Massonerie italiane di Rito Scozzese Antico e Accettato tra Logge “coperte” ed Esoterismo (1968-1983) (6a e ultima parte)

Massonerie italiane di Rito Scozzese Antico e Accettato tra Logge “coperte” ed Esoterismo (1968-1983) (6a e ultima parte)
FONTE IMMAGINE: Cavalieritemplari.eu (https://www.cavalieri-templari.eu/)
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8.5. Alfred Zappelli 33°: membro onorario del Gruppo Spinello e l’O.S.M.T.J. – Suisse

Dagli atti della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia P2, risulta che, almeno dal 1976, il massone svizzero Alfred Zappelli (†2001) è «Membro Effettivo» e «Gran Rappresentante per l’Europa del Rito Scozzese Antico e Accettato» del Supremo Consiglio del 33° grado del RSAA – Comunione di Piazza del Gesù, all’epoca presieduto dal Sovrano Gran Commendatore del RSAA Francesco Bellantonio 33° (cf. Camera dei Deputati – Senato della Repubblica – IX Legislatura – Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 – Allegati alla Relazione – Serie II : Documentazione raccolta dalla Commissione. Volume VI. Loggia P2 e Massoneria, Tomo III, Doc. XXIII n. 2-quater/6/III, Roma 1987, pp. 787-788). Almeno nel periodo 1976-1977, Bellantonio è anche il Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia Nazionale – Comunione di Piazza del Gesù (cf. pp. 746-747).  Del Gruppo Bellantonio-Spinello ho già scritto qui (https://www.corrispondenzaromana.it/massonerie-italiane-di-rito-scozzese-antico-e-accettato-tra-logge-coperte-ed-esoterismo-1968-1983-2a-parte/)

In quel periodo, Zappelli è Gran Priore dell’Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme – Gran Priorato di Svizzera. Il Bollettino N° 5/1975 dell’Ordre Souverain et Militare du Temple de Jérusalem – Gran Prieuré Suisse, apre uno squarcio sulla dimensione esoterica coltivata anche in quel gruppo neo-templare.  

 L’OSMJT–Grand Prieuré Suisse ha una duplice struttura: c’è l’Ordine cavalleresco propriamente tale (OSMJT – Grand Prieuré Suisse) con la sua gerarchia, e poi c’è un organismo parallelo («l’organisation parallèle») chiamato “Alto Magistero dell’Ordine del Tempio, a volte chiamato “Ordine Segreto” («Haut Magistère de l’Ordre du Temple (parfois aussi “Ordre Secret”)»), che è un Ordine iniziatico («un Ordre initiatique») e si occupa (dice il Bollettino) di applicare il pensiero concreto, il solo che permette l’azione cosciente e creativa, la comprensione delle relazioni causa-effetto e la sintesi gerarchica dei valori… (cf. Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem – Grand Prieuré de Suisse, Bulletin d’information N° 5 – Propos pour un futur Templier, Geneve (Ginevra) senza data [1975], p. 8).

Tra i due Ordini (OSMTJ e «Haut Magistère») c’è contatto diretto (cf. p. 9). In quell’opuscolo neo-templare si accenna al Mistero dei Templari e alla sua custodia nel cerchio interno dell’OSMTJ, ossia l’«Ordre Secret»o «Haut Magistère». Alla domanda: che cos’è il Baphomet, l’opuscolo risponde: «Le “Baphomet” (expression qui est utilisée par les profanes) est un des symboles sacrés de l’Ordre du Temple. Il ne convient pas de l’expliquer ici, puisque sa compréhension ne peut être atteinte qu’au niveau le plus élevé de l’Ordre Secret» (p. 24).

Nel Bollettino, alla domanda se i Templari dell’OSMTJ praticano l’Alchimia, la risposta è affermativa. È l’Alchimia spirituale, esoterica, secondo Ermete Trismegisto: «Est-ce que Vous pratiquez l’alchimie? Oui, mais pas dans le sens donné par le public à cette science. Sans pour autant sousestimer l’importance des manipulations métallurgiques des alchimistes d’antan (purification, alliage, de métaux e préparations chimiques), il est certain que l’alchimie (Art Royal, Ars Regia comme l’appelaient ses Maîtres) est plutôt un art de métamorphose de l’esprit que de la fabrication de l’or. Quoi qu’en puissent dire les profanes, les alchimistes sont unanimes sur ce point et il suffit de citer le “Livre des 7 Chapitres” dédié a Hermes Trismegistos: “Voyez je vous ai ouvert ce qui était caché. L’Oeuvre Alchimique est avec vous et en vous où elle est immuable. Tandis que vous la découvrirez en vous mêmes, elle vous sera toujours présente, où que vous soyez, sur terre comme sur mer.”» (p. 25).

