Massoneria ed Esoterismo in Russia dal XVIII secolo… (4a parte)

Massoneria ed Esoterismo in Russia dal XVIII secolo… (4a parte)

4. Cenni sulla Massoneria Russa da fine ‘800 agli inizi del regime sovietico

Nella prima puntata di questo mio saggio 8(qui: https://www.corrispondenzaromana.it/massoneria-ed-esoterismo-in-russia-dal-xviii-secolo-1a-parte/) ho citato lo studio del massone Bro. Boris Telepneff sulla Massoneria Russa pubblicato nel 1922 negli Atti della Loggia di Ricerca “Quatuor Coronati” N. 2076 di Londra (Freemasonry in Russia, in AQC 35(1922), pp. 261-292).   Nella prima puntata mi sono fermato alla metà del XIX secolo. Ora riprendo lo studio di Boris Telepneff per proseguire fino ai primi anni del regime sovietico (1917s.).

Bro. Telepneff è convinto che vari Massoni sono rimasti in Russia fino ai suoi giorni (1922) per attendere il momento favorevole alla rinascita della Massoneria: «[…] Yet there is ground to believe that Masonic adepts have existed in Russia till our days and perhaps have expected a favourable moment for the revival of the society which once took such deep roots amongst the builders of a new and prosperous Russia after a period of wars and internal troubles, until the Bolshevics stifled all activities of their “bourgeois” subjects and crushed all hopes of a speedy recovery of Russia2» (p. 287).

Nella nota 2 a pag. 287, Telepneff scrive che il 4° Congresso dell’Internazionale Comunista a Mosca nel 1922 ha stabilito che tutti i Comunisti membri della Massoneria devono  abbandonare subito la Massoneria oppure abbandonare il Partito Comunista. Inoltre, nessun comunista appartenuto alla Massoneria può essere eletto per ruoli importanti di Partito durante i due anni successivi alla sua uscita dalla Massoneria.  Poi Telepneff aggiunge che c’è ragione di credere che alcune organizzazioni massoniche e simili abbiano tentato di penetrare in Russia anche sotto il regime bolscevico: «Yet there is ground to believe that attempts by some unrecognized Masonic and conjugal organisations have been made to penetrate into Russia even under the Bolshevic regime» (p. 287, nota 2).

Alla relazione di Bro. Telepneff segue un solo intervento, quello del massone Bro. W.J. Songhurst, e poi la replica finale di Bro. Telepneff il quale afferma di aver ricevuto interessanti informazioni sulla Massoneria contemporanea in Russia (dai primi anni del ‘900 fino al momento in cui scrive, 1922).

Agli inizi del 1906 circa 15 russi, noti per le loro attività sociali e politiche, in gran parte membri del partito democratico («the constitutional-democratic party»), hanno aderito a Logge massoniche francesi: alcuni sono entrati nel Grand Orient de France, la maggior parte invece sono entrati in 2 Logge sotto il Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato, la Loggia “Kosmos” e la Loggia “Mount Sinai”. Tornati in Russia quei massoni hanno costituito due Logge “provvisorie”: la “The Polar Star” a San Pietroburgo e la “Regeneration” a Mosca. Nel maggio 1908 le due Logge sono state solennemente aperte da due membri del Gran Consiglio («High Council») del Grande Oriente di Francia inviati per questo da Parigi. Nello stesso tempo l’altra Obbedienza francese, la Grande Loge de France ha stabilito una Loggia a San Pietroburgo (Loggia “Phœnix”) e una a Mosca. Le Logge russe ebbero facoltà di aprire nuove Logge senza interferenze da Parigi. E così nel 1908 e 1909 due nuove Logge furono fondate, una a Nijni-Novgorod e una a Kiev.  Nel 1909 il Governo russo scopre l’esistenza delle Logge massoniche di origine francese. Allora le Logge russe decidono di sospendere le loro attività, ma nel 1911 alcuni massoni russi le riprendono con discrezione. Le attività di quei massoni erano per lo più politiche: stabilire in Russia un regime democratico. Essi condividevano lo spirito del Grande Oriente di Francia. I Massoni russi filo-francesi avevano tra il 1913 e il 1914 ben 40 Logge in Russia. Tra il 1915 e il 1916 sorsero dissensi tra i Massoni russi, perché appartenevano a due partiti politici («the constitutional democrats and the progressives»). Dieci Logge divennero “dormienti”. Le altre 30 Logge continuarono la loro attività e presero parte all’organizzazione della rivoluzione di Marzo 1917 e alla creazione di un Governo provvisorio. Raggiunto lo scopo politico la Massoneria Russa cominciò a sfaldarsi. Esistevano 28 Logge alla vigilia della Rivoluzione bolscevica e da quel momento (1917) la maggior parte dei Massoni abbandonò la Russia.  Oltre a quei Massoni russi filo-francesi c’erano in Russia anche alcuni Massoni inglesi e italiani, e una Loggia Martinista (di derivazione lionese – Francia), intitolata “The Cross and the Star” (di cui – riferisce Telepneff – era stato membro lo Zar Nicola II). Quella Loggia Martinista cessò i lavori nel 1916. Altre Logge Martiniste furono aperte da Papus (Dr. Gérard Encausse) a Pietroburgo: nel 1910 la Loggia “Apollonius”, a Mosca nel 1911 la Loggia “St. John”, a Kiev nel 1912 Loggia “St. Andrew” (cf. p. 291). C’era una Loggia massonica anche tra i membri della Lega Navale Russa, che si chiamavano “Filaleti”, e avevano uno scopo opposto a quello del Grande Oriente di Francia, ossia sostenere la Monarchia e lo Zar (cf. pp. 291-292).

