Massonerie italiane di Rito Scozzese Antico e Accettato tra Logge “coperte” ed Esoterismo (1968-1983) (1a parte)

Massonerie italiane di Rito Scozzese Antico e Accettato tra Logge “coperte” ed Esoterismo (1968-1983) (1a parte)
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Dopo aver esaminato il potere Gelli-P2 tra Servizi segreti ed Esoterismo (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-5a-ed-ultima-parte/), ora presento la sintesi di un mio studio già pubblicato in due puntate sulla rivista “Fides Catholica” N° 1/2015 e N° 2/2015.

La Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia P2 (Commissione presieduta dall’On. Tina Anselmi, operante dal10 novembre 1981 all’11 luglio 1983) non si è limitata all’oggetto principale delle sue indagini, ossia la Loggia “Propaganda 2”, detta semplicemente “P2”, ma ha esaminato anche altri gruppi massonici italiani, ossia Obbedienze (Grandi Logge o Grandi Orienti) e Riti di Alti Gradi, in particolare il Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA), che conservavano al loro interno Logge “coperte”, ossia Logge i cui membri non erano noti agli altri massoni della medesima Obbedienza ma solo al Gran Maestro ed eventualmente ad altri vertici della medesima Obbedienza o Rito.

Inoltre ho scoperto che alcuni massoni menzionati negli Atti della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla P2 sono stati anche autori di testi esoterici (non citati dalla predetta Commissione) che cito e sintetizzo nel mio studio allo scopo di mostrare come l’appartenenza alla Massoneria comporta di per sé sia l’azione nel mondo profano quanto la formazione esoterica del Libero Muratore.

Dall’indagine della Commissione Parlamentare, che tramite Polizia Giudiziaria ha provveduto al sequestro di documenti presso varie sedi massoniche (Obbedienze e Riti di Palazzo Giustiniani, Piazza del Gesù, Palazzo Vitelleschi…), emerge che la Loggia P2 (GOI) non è stata l’unica “forma coperta” di Massoneria in cui c’è il legame spontaneo ed automatico tra reclutamento d’élite e «un particolare regime di riservatezza» (cf. Nota Redazionale, in Camera dei Deputati – Senato della Repubblica – IX Legislatura – Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 – Allegati alla Relazione – Serie II : Documentazione raccolta dalla Commissione. Volume IV. Altre forme massoniche coperte, Tomo I, Doc. XXIII n. 2-quater/4/I, Roma 1984, p. 9. Cito l’opera con la sigla CPIP2). 

Il 28 aprile 1983, durante una seduta della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla P2, l’On. Tina Anselmi annuncia due operazioni di Polizia Giudiziaria: la prima, presso la sede della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA) legato all’Obbedienza del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani (GOI), e la seconda presso la Massoneria del RSAA legata alla Gran Loggia d’Italia di Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi (GLDI): «La prima operazione trova il suo fondamento in documenti trasmessi alla Commissione […] e in documenti inviati a me personalmente […], dai quali si evince la stretta connessione esistente tra il Grande Oriente e il Rito Scozzese di sua emanazione nel coprire e nel proteggere la loggia P2 e le attività del Gelli, anche in tempi non troppo remoti. […]. La seconda operazione trae origine dall’informazione pervenutami in due occasioni, e suffragata dalla buona attendibilità delle fonti, che presso la massoneria di Piazza del Gesù era reperibile materiale di nostro interesse, colà pervenuto da Palazzo Giustiniani al tempo delle nostre operazioni di sequestro degli elenchi massonici. Debbo aggiungere che, oltre alla valutazione di tali fonti, ho preso in considerazione tutti gli elementi indiziari e documentali che a mio avviso dimostrano come l’arcipelago massonico sia più intricato di quanto non possa apparire al profano e come gli elementi di connessione e divisione sembrino spesso non corrispondere esattamente a quanto viene mostrato in superficie» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/I, op. cit., Roma 1984, p. 17).

L’On. Anselmi afferma: «L’esame dei documenti rinvenuti dalla Commissione presso la sede centrale dell’organizzazione del «rito scozzese» della massoneria di palazzo Giustiniani ha rivelato l’esistenza di strutture coperte, a varia denominazione, protrattesi fino al 1982» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/I, op. cit., Roma 1984, p. 19).