Il Bollettino precisa che i Segreti dell’Ordine dei Templari sono per loro natura, incomunicabili ai profani inespertie che l’OSMTJ è un ordine cavalleresco, mentre è solo al livello di «Haut Magistère» che si può parlare di iniziazione e di Ordine iniziatico (cf. pp. 25-26).

A questo punto è bene dare uno sguardo all’inchiesta giornalistica di André van Bosbeke e Jean-Pierre De Staercke, “Chevaliers du vingtième siècle. Enquête sur les sociétés occultes et les ordres de chevalerie contemporains’’ (Les Editions EPO, Anvers 1988). 

L’A.M.O.R.C. è un ordine rosacrociano che pretende di custodire e trasmettere le conoscenze degli Antichi Egiziani sull’uomo e sulla natura… L’AMORC ha un suo proprio Ordine Martinista denominato “Ordre Martiniste Traditionnel” (OMT). Molti responsabili dell’AMORC e dell’OMT sono membri della Massoneria di Rito Egiziano detta “Memphis-Misraim” che si interessa dei segreti della vita e della morte e al suo interno ci sono gruppi che si interessano di reincarnazione, parapsicologia, magia (cf. pp. 12, 15, 27-28)…

Forse intorno agli anni ’60 (sec. XX), Raymond Bernard, Gran Maestro della sezione francese dell’AMORC, allo scopo di condurre l’Umanità dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario, fonda l’Ordre Rénové du Temple (ORT) che viene integrato all’AMORC. Bernard diviene Gran Maestro dell’ORT. Dopo qualche tempo, Bernard inizia nell’ORT Julien Origas (1921-1981), membro dell’AMORC e dell’Ordine Martinista legato all’AMORC. Origas è legato anche ad ambienti di estrema destra (cf. p. 36).

Poi, Origas diviene Gran Maestro dell’ORT (intorno agli anni ’70), sempre più orientato all’estrema destra e all’Internazionale “nera”. In una lettera del 1977, Origas si ritiene il punto focale di tutte le forze, di tutta la luce che discende dalla Gerarchia e dalla Grande Fraternità delle Logge Bianche la quale – secondo Origas – dirige l’ORT passando per l’Agartha e il Re del Mondo… Origas è convinto che lui stesso, Gran Maestro, rappresenta Dio, è il segno vivente del Cristo ed è il delegato del Re del Mondo… (cf. p. 37).

L’ORT di Origas pretende di riportare in auge quei valori esoterici eclissati, durante i secoli, dalla Chiesa Cattolica… L’ORT pretende di far uscire l’uomo dalla sua condizione di inferiorità e di renderlo superiore… L’ORT promuove tecniche per risvegliare poteri psichici umani, esercizi di parapsicologia, percezione extrasensoriale, chiaroveggenza, telepatia, telecinesi, psicocinesi, radioestesia,  studio comparato delle religioni, Cabala, Alchimia, Astrologia, Yoga… (cf. p. 38).

Origas, Gran Maestro dell’ORT, entra in contatto con un ordine cavalleresco belga neo-nazista, l’Ordre Vert(Ordine Verde). Nel 1975, più volte, Origas si reca a Bruxelles. Egli è convinto che nel 1975 sarebbe cominciata un’Era nuova (cf. pp. 39-40). L’Ordre Vert, con cui Origas è in contatto, è stato fondato a Bruxelles il 6 dicembre 1970 da René Lixon e dà culto a «Lug» dio celtico del fuoco, ovvero «Mithras», ovvero «Lucifer». L’Ordine Verde si fa chiamare anche «Eglise Européenne de Mithras»… Mithra è il dio ariano della  luce (cf. pp. 59-60)… L’Ordine Verde èdedito al culto del dio Mithra-Lucifero, ma a differenza di altri gruppi luciferiani non praticherebbe orge… L’Ordine Verde vuole combattere i comunisti, i materialisti e i dogmi della Chiesa Cattolica (cf. pp. 60-61).

