Mese di maggio: l’ora della Madonna si avvicina

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Il mese mariano quest’anno si apre in maniera particolare: la Russia è stata consacrata da papa Francesco e dai vescovi del mondo al Suo Cuore Immacolato; il Papa si oppone fermamente alla «perversa spirale delle armi» in Ucraina e richiede una ferma via diplomatica per una risoluzione della guerra europea in corso; in chiesa vi si accede senza mascherina; si possono nuovamente attivare processioni e pellegrinaggi; ai matrimoni e funerali ci si può comportare in maniera normale; intanto dagli USA fuoriesce una notizia eclatante: la Corte suprema intende votare per annullare la legge del 1973 che garantisce il “diritto” all’aborto negli Stati Uniti: «Riteniamo che “Roe e Casey” debba essere annullata», si legge nella bozza intitolata “Parere della Corte”».

La Divina Provvidenza ha le sue vie e le mille contraddizioni di un’Occidente confuso e in balia delle più disparate e spesso insensate opinioni ideologiche vengono “consegnate” a Maria Santissima dalle tante anime che in questo tempo pregano perché l’intervento divino acceleri il suo soccorso. Si moltiplicheranno i rosari recitati in questo maggio, il mese tradizionalmente votato alla Vergine, una devozione cattolica popolarmente sentita. 

Molti più fedeli, dopo due anni di pandemia, sentono la necessità di avvicinarsi ai santuari mariani per rivolgere suppliche speciali alla Madonna, un bisogno fortemente avvertito in questi tempi drammatici e pieni di speranza cristiana, una speranza che si aggrappa particolarmente al soccorso di Maria Santissima. Papa Francesco, già due anni fa, il 24 aprile aveva evidenziato l’importanza di rivolgersi alla Vergine nei momenti della prova, invitando a recitare con fiducia il Rosario nelle proprie case.

Il mese dedicato alla Madonna sorge in epoca medievale a Chartres nel 1100 grazie ad alcuni pensatori credenti, per divenire più esplicito nel XIII secolo con Alfonso X (1221-1284), re di Castiglia e León, il quale, in Las Cantigas de Santa Maria, celebrava la Madre Dio come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via […]». Il beato domenicano Enrico Suso (1295 ca.-1366), nel Libretto dell’eterna sapienza, si rivolgeva a Maria con queste parole: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bel viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!». È proprio nel Medioevo che nasce il Rosario, termine che rimanda subito alle rose, e il mese del tripudio delle rose è proprio maggio: l’innamorato dona bouquet di rose alla sua donna, alla Madonna, oltre alle rose di giardini, serre e fiorai, si donano bouquet di Ave Maria. 

Nel 1212, la Madonna apparve a san Domenico di Guzmàn (1170-1221). Il beato Alano della Rupe (1428-1475), domenicano bretone particolarmente devoto al Rosario, racconta che san Domenico, afflitto per l’eresia degli albigesi, si era ritirato in una foresta di Tolosa per tre giorni e tre notti per pregare e fare penitenza continuativa, supplicando la Regina del Cielo di convertire i catari francesi. Ecco, quindi, che le sue sante invocazioni sortirono l’apparizione della Madonna del Rosario in uno splendore di Gloria. Maria Santissima indossava una tunica rossa ed era rivestita di un manto regale verde; seduta su un trono, indossava i calzari ed era accompagnata da tre damigelle, una vestita di bianco, una di rosso ed una di giallo, ognuna aveva al proprio seguito cinquanta vergini. Le tre damigelle andarono a prendere san Domenico, stupefatto, quindi lo portarono ai piedi della Regina del Rosario, la quale gli porse una ghirlanda di 15 gigli e di 150 rose, da cui sono derivati i quindici Misteri del Rosario, e gli disse: «Prendi e recita il Mio Rosario: vedrai grandi meraviglie! Tutto quello che Mi chiederai nel Rosario, otterrai».

Con ogni probabilità, visto che l’antica festa del Rosario e della sua Confraternita cadeva il 25 marzo, l’apparizione avvenne nella notte fra il 24 e il 25 marzo, quella dell’Annunciazione, giorno in cui si celebrò per molti secoli la festa del Rosario. Si passò poi, per volere di san Pio V (1504-1572) al 7 ottobre, il giorno della vittoria dei cristiani a Lepanto nel 1571. Marzo prima, ottobre dopo, tuttavia l’8 maggio è il giorno della supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei, supplica che viene ripetuta il 7 di ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra la Madonna come Regina del Santo Rosario. Fu Bartolo Longo (1841-1926), fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei e terziario domenicano, beatificato dal papa mariano Giovanni Paolo II (1920-2005), che avviò la devozione della Madre di Dio nell’entroterra napoletana a scegliere le due date. L’8 maggio riconduceva alla festa dell’apparizione dell’arcangelo san Michele sul Monte Gargano in Puglia, regione di cui il beato Longo era originario, il quale ha lasciato ai posteri la seguente motivazione: «Se dunque San Michele è il custode di tutta la Chiesa e il difensore di tutte le grandi Opere divine, non era conveniente che a Lui fosse affidata la difesa di questa grande Opera di Dio nell’epoca moderna, che è il Santuario di Pompei?». La supplica è una pratica devozionale che si celebra da oltre un secolo in questo sacro luogo, uno dei principali centri della spiritualità mariana in Italia, insieme alla Santa Casa di Loreto, ed ogni anno vi partecipano decine di migliaia di persone.