1. La GLDI tra Logge “coperte”, Chiesa, Esoterismo…

Con lettera datata 07 maggio 1968, protocollo n° 08/68 –Gb, e la dicitura «Segreto», l’allora Gran Maestro Giovanni Ghinazzi («Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori», GLDI-ALAM, o semplicemente GLDI) scrive tra l’altro al massone Pietro Papalia (allora Grande Ispettore Provinciale per l’Oriente di Torino): «Per quanto attiene alla R.·.L.·. Coperta “MINERVA”, come per tutte le Logge Coperte della Comunione – che sono considerate Sezioni periferiche dell’unica Loggia Nazionale Coperta retta dal Gran Maestro –, ti significo che la nomina del Maestro Venerabile è di mia esclusiva competenza» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/3/I, Roma 1984, p. 11).

Nella lettera Prot. 08/342 G/r, datata «G.O. di Roma, 7° giorno dell’ II mese dell’A.V.L. 5979» (1979), indirizzata a Pietro Leonardis «ex M.V. della R.L. Cop. “MINERVA”» (Or. di Torino), il Gran Maestro Giovanni Ghinazzi accenna al «Gen. di Div. Augusto DE LAURENTIS divenuto in questi giorni [scrive Ghinazzi] Vice Comandante Generale della Guardia di Finanza». Ghinazzi aggiunge: «Questa personalità risulta appartenente alla nostra Famiglia e, in atto, a piedilista nella Loggia Coperta Nazionale n° 1. Ho avuto occasione di telefonargli un paio di volte, quando dirigeva l’Ispettorato Alta Italia di Milano. Ne ho sempre avuto risposte con toni freddi e distaccati. E ciò non è nel mio carattere di tollerarlo. Ti trasmetto copia fotostatica del Modello I da lui a suo tempo compilato, affinché sii così compiacente di sapermi dire se le firme apposte nel prefato documento e ripetute in modo eguale nei vari Giuramenti da lui prestati fino al 9° Grado compreso siano autografe o meno. Nell’assicurarti il più assoluto segreto sulla questione, ti ringrazio anticipatamente e ti invio un memore caro tripl. frat. abbr.» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/3/I, Roma 1984, p.  14).

Con lettera prot. 08/48 Gr, datata (secondo il calendario massonico) «4° giorno del II mese dell’A.V.L. 5980» (1980), il Gran Maestro Ghinazzi risponde al “Fratello” Sergio Lupo, l’allora Maestro Venerabile della Loggia Coperta “Minerva” di Torino, il quale con lettera del 19 marzo 1980 aveva chiesto se la sua Loggia coperta poteva intrattenere relazioni con Logge estere, magari dello stesso tipo, cioè “coperte”. Ghinazzi risponde così, in merito alle Logge coperte: «Carissimo Lupo,  mi giunge ora la tua premurosa del 19 marzo 1980 E.V. .  Lo schema coperto è caratteristico solo della Massoneria Italiana. Lo ha anche Palazzo Giustiniani, pur chiamandolo in altro modo» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/3/I, Roma 1984, p. 16). 

Ghinazzi prosegue, circa lo schema di Loggia “coperta”: «Ha costituito una necessità – a me peraltro scarsamente simpatica – in rapporto allo stato politico-religioso d’Italia. È una struttura anomala o, come la chiamo io, “atipica”. E, come tutto ciò che è anomalo, porge vantaggi e svantaggi, che è necessario assumere nel loro assieme, senza possibilità di scissioni. Non si è mai prevista la possibilità di contatti con Logge Estere, anche perché le “Logge Coperte” non sono Logge nel senso rituale del termine, ma sezioni distaccate della “Loggia Nazionale Coperta N. 1. Infatti i loro Maestri Venerabili non sono elettivi, ma di nomina Magistrale» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/3/I, Roma 1984, pp. 16-17).