Telepneff afferma che mentre queste Logge massoniche e martiniste venivano fagocitate dalla Rivoluzione bolscevica, altre, rosacrociane, proseguivano clandestinamente: «Yet, while these different systems came to surface and were again swallowed by the gloom of the Bolshevic revolution, Rosicrucian Lodges, responsible for the most brilliant period of Russian Freemasonry, appear to have continued their secret work through the whole of the nineteenth century and even after the Bolshevic revolution right down to the present hour: they stood aloof from any political strife and seem to have carried in our days the same banner as in the eighteenth century – the banner of true Masonry in its great work of moral self-improvement, mutual love and relief, coupled with the search for eternal truth in Christian mysticism and guidance to humanity on the path of philosophy and morality» (p. 292).

Poco oltre, Bro. Telepneff fornisce brevi informazioni anche sui Massoni russi all’estero. Al 1922 esistono due Logge russe a Parigi sotto la Grande Loge de France e un “Capitolo” russo sotto il Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato di Francia. Inoltre c’è una Loggia russa (“The Northern Star”) a Berlino sotto la Gran Loggia-Madre dei 3 Globi (GML 3WK). Molti altri Massoni russi sono sparsi in Europa e c’è una colonia russa anche in Inghilterra. Telepneff auspica la rinascita della Massoneria Russa secondo i princìpi già impiantati nel secolo XVIII dal Gran Maestro Provinciale della Massoneria anglofila russa Ivan Elagin (cf. p. 292).

5.Spie sovietiche, Anni ’20, tra Marxismo, Occultismo, Buddismo tibetano

Nel 2011, Andrei Znamenski, studioso dell’Esoterismo russo, asiatico e occidentale, già docente alla Hokkaido University (Giappone) e alla University of Memphis and Alabama (USA) pubblica “Red Shambhala. Magic, Prophecy, and Geopolitics in the Heart of Russia” (Theosophical Publishing House, Wheaton (Illinois – USA) – Chennai (India), 2011), un libro sugli intrecci tra spie sovietiche, Occultismo e Messianismo tibetano intorno agli Anni ’20, nell’epoca leninista. In 4a di copertina leggiamo che questo libro ha avuto una recensione positiva anche dallo studioso Nicholas Goodrick-Clarke (1953-2012), autore di “The occult roots of nazism”.  Vediamo alcuni punti del libro di Znamenski. 

5.1. Alcuni personaggi

Intorno agli  Anni ’20, in un laboratorio segreto, Gleb Bokii (1879-1937; capo crittografo del regime bolscevico, esperto di codici, cifre e sorveglianza elettronica) e il suo amico Alexander Barchenko (1881-1938; uno scrittore di cose occulte proveniente da San Pietroburgo), esplorano Qabbalah ebraica, Sufismo, Kalachakra Tantra, Sciamanesimo ed altre tradizioni esoteriche; inoltre cercano di preparare una spedizione nel Tibet alla ricerca del leggendario regno di Shambhala.  Nel frattempo a New York, una coppia di immigrati russi e teosofi, Nicholas (1874-1947) ed Helena Roerich (1879-1955), anch’essi alla ricerca di Shambhala, ambiscono a realizzare un regno di benessere per tutta l’umanità perciò sperano di congiungere il Comunismo sovietico al Buddismo tibetano (cf. p. xi). 