A Bruxelles, il 14 maggio 1975, avviene l’unione di alcuni gruppi luciferiani: adepti di organizzazioni quali Grande Loge du Dragon, Fraternité Celtique, Ordre Aryen, Les Fils du Feu, Lucifer-G, ecc., dietro invito di Lixon (Ordre Vert) si uniscono in una sorta di InternationaleLuciférienne. Sembra che Origas, in quanto Gran Maestro dell’ORT, abbia preso parte alla costituzione di quella Internazionale Luciferiana (cf. p. 62).

Torniamo all’OSMTJ di Alfred Zappelli 33°: ne hanno fatto parte anche i massoni Philip Guarino (faccendiere USA, legato a Licio Gelli), Pietro Muscolo 33° (Gran Maestro del Grande Oriente Italiano, da non confondersi col Grande Oriente d’Italia), Luigi Savona 33° (legato all’Obbedienza massonica di Bellantonio-Alliata-Spinello, e Gran Maestro del Rito Filosofico Italiano). Van Bosbeke scrive che sia Gelli che Savona, durante la seconda guerra mondiale, furono membri delle SS italiane. Nelle Logge del gruppo di Luigi Savona facevano parte militanti di estrema destra e simpatizzanti del nazismo (cf. pp. 139-141).

Julien Origas, Gran Maestro dell’ORT, verosimilmente membro dell’Internationale Luciférienne, era amico di Alfred Zappelli e faceva parte del Centre Templier d’Etudes Historiques, Philosophiques et Esotériques dello stesso Zappelli (cf. p. 141).

8.6. Il Colonnello Nicola Falde: SID, GOI-P2, 31° grado RSAA…

Dal 1966 all’aprile 1969 il Colonnello Nicola Falde (1917-1996) è stato nel Servizio segreto militare italiano, l’allora Servizio Informazioni Difesa (SID). Nel 1969 cessa il servizio militare. Dal 1971 al 1974 collabora con il giornale “Osservatore Politico” (OP) di Mino Pecorelli sostituendolo come direttore temporaneo dal 1° dicembre 1973 al 28 febbraio 1974. Dal 1971 al 1975 Falde è membro della Loggia P2 dalla quale poi si mette “in sonno” per contrasti con Licio Gelli (vedi qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Falde).

In data 8 aprile 1976, Nicola Falde indirizza una lettera polemica al “Fratello” Licio Gelli. Falde racconta la sua esperienza nella Massoneria. Mi limito a segnalarne qualche punto. Nel 1968 dietro sollecitazione di amici della Farnesina (il Ministero degli Esteri) e del massone Elvio Sciubba (all’epoca Ispettore Generale al Ministero del Tesoro), Nicola Falde accetta di entrare nella Massoneria di Palazzo Giustiniani (GOI). In Loggia Falde conosce e stima il Generale (Mario) Tanferna. Falde comincia a diffidare di Elvio Sciubba allorché questi prende le difese di alcuni giovani neo-fascisti del movimento “Europa e Civiltà” fermati a Mosca. Nel 1971 Falde accetta l’invito di Gelli di passare alla Loggia P2 ma comprende sempre più che quella Loggia non è affatto una forza a sostegno della democrazia (cf. Nicola Falde, [Lettera] a Licio Gelli, Roma 08 aprile 1976, in Camera dei Deputati – Senato della Repubblica – IX Legislatura – Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 – Allegati alla Relazione – Serie II : Documentazione raccolta dalla Commissione. Volume VI. Loggia P2 e Massoneria, Tomo XIV, Doc. XXIII n. 2-quater/6/XVII, Roma 1987, p.  218).

