Mobilitazione bipartisan a favore della vita

(di Andrae Acali su Il Tempo del 11-05-2012) «La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte».

Non potrebbe essere più chiaro il senso dell’iniziativa in programma domenica 13 nelle strade di Roma. La Capitale ospiterà i partecipanti alla Marcia che si snoderà a partire dal Colosseo (raduno alle 8.30, partenza un’ora più tardi) per raggiungere Castel S. Angelo. Come nasce l’idea della Marcia? «Da precedenti esperienze, soprattutto all’estero – spiega Virgina Coda Nunziante, portavoce degli organizzatori – In particolare quelle negli Stati Uniti.

L’obiettivo è riunire il popolo “pro life” intorno a un evento, non creare un movimento, per dare un segnale forte alla società civile e al mondo politico, per fermare la legislazione contro la vita». Un obiettivo ambizioso. «In America queste Marce si fanno da 30 anni, alle ultime hanno partecipato 400.000 persone – dice la portavoce – Su un tema delicato come l’aborto si è creata una sensibilità tale da farlo entrare nel dibattito delle elezioni presidenziali.

Noi abbiamo lo stesso scopo. In Italia si è formata una mentalità per cui la legge 194, e non solo, è data per scontata e non se ne deve parlare più. E invece secondo noi se ne deve discutere. Vogliamo una mobilitazione chiara anche per rispondere in modo concreto a quello che recentemente ha detto Benedetto XVI ai vescovi americani: i cattolici devono riappropriarsi della piazza pubblica». Eppure la vostra iniziativa non ha un carattere religioso o confessionale. «Esattamente.

È ovvio che ci saranno molte organizzazioni di ispirazione cattolica ma saranno presenti anche evangelici, esponenti di altre chiese protestanti, ortodossi e atei. Abbiamo ricevuto lettere di molte persone non credenti che ci hanno inviato la loro adesione perché la vita è un valore da difendere, al di là delle convinzioni religiose.

La nostra è una battaglia per uscire da una mentalità distorta, altrimenti la nostra società italiana, e più in generale europea, va verso il suicidio». Molti gli esponenti politici che hanno annunciato la loro presenza alla Marcia, a cominciare dal sindaco di Roma Alemanno e dal presidente dei senatori del Pdl Gasparri che ha detto di ritenere «importante testimoniare sostegno attivo alle iniziative che dalla società civile e da tante realtà di base partono per difendere valori essenziali.

La politica deve pensare all’economia, a programmi, a progetti e a coalizioni, ma se perde di vista i valori essenziali della vita e della famiglia rischia di rimanere priva di senso». Ci sarà anche il sen. Stefano De Lillo: «La vita umana – ha detto – è un valore prioritario, per questo dobbiamo testimoniare con questa marcia che va difeso nelle istituzioni e nella comunità. Si sente sempre il bisogno di questa difesa, perchè la vita è un valore universale».

La partecipazione sarà comunque bipartisan. A sostenere l’iniziativa il gruppo interparlamentare per la vita insieme a oltre 150 associazioni laiche e cattoliche e 40 tra vescovi e cardinali. Saranno presenti tra gli altri Maria Pia Garavaglia, Paola Binetti, Olimpia Tarzia. La Marcia sarà preceduta domani alle 14.30 da un convegno, nell’aula magna del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum sul tema «Chi salva una vita, salva il mondo intero», dedicato a Chen Guangcheng, il dissidente cinese cieco che si batte per il diritto alla vita.


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