Barchenko, ispirato alle idee dell’occultista francese Alexandre Saint-Yves d’Alveydre (1842-1909), voleva padroneggiare l’antica sapienza della misteriosa “terra” di Shambhala-Agartha. Egli credeva che introducendo l’élite della Russia sovietica al Buddismo tibetano ed alla conoscenza di Shambhala-Agartha, il progetto comunista in Russia sarebbe stato meno violento… Bokii, uno dei leaders della Rivoluzione bolscevica del 1917, era capo della Sezione Speciale della Polizia segreta sovietica; egli creò le cifre usate dallo spionaggio sovietico e riuscì a violare i codici segreti occidentali. Nel suo lavoro Bokii si fece aiutare da grafologi, medium, ipnotisti ed esoteristi (cf. p. xxi)…

5.2. Kalachakra Tantra

Nel Buddismo tibetano c’è il Kalachakra Tantra, sviluppatosi in alternativa al Tantrismo induista. Il Kalachakra è un insieme di tecniche esoteriche (meditazioni, ripetizione di formule o mantras, visualizzazione di divinità) che assicurerebbero agli uomini l’Illuminazione già durante questa vita terrena. Secondo gli adepti di questo tipo di Tantra (tecniche dell’Estremo Oriente con cui si pretende di unirsi al Divino), il corpo è un insieme di centri energetici legati attraverso canali.  Vari fluidi corporei (di cui, i più importanti, seme maschile e sangue mestruale) scorrono attraverso tali canali… Scopo degli adepti è diventare potenti controllando quei fluidi (cf. pp. 8-9)… Il Kalachakra prevede 17 iniziazioni. Le iniziazioni ai bassi livelli sono su vasta scala, ossia per tutti gli uomini, maschi. A tali livelli gli adepti si impegnano a sopprimere il loro “io” e a consegnarsi, spirito e corpo, al “maestro” di Kalachakra… Scopo di tali iniziazioni è rendere gli adepti come dei contenitori («vessels») che i maestri devono riempire con il potere spirituale di una particolare divinità.  

Gli alti livelli del Kalachakra Tantra erano (o sono ancora) riservati a pochissimi “lama” (adepti, maestri) scelti e prevedevano iniziazioni condotte in assoluta riservatezza… Lo scopo era canalizzare e dominare l’energia sessuale… Tali iniziazioni richiedevano la presenza di karma mudra, ossia giovanidi sesso femminile di età tra i 10 e i 20 anni… In tempi moderni le giovani donne sarebbero sostituite con oggetti che le raffigurano… Comunque gli antichi testi del Kalachakra Tantra affermano che l’uomo non può raggiungere l’illuminazione senza la presenza delle karma mudra… Sono iniziazioni di carattere sessuale che pretendono di far raggiungere all’adepto l’Illuminazione liberandolo dal ciclo di reincarnazioni (cf. pp. 10-11)… Secondo questa credenza tantrica, nella 17a ed ultima iniziazione (anch’essa è di magia sessuale, maschio-femmina), l’adepto che adempie perfettamente al rituale previsto giungerebbe ad assorbire il potere femminile della creazione, e congiuntolo al suo potere maschile si trasformerebbe in un essere sovraumano, «a superhuman transgender being» (cf. p. 11)… Secondo Znameski è certo che in passato quell’iniziazione Kalachakra era di tipo sessuale (cf. p. 11-12)… Nelle più alte iniziazioni l’adepto doveva ingerire sostanze proibite dal Buddismo tibetano, ossia secrezioni umane… All’adepto era insegnato che ingerendo quelle sostanze disgustose, egli diventava capace di oltrepassare il bene e il male e di accedere allabeatitudine spirituale (cf. p. 12)… Ecco il commento di Znamenski a questa dottrina tantrica: per giungere all’Illuminazione, l’Iniziato doveva coraggiosamente guardare il Diavolo negli occhi («In other words, to reach enlightenment, an initiate had to bravely stare the Devil in his eye»: p. 12). 

È interessante notare che nell’arte  buddista sono impiegate ampiamente immagini di teschi, teste tagliate, cadaveri, scene di omicidio… I monaci buddisti erano incoraggiati a meditare sui cadaveri in vari stati di decomposizione… Era anche raccomandato che le altissime iniziazioni del Kalachakra Tantra avvenissero presso crematori, ossari, tombe, luoghi di omicidi (cf. p. 12)…

Nel Buddismo tibetano, molte divinità non sono affatto amichevoli e compassionevoli, bensì crudeli… Sono divinità raffigurate con volti minacciosi e irati, spade, collane e coppe fatte da teschi umani, con cadaveri calpestati dai loro piedi. La gran parte del manuale di simboli del Buddismo tibetano mostra armi, teste mozzate, teschi umani e ossa (cf. p. 12). La divinità più feroce preposta alla difesa della “fede” buddista è Palden Lhamo ed è la protettrice personale del Dalai Lama e della città di Lhasa. Palden Lhamo è raffigurata come divinità femminile, nera, armata e a cavallo. È una divinità crudele e matricida… Il culto a simili divinità crudeli è diffuso nel mondo buddista tibetano. Il popolo crede che tali divinità sono più efficaci di quelle benigne (cf. pp. 13-16).  