Tra l’altro Falde accusa Gelli di: 1) avere come suoi «“dipendenti”» «Ministri, Direttori Generali, militari di alto rango, Carabinieri, Pubblica Sicurezza, Guardia di Finanza, personalità in ogni campo di attività»; 2) “signoreggiare” « in Argentina, in Brasile, in Liberia, in Portogallo, in Spagna»; 3) essersi circondato di uomini di «estrema destra», tra cui persino il Minghelli, Generale di Pubblica Sicurezza (Polizia); 4) avere “all’obbedienza” pubblici ufficiali (cf. pp. 222-223)…

È interessante questo brano del massone Falde : «Il diavolo mi ispira sempre grandi idee che hanno la sorte di non essere mai accolte, alle quali il destino, che si prende sempre giuoco di tutti noi, riserba, quasi sempre, il riconoscimento nel tempo, della loro validità» (p. 224, grassetto mio). «Il diavolo»…

A questo punto è bene conoscere il curriculum massonico del Col. Falde. Dalla documentazione raccolta dalla Commissione Parlamentare sulla P2, emerge che Falde è stato iniziato in Massoneria prima del 1968. Tra le carte sequestrate dalla GdF al Supremo Consiglio RSAA di Palazzo Giustiniani, ubicato a Roma in Piazza del Gesù 47, c’è una cartella intestata a «Nicola Falde “in sonno”» (cf. Camera dei Deputati – Senato della Repubblica – IX Legislatura – Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 – Allegati alla Relazione – Serie II : Documentazione raccolta dalla Commissione. Volume IV. Altre forme massoniche coperte, Tomo I, Doc. XXIII n. 2-quater/4/I, Roma 1984, pp. 21-24, 27).

Vediamo quella cartella: Falde è stato iniziato massone nel 1949 nella Loggia “Roma”, promosso al 3° grado nel 1951, al 4° grado “Scozzese” (RSAA) nel 1954, al 9° grado nel 1956, al 18° grado nel 1958, poi “regolarizzato” (nel GOI) (cf. p. 991). Nel febbraio 1969 viene promosso al 30° grado RSAA (cf. p. 992). Tra le carte c’è anche il giuramento del 30° grado RSAA, su carta intestata del Supremo Consiglio RSAA di Palazzo Giustiniani (allora ubicato a Roma in via Giustiniani 1), con data 12-2-1969 e la firma di Nicola Falde (cf. p. 994). Tra il 1977 e il 1978 riceve il 31° grado (cf. pp. 997-999, 1001).

Dunque, Nicola Falde è un Cavaliere Kadosch (30° grado) quando nel 1976 scrive di sentirsi ispirato dal Diavolo…

9. Conclusioni. Massoni del RSAA tra mondo “iniziatico” e mondo “profano

Lo studio della documentazione raccolta dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia P2 (1981-1983), unitamente all’analisi di testi di cultura iniziatica massonica, mostra la compresenza, in qualsiasi Obbedienza Massonica di RSAA, di due elementi genetici: da un lato la custodia del patrimonio iniziatico ed esoterico (che include la magia…), e dall’altro l’azione-penetrazione nel mondo “profano” ossia nella società per “illuminarla” con i princìpi massonici. Ogni autentico massone cerca di agire nel mondo “profano” secondo i princìpi iniziatici della Massoneria.

Certamente ci sono massoni, anche “regolari” (non solo “di frangia”), profondamente ed esplicitamente coscienti, convinti e partecipi dell’anima Esoterica della Massoneria. Può essere (non lo escludo del tutto) che ci siano altri massoni (persino di “Alti Gradi”) che magari non abbiano sufficiente tempo, mezzi, volontà e/o capacità di discernimento e di analisi per comprendere le tematiche iniziatiche. In ogni caso si consideri che i massoni vivono la loro identità e cultura massonica anzitutto in un ambiente rituale, simbolico, iniziatico, esoterico,“separato” dal mondo profano, e sono animati da uno “spirito” loro proprio… Pertanto quei massoni, persino del 30° o 33° grado, che dicono dinon sapere, di non essere interessati a “cose esoteriche”, dicono il vero? Sono ignoranti comunque utili alla Massoneria, oppure agiscono da consapevoli depistatori per sviare i “profani” ?

***

Lo studio della documentazione della Commissione Parlamentare sulla P2 (1981-1983) rivela la presenza in Massoneria di alti ufficiali delle Forze Armate e di alti ufficiali o funzionari delle Forze di Polizia. Perché si sono fatti iniziare massoni? Per adesione convinta ai princìpi massonici? Per rispettare una tradizione militare o di famiglia? Oppure per esigenze di servizio (infiltrazione per indagini, raccolta informazioni, ecc.)? È possibile che anche ai nostri giorni ci siano massoni tra i membri delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine e dei Servizi segreti del nostro Paese? E se così fosse, fino a che punto, nell’espletamento del loro dovere e ufficio, tali servitori dello Stato sarebbero liberi da influssi o condizionamenti derivanti dal vincolo di fratellanza iniziatica della Massoneria (Gran Loggia, Grande Oriente, RSAA…)?

