MORALE: l’ultima frontiera dei college USA: realtà anche italiana?

Il “Boston Globe”, in una sua recente inchiesta descrive il cambiamento che si sta attuando nelle Università d’oltre oceano, in particolar modo nei riguardi dei famosi dormitori, nei quali oramai alloggiare con persone dello stesso sesso comincia a non essere più la regola.





Il “Boston Globe”, in una sua recente inchiesta descrive il cambiamento che si sta attuando nelle Università d’oltre oceano, in particolar modo nei riguardi dei famosi dormitori, nei quali oramai alloggiare con persone dello stesso sesso comincia a non essere più la regola. Si tratta infatti di una tendenza sempre più dilagante: le chiamano “gender-neutral rooms”, che tradotto letteralmente significa stanze di genere neutrale. Attraverso tale definizione si vuole identificare una forma di promiscuità derivante dal fatto che le camere in questione vengono, indifferentemente, divise tra ragazzi e ragazze.

Già trenta campus hanno adottato questo nuovo modello di coabitazione “aperto” come, tanto per citarne due, l’Hampshire College e l’Oberlin, ma anche strutture più conservatrici non rigettano la possibilità di adeguarsi. Harvard e Stanford non hanno escluso, dunque, tale prospettiva.

Nonostante si possa considerare questa mossa come una nuova campagna contro la concezione tradizionale della morale, la ratio che si impiega è invece quella di agevolare i movimenti di studenti gay, lesbiche e transessuali, i quali preferiscono stanze che possano condividere con persone di sesso opposto, facendo per questo pressioni sul corpo accademico per eliminare distinzioni di genere. A tal proposito insistono sulla tesi che i dormitori debbano essere condivisi semplicemente da persone che condividono un legame di amicizia, e non da individui che intrattengono rapporti di più stretta intimità. L’obiettivo è quello di abolire la distinzione uomo/donna frutto della “cultura” e non della “natura” secondo la teoria del “gender”.

Lo stesso concetto tende a ribadire Jeffrey Chang, studente della Clark University: «Le vecchie regole universitarie presumono erroneamente che uomini e donne non possono vivere insieme se non come essere sessuali. Ma così rafforzano l’oppressione puritana». D’altra parte gli risponde lo studente conservatore Jason Mattera, portavoce di Young America’s Foundation, che si scaglia contro coloro che continuano a portare avanti un’ipocrita cultura della politically correct, eliminando le differenze tra uomini e donne.

Ma cosa ne pensa l’Italia di questa nuova realtà statunitense? Simili esperienze già si stanno verificando anche se, ad onor del vero, non sono state in alcun modo autorizzate. Si sta parlando di alcuni campus, tra cui quello di Urbino, in cui ragazzi e ragazze possono frequentare insieme praticamente qualsiasi ambiente dell’Università. Infatti, benché le camere siano divise in due blocchi, quello maschile e quello femminile, non è difficile durante la giornata “valicarli” per accedere all’uno o all’altro indistintamente. Il responsabile Giuseppe Magnanelli, pur disapprovando le “stanze miste”, ammette che se trovasse due studenti nello stesso letto, non imporrebbe alcuna sanzione. (C.B.)

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