, l’anno scorso 49. E sempre cristiani attaccati in Nigeria da chi non li vuole nella parte nord del paese. Anche quest’anno, ci sono stati sei morti nell’attacco ad una chiesa nel villaggio di Peri.

L’anno che sta per chiudersi è stato uno dei più feroci da questo punto di vista perché gli attacchi sono stati 12, quasi uno al mese contro chiese o comunità cristiane come villaggi o campus universitari. I morti sono stati 249 i feriti parecchie centinaia.

Il 2012 si è aperto con la bomba nella chiesa nel villaggio di Gombe che ha fatto 5 morti ed è stata rivendicata da Boko Haram il principale gruppo di opposizione ai cristiani e non solo, nel territorio della Nigeria.

Tutti sconvolgenti e tutti altamente drammatici ovviamente gli episodi contro la comunità religiosa ma alcuni sono stati più feroci di altri. Come quello dell’8 di aprile in coincidenza con la Pasqua quando un’autobomba fu spedita dentro la chiesa di Kaduna e fece 36 morti.

Poi tra il 2 ed il 7 di maggio a Potiskum il mercato e le chiese vennero attaccate ripetutamente da commandos col risultato di 60 morti.

E poi ancora lo scenario agghiacciante di inizio dicembre: un commando di Boko Haram fa irruzione nel villaggio di Chibok ed a colpi di pistola e di machete fa strage di 10 persone e di un numero imprecisato di feriti.

Fonte: Iljournal.it

 

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