Il massone Dr. Comm. Vittorio Tirapani (di Bologna, Insurance Buying Broker), con lettera del 9 marzo 1981 dichiara al Gran Maestro Giovanni Ghinazzi (GLDI) di mettersi, e già ritenersi, “in sonno” a seguito della dichiarazione con cui la Santa Sede [17-2-1981] ribadiva e confermava la scomunica ai cattolici iscritti alla Massoneria. Tirapani è molto addolorato di ciò mostrando la sua stima per massoni e Massoneria… Dopo essersi consultato con due sacerdoti domenicani che conosce da oltre trent’anni (e che gli hanno dato «opportuni chiarimenti», «in confessionale»), in ossequio alla sua  Fede Cattolica e al giuramento prestato come Cavaliere del Santo Sepolcro prima di diventare massone, ora Tirapani ha deciso di lasciare la Massoneria (cf. CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/II, Roma 1985, p. 292).

Con lettera del 27 aprile 1981, il Gran Maestro Ghinazzi scrive a Tirapani di volersi  rivolgere a lui  più come amico che come Gran Maestro… Anzitutto Ghinazzi informa Tirapani di aver consultato vari massoni della sua Obbedienza (GLDI) cattolici come lui (Ghinazzi), tra cui «un Padre Guardiano di un Ordine, Cattolico per antonomasia» e tutti – scrive Ghinazzi – rivelano in confessione di esser massoni e tutti vengono assolti… Qualche massone ha parlato «con Ordinari e cioè con Presuli aventi effettiva giurisdizione» ed hanno assicurato che quella Dichiarazione dell’ex S. Ufficio (che tanto preoccupa il Tirapani) non aggiunge nulla di nuovo… Ghinazzi scrive che anche lui ha compiuto il precetto pasquale, si è confessato, ha rivelato al confessore (uno dei Padri Gesuiti della Parrocchia di S. Roberto Bellarmino in Roma) di essere massone, è stato assolto e autorizzato a ricevere i Sacramenti.

Pertanto Ghinazzi rimprovera Tirapani di aver avuto troppa fretta nel seguire quella Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Poi Ghinazzi, lasciando trapelare una qual certa durezza, scrive: «Sicuramente, nel timore illogico e gratuito, di venir meno a due giuramenti (verso la Chiesa e verso l’Ordine del Santo Sepolcro), ne hai trasgrediti almeno trenta nei nostri confronti. Spero sempre, carissimo Vittorio, che tu voglia riesaminare con maggiori freddezza e serenità la tua decisione, per il che sarei a tua disposizione. Questo è anche il motivo per cui, come Gran Maestro, non mi pronuncio ancora» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/II, Roma 1985, p. 294).

Dopo questo “avvertimento”, la lettera termina col solito massonico «affettuoso fraterno abbraccio»…

Nel 1978, Romolo Lepore, membro della Loggia coperta “Adriano Lemmi” (GLDI), guidata dal Maestro Venerabile Giuseppe Quaratino 32°,  risulta insignito del 30° grado RSAA (cf. CPIP2, op. cit., Doc. XXIII n. 2-quater/4/II, Roma 1985, p. 904). Da lettera del giugno 1979 risulta che Giuseppe Quaratino, ancora Maestro Venerabile della Loggia coperta “A. Lemmi” è 33° grado RSAA (p. 906).

Della Loggia coperta “Adriano Lemmi” (GLDI) faceva parte anche Tommaso Palamidessi [1915-1983] (cf. Dal resoconto stenografico dell’audizione di Giovanni Ghinazzi davanti alla Commissione, 6 ottobre 1983, in Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2, op. cit., Doc. XXIII n. 2-quater/4/II, Roma 1985, p.  1367). Palamidessi era esoterista, occultista, spiritista, teosofo, interessato ad Alchimia, Astrologia, Yoga tantrico… Dal 1960 Palamidessi era membro dell’Ordine Francescano Secolare (senza rinunciare alla sua passione esoterica), fautore di un Esoterismo “cristiano”, fondatore dell’Archeosofia o Associazione Archeosofica (qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Palamidessi).