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Le varie Massonerie, specialmente di RSAA, non sono semplicemente circoli sociali o di studio. Esse congiungono la Scienza Iniziatica con l’Azione nel mondo (proselitismo, penetrazione, influenza, potere).

Prendo come esempio “illuminante” il rituale del 33° ed ultimo grado (Sovrano Grande Ispettore Generale) del RSAA, nell’edizione del 1977 praticata dall’allora “Comunione Italiana di Piazza del Gesù” alias “Gruppo Bellantonio-Spinello” di cui all’epoca facevano parte personaggi come il principe Giovanni Alliata di Montereale 33°, Luigi Savona 33°, Giuseppe (Pino) Mandalari 33°, Jean Josipovici 33°, Alfred Zappelli 33° …

In sostanza quel rituale del 33° grado RSAA corrisponde al rituale praticato dal RSAA di Palazzo Giustiniani (che coopta Maestri Massoni del GOI), al rituale del RSAA di Palazzo Vitelleschi (che coopta Maestri Massoni della GLDI), nonché ai vari rituali RSAA del XIX secolo più antichi e quindi più vicini cronologicamente alle origini del RSAA.

Secondo il Rituale della “Comunione Italiana di Piazza del Gesù” (1977) il Supremo Consiglio del 33° grado RSAA dispensa la «fulgida luce» (A.·.U.·.T.·.O.·.S.·.A.·.G.·. – Massoneria Universale – Supremo Consiglio dei Sovr.·. Gr.·. Isp.·. Gen.·. del 33.·. ed Ult.·. Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato – Comunione Italiana di Piazza del Gesù – Roma, Statuti e Regolamenti del Supremo Consiglio del 33° ed Ultimo Grado – Rituale del 33° grado, Tipolito Bellanca Snc, Palermo 1977, pp. 24-25, grassetto del testo).

Il Supremo Consiglio del 33° grado RSAA dispensa la «luce massonica» (pp. 23, 30, grassetto del testo)… Il candidato al 33° grado porta una torcia accesa presentata come simbolo della Luce della Civiltà e del Progresso (cf. p. 26). Dunque il massone “33” è un Portatore di Luce (un lucifer)…

Scheletri e ossa raffigurati sui paramenti del Tempio del Supremo Consiglio esprimono il concetto di morte iniziatica e di combattimento sino alla morte per il RSAA (cf. pp. 7, 28, 30)… I massoni “33” si impegnano, tra l’altro, «alla distruzione dei nemici del Rito» (p. 28), cioè del RSAA… La bandiera del RSAA è portata da uno scheletro con pugnale; quello scheletro rappresenta la Morte che porta o sostiene il RSAA, simboleggiato dalla bandiera con l’aquila bicipite del 33° grado (cf. p. 35)e che fa giustizia di nemici e traditori del RSAA (cf. p. 36)…

Nel rituale si afferma che «il bene ed il male» (p. 34, grassetto del testo)sono «le due luci che simboleggiano la sintesi della creazione universale immateriale» (p. 34, grassetto del testo)… Da ciò deduciamo che, secondo il Pensiero Massonico del RSAA, Dio avrebbe creato anche il Male (dunque il Male sarebbe in Dio)… Si è in piena Gnosi o Neo-Gnosticismo !

Perciò non mi sorprende che un massone come Bruno Nardini 33° (di cui ho scritto qui: https://www.corrispondenzaromana.it/massonerie-italiane-di-rito-scozzese-antico-e-accettato-tra-logge-coperte-ed-esoterismo-1968-1983-5a-parte/), alla luce della teoria della necessità e unità degli Opposti, abbia ritenuto necessari il Bene e il Male, e abbia elogiato il Diavolo, sostenendone persino la riabilitazione, la redenzione e la reintegrazione in Dio, secondo l’apocatastasi origeniana (cf. Bruno Nardini, Dio e il Diavolo: «problemi maledetti», Nardini Editore – Centro Internazionale del Libro, Firenze 1987, pp. 7, 28-29, 32, 98, 119-120).