Sul luogo in cui apparve la Madonna del Rosario a san Domenico sorse la chiesa dei Giacobini nel centro della città di Tolosa, fra il Campidoglio e la Garonna. L’attributo giacobino si riferisce al grande convento domenicano di rue Saint-Jacques, a Parigi. La chiesa e l’intero complesso conventuale sono un gioiello dell’arte gotica della Linguadoca dei secoli XIII e XIV. La chiesa ospita, dal 28 gennaio 1369, la tomba di san Tommaso d’Aquino, Le reliquie furono accolte dal duca d’Angiò, fratello del re di Francia e, come riportano le cronache dell’epoca, da 150.000 fedeli. I calvinisti prima (1562), che violarono la salma, e i rivoluzionari francesi dopo (1791), che distrussero il suo magnifico monumento sepolcrale, si sono scagliati con odio contro il Dottore Angelico, ed oggi (qui ritornato nel 1974) c’è solo un’urna dorata con i resti del santo, sotto un semplice altare marmoreo.

La più maestosa delle chiese dei Domenicani è a forma di M, come Maria, divisa al centro da 8 monumentali colonne, che, nei capitelli si dividono, ciascuna, in otto rami. Le colonne simboleggiano l’Albero del Rosario, otto come otto sono le lettere che compongono la parola Rosarium. Gli otto rami che si dipartono da ciascuna colonna corrispondono alle otto lettere che compongono le parole Ave Maria.

Mentre l’apostolato mariano dei Domenicani proseguiva la sua incessante e fertile strada, inserendo la pratica del «Calendimaggio» in onore della Madonna, con preghiere ed inni a Lei diretti, al posto delle pratiche secolari che cantavano alla Primavera, nella Roma del XVI secolo, san Filippo Neri (1515-1595) insegnava ai suoi ragazzi a circondare di rose l’immagine della Madonna, a cantare le sue lodi e ad offrire atti di mortificazione in suo onore. Da nord a sud, l’Italia, a poco a poco, iniziò ad infiorare le statue della Madonna e a rivolgere sempre più ferventi preghiere alla Regina del cielo. Fu un vero e proprio contagio virtuoso.

Il veronese padre gesuita Annibale Dionisi (1679-1754), nel 1725, pubblicò a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio il testo dal titolo Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei. Il religioso invitava a praticare la devozione mariana non solo in chiesa, ma anche nei luoghi in cui si viveva quotidianamente «per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine». Raccomandava la recita del Rosario davanti all’immagine della Madonna, meditando e contemplando i misteri, inoltre, si dovevano offrire uno o più fioretti, ma anche sentimenti d’ossequio per poi pronunciare delle giaculatorie. Anche il confratello padre Alfonso Muzzarelli (1749-1813) si unì a questo tipo di apostolato con la pubblicazione, nel 1785, de Il mese di Maria o sia di Maggio.

Mese particolarmente amato da san Giovanni Bosco era, superfluo dirlo, proprio il mese di maggio, il mese di Maria Ausiliatrice, la cui festa cade il 24. Per l’Auxilium Christanorum, invocata dal grande Papa mariano e domenicano san Pio V durante la battaglia di Lepanto, don Bosco nutriva una devozione immensa, anche perché proprio Lei gli appariva frequentemente. Il padre e maestro dei giovani pose fin da subito la sua opera sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva continuamente e intensificava novene e rosari quando le prove si facevano più complicate, difficili, umanamente impossibili da risolvere. Maria Ausiliatrice è divenuta in qualche modo la «Madonna di Don Bosco», inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana.  Ricordiamo che è patrona della Polonia fin dai primi decenni del 1800, dell’Australia dal 1844, della Cina dal 1924, dell’Argentina dal 1949; molto antica e diffusa la devozione all’Auxilium Christanorum nei Paesi dell’Est europeo.Paolo VI dedicò un’enciclica al mese di maggio mariano, parliamo della Mense Maio del 29 aprile 1965, dove il Papa scrive che maggio è «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia». Doni spirituali oltre che materiali, anche di conversione, come spiega san Luigi Grignion de Montfort ne Il segreto ammirabile del Santo Rosario per convertirsi e salvarsi e di conversione ha lungamente parlato la Madonna a Fatima, la cui festa si celebra il 13 maggio. La conversione è un cambiamento misterioso, dinamico e intimo dell’anima che può toccare chiunque, dalle persone più semplici ai potenti della terra e della Chiesa… chissà, anche in questo mese di maggio.

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