Migliaia di pillole cinesi con carne di feti umani bloccati alla dogana coreana

In 10 mesi vi sono stati 35 spedizioni di contrabbando per oltre 17 mila pillole. Tutte contengono carne umana al 99,7%. Ospedali cinesi rivendono feti abortiti e neonati morti per questa medicina alternativa che dovrebbe essere energetica e aiutare le prestazioni sessuali. In realtà le pillole contengono molti potenti batteri. Il silenzio del ministero cinese della sanità.

Seoul (AsiaNews) – I doganieri sudcoreani hanno fermato un traffico di pillole che contengono carne disidratata di feti o di bambini, considerate curative di ogni male. Il servizio alla dogana aveva scoperto il traffico già lo scorso agosto: da allora fino ad oggi sono state smerciate almeno 17451 pillole.

Le pillole, di provenienza dal nord della Cina, sono composte di carne di bambini morti o di feti che sono stati tagliati a pezzi, seccati in speciali forni e poi ridotti in polvere e mescolati con erbe per nascondere il loro contenuto. Il San Francisco Times afferma che un test compiuto sulla polvere delle pillole ha stabilito che esse sono composte al 99,7 % di carne umana. Il test ha potuto risalire anche al Dna e al sesso dei bambini da cui proviene la sostanza organica.

Secondo giornalisti coreani, che hanno investigato su tale traffico, gli ospedali cinesi rivendono bambini morti e feti abortiti alle compagnie farmaceutiche cinesi per preparare le pillole, considerate energetiche anche per prestazioni sessuali.

In realtà, secondo gli analisti, le pillole contengono un lungo elenco di batteri e sono pericolose, anche se finora non si conosce nessuno che sia stato colpito da malattie dopo averle ingerite.

Secondo le autorità coreane, i clienti del disgustoso traffico sono coreani-cinesi, che dalla Cina si sono trasferiti in Corea del Sud. Dall’agosto scorso fino ad oggi vi sono stati almeno 35 tentativi di importazione dentro il bagaglio o per corriere internazionale.

Alcuni dei contrabbandieri di queste pillole di carne umana sono stati fermati due giorni fa dalla polizia sudcoreana di frontiera. Essi hanno detto di non sapere il contenuto delle medicine, né la loro origine. Il ministero cinese della Sanità non si è ancora pronunciato sul ritrovamento.

In Cina, il problema dell’uso di feti morti o di neonati è ricorrente. Alcuni anni fa sono stati scoperti in una discarica pezzi di corpi di neonati trattati con sostanze aromatiche (v.: 05/04/2006 Resti di bambini bolliti scoperti dalla polizia del Gansu e 07/04/2006 Nuove scoperte sui resti dei “bambini bolliti”. Si indaga intanto su 123 teschi).

Nel 2003, l’ufficio di Pubblica sicurezza del Guangdong ha cercato di bloccare notizie secondo cui in alcuni ristoranti della provincia meridionale si cuocevano bambini morti in zuppe per servirle a uomini d’affari di Taiwan e Hong Kong. Secondo la polizia, la storia era stata inventata per rovinare l’immagine del Guangdong e della Cina intera. Negli anni ’90 sempre nel Guangdong è stato scoperto un traffico di feti da bollire per fare zuppe da vendere come cure di bellezza e ringiovanimento

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