2. Il Capitolo Nazionale “riservato” del RSAA di Palazzo Giustiniani (1978)

Riporto alcuni brani del documento di fondazione del Capitolo Nazionale RSAA (Palazzo Giustiniani), Decreto  n. 91/MC del 2 luglio 1978: «NOI Manlio CECOVINI 33° Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del 33° ed ultimo Grado del R.S.A.A. per la Giurisdizione Massonica d’ITALIA PER I POTERI A NOI CONFERITI ed in virtù della deliberazione presa dal Supremo Consiglio nel Convento Riservato del 2 LUGLIO 1978 E.V. ABBIAMO DECRETATO E DECRETIAMO

art. 1  E’ fondato il CAPITOLO NAZIONALE del R.S.A.A.

art. 2  Ne fanno parte i Membri Effettivi del S.C. d’ITALIA, e quei Massoni che riconosciuti regolari MAESTRI dal G.M. del G.O. D’ITALIA, sono insigniti nella rituale gerarchia di un grado non inferiore a quello di Principe ROSA CROCE (I8°) ma non appartengono ad alcuna Camera rituale. L’appartenenza al Capitolo Nazionale non è compatibile con l’appartenenza ad alcun Corpo dipendente dal S.C. del R.S.A.A.

art. 3 Il Capitolo Nazionale è retto dal SOVRANO GRAN COMMENDATORE, nelle funzioni di SAGGISSIMO, coadiuvato nei vari ruoli rituali dai MEMBRI della GIUNTA del S.C.

art.4  Il piedilista del CAPITOLO NAZIONALE è tenuto esclusivamente dal Gran Segretario Cancelliere del S.C. che corrisponde direttamente con tutti i singoli componenti. […]»

(Manlio Cecovini 33°, Sovrano Gran Commendatore, Decreto n. 91/MC, 2 luglio 1978, in CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/I, Roma 1984, pp. 37-38, maiuscolo del testo).

Il suddetto Capitolo Nazionale del R.S.A.A. verrà sciolto dal SGC Cecovini 33° con decreto n. 335/MC, in data 03 ottobre 1982 (cf. p. 39).

Tra i membri del Capitolo Nazionale del RSAA, convocati alla riunione di domenica 28 settembre 1980 (presso la sede di Piazza del Gesù, 47), risulta «Frugoni Cesare, […] Roma» (p. 44), il quale è presente nella riunione del 22 novembre 1980 in cui si tratta anche di «Cabalà» e «Rosa + Croce» (cf. pp. 45-47).

Nella riunione del 21 febbraio 1981, si tratta delle Logge dal 4° al 18° grado RSAA. Il tema annunciato per il successivo incontro (11/4/1981) è: «il guardiano della soglia» (cf. pp. 49-50).

Con lettera Prot/ CN/ n° 27, 16 marzo 1981, Carlo Stievano (Gran Segretario Cancelliere del Supremo Consiglio RSAA di Palazzo Giustiniani) annuncia ai membri del Capitolo Nazionale che l’incontro fissato per sabato 11 aprile (1981) è rinviato a sabato 16 maggio (1981) sempre sul tema «IL GUARDIANO DELLA SOGLIA» (p. 51).

Non conosco il testo di quella lezione, tuttavia dalla letteratura esoterica emerge che il Guardiano della Soglia può essere accostato o identificato anche con il XV° Arcano Maggiore dei Tarocchi, ossia il Diavolo androgino, ritenuto il Baphomet dei Templari… Il Guardiano della Soglia, o Diavolo, custodisce i “tesori”, l’immortalità, la Conoscenza superiore… Esso è anche l’aspetto oscuro dell’Iniziato… L’Iniziato deve incontrare e assimilare questo suo lato oscuro (cf. Maria Pia Fiorentino, Tarocchi e cammino iniziatico. Il corteo degli Arcani – allegate le 22 lame degli Arcani Maggiori, Edizioni Mediterranee, Roma 1997, pp. 111-113)… L’Iniziato deve scendere agli inferi, nelle Tenebre, deve incontrare tale Guardiano, il Diavolo, incontro pericoloso o necessario per giungere all’autentica illuminazione (cf. pp. 117-118)… 

Con lettera del 27-2-1980 al Fr. Carlo Stievano 33° (Gran Segretario Cancelliere del Supremo Consiglio RSAA di Palazzo Giustiniani), l’avv. «Franco Cuttica 33°» comunica di essere massone «dai lontani tempi di Piazza del Gesù», di volere regolarizzare la sua posizione «RISERVATA» e perciò allega fotocopia della sua tessera firmata dal Gran Maestro e datata 30-1-1980. In tale tesserino, è precisato che Franco Cuttica è Maestro Massone (3° grado) del Grande Oriente d’Italia (cf. CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/I, Roma 1984, pp. 462-463 ).

