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Mentre l’Occidente vagheggia la “Casa dell’Unico”, l’islam “sgomita”

Un tempo, in quello stesso luogo, Alexanderplatz, a Berlino, sorgevano quattro basiliche cristiane, sulle cui fondamenta venne eretta nel 1230 la chiesa cattolica dedicata a San Pietro, danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e distrutta dalla furia dei comunisti della Ddr: proprio qui, ora, è stata progettata la «Casa dell’Unico» o «Casa della preghiera e della conoscenza» (nella foto), estemporaneo nome dato ad un edificio “interreligioso”, che dovrebbe ospitare tre spazi di preghiera, tutti uguali: uno per i cristiani, uno per gli ebrei ed uno per i musulmani. Come se tutte le confessioni fossero sullo stesso piano e nessuna potesse rivendicare di possedere la Verità assoluta. In più, un atrio comune per le riunioni congiunte, definito come area «per la comprensione ed il confronto». Per realizzare la struttura, è stato scelto il progetto dell’architetto Wilfried Kühn. Costo dell’opera, 44 milioni di euro. Un’iniziativa analoga è in fase di realizzazione in Francia, a Bussy-Saint-Georges, dove, attorno ad una sorta di «spianata delle religioni», dovrebbero sorgere una moschea, una sinagoga, una chiesa ed una pagoda buddhista.

Tanta apertura al sincretismo purchessia pare però a senso unico e “contagiare” solo i cristiani: sempre a Berlino, per la precisione a Neukölln, per non “offendere” le altre confessioni, per la prima volta lo scorso dicembre non è stato celebrato il S.Natale, alcune chiese sono state vendute ai musulmani per esser trasformate in moschee e vige ovunque la sharia.

Non solo: nel Regno Unito continua a far discutere la lettera inviata al Consiglio comunale di Birmingham nel novembre scorso e pubblicata sulla stampa a febbraio, lettera con cui un gruppo di presunti islamisti avrebbe dichiarato di aver spinto alle dimissioni già quattro presidi, ritenuti “scomodi”, e di voler fare lo stesso in un’altra dozzina di istituti. Lo stesso Ofsted, l’autorità chiamata a vigilare sul sistema dell’istruzione inglese, ha parlato di «una cultura della paura e dell’intimidazione» nelle aule, benché abbia precisato, al momento, non esservi prove circa l’autenticità della missiva della discordia, non a caso denominata “Trojan Horse”. Di certo 5 dei 21 istituti di Birmingham già ispezionati sono stati comunque dichiarati «inadeguati»: tra questi, anche la “Park View School”, fino a poco fa ritenuta viceversa un’eccellenza. Aver condotto delle verifiche a sorpresa ha rivelato un’altra realtà ed ha riproposto con urgenza la necessità di tutelare i cosiddetti “valori britannici” dallo sgomitante islam: questione, che ha già provocato più di un mal di pancia al governo Cameron con il dissidio intestino tra il ministro dell’Istruzione, Michael Gove, e quello dell’Interno, Theresa May, che ha già dovuto rinunciare al suo braccio destro, Fiona Cunningham, costretta alle dimissioni. Senza che tutto questo abbia però prodotto, ovviamente, risultati concreti…