MOTU PROPRIO: convegno annullato in Sardegna

Un convegno di riflessione sul Motu proprio Summorum Pontificum, organizzato da due parroci della Sardegna, don Luca Pretta e don Pascal Manca, con la collaborazione del Comune di Mandas, che si sarebbe dovuto svolgere dal 9 all’11 agosto 2009, è stato formalmente annullato dall’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Giuseppe Mani.

Il convegno, che avrebbe avuto luogo a Mandas in locali messi a disposizione dal Sindaco della cittadina sarda, prevedeva una riflessione sul magistero liturgico di Benedetto XVI e un approfondimento del Motu proprio Summorum Pontificum. Al convegno avevano già dato l’adesione un centinaio di persone tra cui una sessantina di sacerdoti interessati a conoscere meglio la forma straordinaria del rito romano.

I due sacerdoti, don Pretta e don Manca, parroci rispettivamente di Gesico e Mandas, fin dal 14 settembre 2007 hanno risposto alle richieste dei fedeli applicando il Motu proprio e celebrando la S. Messa anche nella sua forma straordinaria così come concesso dal Santo Padre. In questo spirito, e per venire incontro ad una domanda sempre crescente sia da parte di laici che di sacerdoti, avevano organizzato il convegno di approfondimento sul rito bimillenario della Chiesa.

Ma a pochi giorni dall’inizio del convegno, don Manca si vede costretto ad annullare l’iniziativa su esplicita richiesta scritta del suo vescovo. Mons. Mani giustifica la sua decisione spiegando che ha accolto una protesta arrivata da sette parrocchiani di Mandas: «Nessuno ha pensato di limitare il diritto di discutere su quel tema, la verità è che sono venuti da me alcuni parrocchiani di Mandas e mi hanno chiesto di fare qualcosa perché il loro paese non diventasse il centro di un’iniziativa legata alla messa tradizionale». L’Arcivescovo sostiene quindi aver soltanto accolto una protesta arrivata da un gruppo di fedeli: «Non posso fare i nomi, ma non erano pochi e mi è sembrato giusto rispettarli». Ma solo poco tempo fa, oltre mille parrocchiani avevano sottoscritto una lettera al loro parroco, don Manca, per chiedere di stabilire ulteriori orari per la Messa nella forma straordinaria.

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