5.3. Alexander Barchenko e l’unione di due utopie: comunista ed esoterica…

Alexander Barchenko, “medico” (in realtà non aveva tale titolo), occultista (ricercatore in telepatia, sciamanesimo…), conferenziere. Tra i suoi uditori, vi erano marinai sovietici del Mar Baltico. Nel dicembre 1924, Barchenko viene convocato a Mosca dalla polizia segreta sovietica, precisamente da Gleb Bokii, capo della Sezione Speciale della OGPU (l’allora sigla della polizia segreta sovietica). Bokii sembrava disgustato dal livello di violenza raggiunto dalla Rivoluzione comunista (ma lui stesso, ufficiale della OGPU, era violento e spietato)… Bokii credeva nel potere illimitato della scienza per risolvere i problemi dell’umanità… Nella Russia bolscevica si viveva in uno stato continuo di spionaggio e di polizia. Ognuno spiava il suo vicino. Bokii informato degli interessi di Barchenko, li condivideva. Anche Bokii voleva saperne di più sulla leggendaria Shambala (presunta terra “paradisiaca dell’Estremo Oriente), su sciamanesimo, su parapsicologia, ecc. Tali interessi erano condivisi da altri funzionari o ufficiali della polizia segreta sovietica (cf. pp. 43-56).

Verso il 1923 Barchenko entra in contatto con monaci buddisti tibetani e pur non sapendo leggere gli antichi testi tibetani, egli apprende in qualche modo il Kalachakra Tantra… Barchenko sogna diventare quasi il “mago Merlino” del Governo sovietico. Egli è convinto che se i leaders sovietici apprendono il Kalachakra e la “sapienza” buddista in generale (ossia la “sapienza” esoterica racchiusa nel regno di Shambhala-Agartha) diventeranno molto potenti e la causa del Comunismo ne beneficerà… Barchenko riesce ad entrare in contatto con ex membri dell’OGPU che lo introducono a Mosca presso Gleb Bokii il quale diventa così protettore ed amico di Barchenko (cf. pp. 62-66). 

5.4. Gleb Bokii e la Sezione Speciale dell’OGPU: Spionaggio ed Esoterismo

Il capitolo 4° del libro di Znamenski illustra la figura di Gleb Bokii, capo della Sezione Speciale dell’OGPU, la quale venne creata il 21 gennaio 1921, con una speciale decisione del Governo sovietico, come Servizio crittografico che doveva fare riferimento esclusivamente alla leadership del Partito Comunista. In qualità di capo di quella Sezione Speciale, Greg Blokii trasmetteva informazioni direttamente a Lenin, a Trotsky, a Stalin e agli altri capi comunisti, scavalcando così la leadership dell’OGPU (cf. pp. 77-78). 

La Sezione Speciale capeggiata da Bokii era molto potente e dotata di molte risorse finanziarie. Znameski sostiene che essa era equiparabile all’americana National Security Agency. Quella Sezione speciale dell’OGPU era il dipartimento più inaccessibile (cf. p. 78). Compito della sezione di Bokii non erano gli arresti ma il decifrare codici e messaggi delle ambasciate straniere, sviluppare cifre e codici per agenti e per ambasciate sovietiche. Bokii, capo crittografo dell’OGPU e, in pratica, dell’URSS, estese le sue indagini anche ai fenomeni paranormali ed esoterici. Verso la fine degli Anni ’20, le attività della Sezione speciale di Bokii spaziavano dallo spionaggio elettronico e dagli esplosivi azionati a distanza, all’indagine su cose misteriose ed anomale. I membri della Sezione speciale era di alta cultura: crittografi, linguisti, traduttori, scienziati… A servizio di Bokii lavoravano anche ex agenti del regime zarista. Bokii pagava molto bene i suoi agenti e dava loro appartamenti più lussuosi di quelli che essi occupavano prima della Rivoluzione bolscevica.  L’orario di lavoro era dalle 15 alle 16 ore al giorno (cf. pp. 79-80). La sezione di Bokii conosceva tutto quello che avveniva nell’OGPU ma i capi dell’OGPU non conoscevano ciò che avveniva nella Sezione di Bokii (cf. p. 80).