            Licio Gelli, Maestro Massone del GOI, (ed elevato molto rapidamente nel 1962 al 33° grado RSAA: vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-1a-parte/), in seguito Maestro Venerabile della Loggia P2 a cui appartenevano i capi dei Servizi Segreti, Esercito, Polizia, ecc. (cf. Licio Gelli, [Intervista], in Alessandro Iovino, Licio Gelli. Il burattinaio d’Italia, grauseditore, Napoli 2015, pp. 28. 34. 59). Anche Gelli è stato un massone appassionato di Esoterismo (cf. Fabio Zanello, Italia: la Massoneria al potere, Alberto Castelvecchi Editore, Roma 2011, pp. 289-319).

Anche Gelli, in un poema del 1959 ripubblicato nel 1971 (quando Gelli era Segretario della P2), afferma la necessità  e complementarietà della coppia Dio-Diavolo, Luce-Ombra… (cf. Licio Gelli, Il bianco e il nero, in Licio Gelli, Luce di Stelle Alpine, Gino Sansoni Editore, Milano 19712, p. 107).

Gelli racconta che dopo la sua espulsione dal GOI, è stato nominato da Fausto Bruni 33° (capo del Supremo Consiglio 33° grado RSAA scissionista da quello di Palazzo Giustiniani) «addetto al proselitismo del Rito scozzese antico e accettato». Poi Giorgio Paterno 33° ha nominato Gelli, Gran Maestro Onorario della Gran Loggia Serenissima d’Italia (cf. Licio Gelli, [Intervista], in Sandro Neri, Licio Gelli. Parola di Venerabile, Aliberti Editore, Reggio Emilia 2006, p. 24).

***

La Massoneria (in generale), le Massonerie e i Massoni, in particolare quelli del 33° grado RSAA, pretendono di portare la loro “Luce”, il loro “Ordine” e il loro “Progresso” nella Società, nel mondo profano… Il Rituale del 33° grado RSAA è chiarissimo allorché pone l’equazione tra MassoneriaeMorte: come la Natura si rigenera attraverso la Morte, la Società si rigenera attraverso la Massoneria (si rifletta anche sul simbolismo dello scheletro pugnalatore e porta-bandiera RSAA, e gli scheletri, crani e ossa raffigurati sui paramenti del Supremo Consiglio). Cito testualmente il  rituale: «Il Tempio del Supremo Consiglio ha i tendaggi color porpora, simbolo dell’Autorità, ricoperti di teste di morto, scheletri ed ossa in croce, simboli della rinascita della creazione attraverso la morte, ciò che ricorda la rigenerazione della Società Umana per mezzo della Massoneria» (A.·.U.·.T.·.O.·.S.·.A.·.G.·. – Massoneria Universale – Supremo Consiglio dei Sovr.·. Gr.·. Isp.·. Gen.·. del 33.·. ed Ult.·. Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato – Comunione Italiana di Piazza del Gesù – Roma, Statuti e Regolamenti del Supremo Consiglio del 33° ed Ultimo Grado – Rituale del 33° grado, Tipolito Bellanca Snc, Palermo 1977, p. 7).

Dunque si tratta di un processo continuo, iniziatico e massonico, di Morte & Rigenerazione dal quale la Massoneria, coerente con se stessa, non intende risparmiare niente e nessuno. Nemmeno la Chiesa Cattolica… Distruggere vecchie forme, “crearne” delle nuove… È curioso notare una certa similitudine tra questa intenzione massonica e quella di ambienti cattolici progressisti o neo-modernisti… Infine, è doveroso notare che anche in quel periodo, anni Settanta-Ottanta del XX secolo, la Massoneria Italiana, da un lato affermava la sua compatibilità con la Chiesa (dandosi gran da fare per convincere la Chiesa a togliere la scomunica ai cattolici divenuti massoni), ma dall’altro lato, sia a livello dei Tre Gradi (Grande Oriente, Gran Loggia) e sia a livello di RSAA, la Massoneria manteneva forme di Logge “coperte” (cioè ignote anche agli stessi massoni) e custodiva/trasmetteva un pensiero gnostico, dunque incompatibile con la Fede Cattolica. Riflettano bene su questo i cattolici, chierici e laici, cultori della (impossibile) conciliabilità/compatibilità tra Chiesa e Massoneria.

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