In un modulo del RSAA (di Palazzo Giustiniani) firmato da Franco Cuttica (datato 27-2-1980 e sequestrato dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla P2), risulta che lo stesso Cuttica è stato iniziato massone nel 1956 nella Comunione di Piazza del Gesù, promosso al 3° grado nel 1958, al 4° grado nel febbraio 1959, al 9° grado nel 1960, al 18° nel 1962, al 30° nel 1963, al 31° nel 1965, al 32° grado nell’aprile 1967 e al 33° grado nel novembre 1968 (cf. p. 466).

Con dichiarazione del 28-2-1980, Carlo Stievano 33° (Gran Segretario Cancelliere) e Italo Balice 33° (Membro Onorario del Supremo Consiglio) attestano che Franco Cuttica, massone da vecchia data di Piazza del Gesù, è regolarmente munito di brevetto del 33° grado RSAA. Stievano e Balice affermano che poiché Cuttica «è in regolare posizione “Riservata” presso il Grande Oriente d’Italia», chiedono la sua regolarizzazione anche presso il RSAA giustinianeo (cf. p. 467).

Poi con lettera del 13 marzo 1980, Prot. 18/CN/80, Carlo Stievano 33° (Gran Segretario Cancelliere RSAA) comunica a Franco Cuttica 33°, che con Decreto N° 201/MC del 13 c.m., il Sovrano Gran Commendatore Manlio Cecovini 33° ha concesso la sua «regolarizzazione al 33° grado» e la sua «inclusione nel CAPITOLO NAZIONALE DEL R.S.A.A.». Stievano chiede a Cuttica: «assegno circolare intestato al “R.S.A.A.” di  £. 260.000 (£. 200.000 tassa regolarizzazione al 33° £. 50.000 capitazione anno I980  £. 1O.OOO volume Clausen), per poter procedere all’emissione del nuovo brevetto» (p. 468).

Con lettera del 20 novembre 1980, l’avv. Franco Cuttica comunica a Carlo Stievano («via Giustiniani, 5 – ROMA», l’allora sede della Massoneria giustinianea del GOI fino al 1985): «Ti informo che quale difensore del Prof. Aldo Semerari, nel processo riguardante la strage di Bologna, il giorno 22 novembre sarò assente da Roma. Ti prego pertanto volermi giustificare» (p. 471).

In un libro su Aldo Semerari (1923-1982; qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Semerari), lo psichiatra e scrittore salernitano Corrado De Rosa afferma che il Semerari mangiava fegato crudo in occasione dei riti solstiziali; attratto dal mondo esoterico, Semerari era dichiaratamente pagano e adoratore del Sole (cf. Corrado De Rosa, La mente nera. Un cattivo maestro e i misteri d’Italia: lo strano caso di Aldo Semerari, Sperling & Kupfer, Milano 2014, p. 37).

Francesco Siniscalchi e Ferdinando Accornero, due massoni del GOI ostili alla P2, riferiscono che Aldo Semerari (già assistente universitario del predetto Accornero, neuropsichiatra) entrò in Massoneria (GOI), fu iniziato nella Loggia “Pitagora”. Poi, tramite la sua conoscenza con il Gran Maestro Gamberini, Semerari si avvicinò a Gelli-P2 (cf. pp. 144-145).

In un’udienza (processo) del 1988, Carlo Semerari dichiara che suo fratello Aldo era iscritto al Grande Oriente d’Italia da molti anni ed era passato alla P2 di Gelli (cf. p. 146).

Nel 2011, in un’intervista pubblicata sul settimanale Oggi, l’ex Maestro Venerabile della Loggia P2, Licio Gelli, dichiara alla giornalista Raffaella Fanelli che Aldo Semerari era «un criminologo molto apprezzato in quegli anni» ed «era iscritto alla P2» (cf. p. 147).

