Monti troppe tasse

(di Aldo Canovari su Il Foglio del 29-08-2012) Un premier da 10 e lode? No, un uomo che sa di economia non può dire certe cose sull’evasione.
Al direttore – “Penso che l’Italia si trovi in uno stato di difficoltà soprattutto a causa dell’evasione fiscale” (dalla recente intervista di Mario Monti a Famiglia Cristiana). Dieci e lode a Monti! Ma è concepibile che un presidente del Consiglio, per di più addottorato in economia, rilasci simili dichiarazioni a un paese massacrato dagli sperperi degli apparati pubblici, rapinato dagli enti impositori statali, regionali, provinciali, comunali, un paese letteralmente schiacciato dal fisco, con una pressione fiscale superiore al 50 per cento e un total tax rate sulle imprese di circa il 70 per cento!

Un paese in cui il fisco 6 volte su 10 emette accertamenti illegittimi, poi regolarmente annullati dagli organi del contenzioso tributario. Un paese in cui i governanti, nel comunicare i dati relativi alle tasse falsificano la realtà, continuando a presentare come redditi evasi quelli “accertati”, cioè quelli “pretesi” dal fisco, omettendo di precisare che nella maggior parte dei casi questi “accertamenti” sono infondati perché solo frutto di arbitrarie presunzioni. Ma è concepibile che un presidente del Consiglio individui in questa pretesa evasione la principale causa del dissesto nazionale, ignorando il fatto notorio e di senso comune che è proprio l’abnorme livello di pressione fiscale a determinare l’evasione.

Ma è concepibile che un presidente del Consiglio non capisca che è irragionevole pretendere che tutti i cittadini assolvano l’obbligo tributario perdurando questi livelli di tassazione: cittadini i quali ben sanno che le tasse da loro pagate sono destinate a finanziare gli scandalosi privilegi dei governanti e delle loro clientele? E non sa il nostro presidente che anche l’obbligo tributario, come ogni norma imperativa, per essere ed esser percepito come legittimo deve rispettare il principio di “ragionevolezza”, e ove questa ragionevolezza manchi, esso finisce per perdere nella coscienza dei cittadini la sua legittimità sostanziale? No: non è concepibile, perché solo una persona ignorante di materia economica o un politico in mala fede può dire cose simili.

Ma Monti non è certo digiuno di economia! Detto questo, concordo con lei, caro direttore, che il presidente Monti (tardi, e soprattutto risparmiando codardamente nei tagli i privilegi di parlamentari, alte cariche dello stato e miriadi di enti pubblici e parapubblici) qualcosa di positivo sta tentando di fare, tuttavia credo proprio, come pensa Ostellino, che il voto con lode da lei assegnatogli sia immeritato e fuor di luogo. La politica tributaria di inasprimento invece che di alleggerimento del carico è deleteria all’economia e inaccettabile sotto il profilo etico, tecnico e politico.

L’attuale Guerra Santa all’evasore (di cui la sentenza di Monti sigilla icasticamente la ragione), pur proclamata in nome di principi eticogiuridici ineccepibili su un piano generale e astratto, nel caso concreto del nostro paese è solo un espediente demagogico: 1) fondato sull’inversione della causa con il suo effetto; 2) costruito su dati quantitativi congetturali e falsificati; 3) sganciato totalmente da due elementi essenziali: a) l’abnorme livello della pressione tributaria; b) la consapevolezza dei cittadini che pagare le tasse non significa dare il proprio denaro a uno stato provvido e benefico, ma consegnarlo a governanti disonesti e privilegiati che lo spenderanno per se stessi. (Aldo Canovari)

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