3.  Il “C.A.M.E.A.” e l’Esoterismo

Aldo Vitale, Sovrano Gran Commendatore del C.A.M.E.A.(Centro Attività Massoniche Esoteriche Accettate di Rito Scozzese – Supremo Consiglio del 33° ed ultimo grado d’Italia),  indirizza lettera protocollo n. 22 AV/AM del 4 giugno 1981 (su carta intestata C.A.M.E.A.) all’allora Giudice Istruttore di Palermo Giovanni Falcone (1939-1992), circa una breve storia del CAMEA e sui massoni Michele Barresi e Giacomo Vitale. Il CAMEA è stato fondato nel 1958 a S. Margherita Ligure. Dal 1974 il CAMEA ha aderito alla Gran Loggia d’Italia – Palazzo Vitelleschi (GLDI) dalla quale si è separato il 20 aprile 1978. Il 9 agosto 1978 il C.A.M.E.A. è stato costituito ufficialmente con atto notarile. Il prof. Michele Barresi con altri massoni siciliani ha lasciato la GLDI ed è passato al CAMEA venendo regolarizzato il 31-7-1978. Il 20-1-1979 Michele Barresi viene nominato Delegato Regionale Sicilia per il CAMEA. Il 5-8-1979, Michele Barresi riceve il 33° grado ed entra a far parte delle supreme cariche del CAMEA. Il 1° settembre 1979 anche Giacomo Vitale è elevato al 33° grado (cf. CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/II, Roma 1985, pp. 467-468).

Il 15 giugno 1981 a Palermo la Guardia di Finanza compie mandato di perquisizione domiciliare e sequestro presso l’abitazione di Michele Barresi (cf. CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/6/XIV, Roma 1987, pp. 82-83). Tra le carte sequestrate a Michele Barresi troviamo vari appunti su temi iniziatici. Ne cito alcuni molto interessanti. «[…] i momenti dello schema Storia della Massoneria – Simbolismo – Rituale – non sono separati o separabili, ma costituiscono un tutto organico giacché la Massoneria è l’istituto in cui simbolo e rituale si concretizzano» (p. 87).

«Le intelligenze di altre forme di evoluzione diversa dalla nostra, se entrano in contatto con la vita umana, possono qualche volta essere persuase a servirsi di queste forme, proprio come un uomo indossa una tuta subacquea e discende in un altro elemento. I massoni, membri di una stessa Loggia, lavorando ritualmente nel modo più ortodosso possibile, possono coralmente costruire la forma di manifestazione di una intelligenza, generalmente un Angelo, l’Angelo della Loggia. L’esercizio è il padre della perfezione e nel nostro caso la ripetizione del rito è la chiave per costruire una forma di manifestazione precisa e nitida. L’Angelo sintetizza la Loggia e ciascuno sviluppa la coscienza di gruppo, che è la base della vera fratellanza, senza tuttavia mai perdere la propria identità» (pp. 90-91).

Su carta intestata Tribunale di Palermo – Ufficio Istruzione Processi Penali, Prot. No. 5078, il Giudice Istruttore Giovanni Falcone indirizza lettera datata 8 novembre 1982 all’On. Tina Anselmi, Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla P2. Il giudice Falcone comunica che nel corso di indagini su organizzazioni mafiose siciliane è emerso che alcuni personaggi «imputati di gravi reati e appartenenti a cosche mafiose» hanno operato per il trasferimento di Michele Sindona da Atene a Palermo nell’agosto 1979. Si tratta di Giacomo Vitale e Francesco Foderà, entrambi latitanti ed appartenenti alla suddetta Loggia CAMEA (Centro Attività Massoniche Esoteriche Accettate). Circa «i collegamenti tra la P2 e la vicenda Sindona», Falcone comunica che «è stato già accertato che il Dott. Giuseppe Miceli Crimi, anch’egli massone ed uno dei personaggi maggiormente coinvolti in tale vicenda, ha avuto numerosi contatti con Licio Gelli durante la permanenza a Palermo di Michele Sindona» (cf. CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/4/II, Roma 1985, pp. 465-466).

La Gran Loggia C.A.M.E.A. entra in sonno nel 1982 in seguito al coinvolgimento di suoi membri in vari affari riconducibili a uomini della Loggia P2. Nel 2003 il Supremo Consiglio RSAA del C.A.M.E.A. è risvegliato dal suo fondatore Aldo Vitale 33° (1925-2004; vedi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Loggia_Madre_C.A.M.E.A.; e qui: http://­www.supremoconsigliocamea.com/chi-siamo.html). (segue)

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