5.4.1. Il progetto di Barchenko e le attività di Bokii.

Barchenko, convocato dall’OGPU a Mosca, il 31 dicembre 1924 illustra il suo progetto di impiegare l’antica “sapienza” del Kalachakra Tantra e di Shambhala a servizio del Comunismo… Barchenko parla anche del potere della mente di ricevere e inviare informazioni a lunghe distanze… L’allora capo dell’OGPU, Felix Dzerzhinsky (1877-1926), incarica Bokii di approfondire la questione. Barchenko si trasferisce a Mosca e lavora per Bokii in un laboratorio messo a sua disposizione dove fa esperimenti di transfert, psicologia, parapsicologia,  insieme a medium, sciamani, ipnotizzatori… Nel 1934 il laboratorio di Barchenko viene trasferito presso l’Istituto di Medicina Sperimentale, un istituto creato nel 1932 dalle autorità sovietiche per studiare il cervello umano, l’ipnosi, l’avvelenamento da sostanze tossiche e le droghe (cf. pp. 82-83).

In quanto capo di una sezione speciale (forse la più potente, la più “intelligence”) della polizia segreta sovietica, Bokii vive in una continua “atmosfera” di segretezza (simboli, codici da creare, da decifrare o da violare, spionaggio elettronico, azioni clandestine…) che naturalmente rende lui e i suoi agenti molto interessati alle cose esoteriche e misteriose… Verso la fine del 1925 Bokii incoraggia Barchenko a iniziare lezioni di Kalachakra Tantra e di Occultismo occidentale ai suoi uomini della Sezione speciale. Ma dopo qualche tempo, sei “studenti” mostrarono di annoiarsi con grande delusione di Barchenko. Allora Bokii decide di spostare le “lezioni” in appartamenti privati riservandole solo ad amici interessati all’Esoterismo, alla medicina tibetana e al paranormale.  Tra i partecipanti a quelle lezioni ci fu, per curiosità, anche Yagoda, colui che dopo la morte di Dzerzhinsky, nel 1926, fu di fatto il capo dell’OGPU (cf. pp. 86-87).  

Non solo nell’appartamento moscovita, Bokii e i suoi discepoli progettavano una società ideale, corpi e menti umane perfette. Nell’area Kuchino, nei sobborghi di Mosca, Bokii teneva un cottage estivo (dacha), dove, lontano da occhi indiscreti, pochi uomini e donne scelti della Sezione speciale di Bokii si dedicavano a naturismo, nuoto, pranzi… Quando il tempo lo permetteva, nei weekends, Bokii e il suo gruppo scelto, nudi o parzialmente nudi, lavoravano nel giardino di quel cottage, raccoglievano frutti e vegetali… Bokii voleva praticare il culto dell’unità con la natura… Lo stile di vita in quel cottage: bagni di sole del tutto nudi, nuoto per uomini e donne, nudismo sia nel lavoro collettivo che nei pasti comuni (con abbondanti bevute di alcolici) e poi sesso di gruppo (cf. pp. 88-89). È probabile  che Bokii abbia fatto qualche riferimento ai rituali del Kalachakra Tantra… Già nei primi tempi della Russia bolscevica (poi negli Anni ’60 anche nell’Europa occidentale), si diffondevano: promiscuità sessuale, disprezzo per i valori familiari tradizionali, progetti di vita “collettiva” (promiscua)… Nella dacha di Bokii veniva simulato anche il rito funebre della Chiesa Ortodossa, per cui uno dei membri fungeva da prete e un altro da cadavere da seppellire (cf. p. 89).

5.4.2. Con Stalin, la fine della Sezione speciale, di Bokii e di Barchenko

Negli Anni ’30, con l’avvento di Stalin, informazioni sulla strana comunità naturista di Bokii giungono alle orecchie dei leaders dell’OGPU e Bokii è costretto a chiuderla. Nella Sezione speciale di Bokii, molte donne-agenti gli si concedevano volentieri pur di ottenerne favori. Bokii acquistò una collezione di organi sessuali maschili mummificati… Secondo varie branche del Kalachakra Tantra, pezzi mummificati (mani, braccia, pene, teschio), specialmente quelli appartenuti a “lama” defunti, erano usati per ottenere poteri (cf. p. 90). 

Accanto ai ritiri naturisti e nudisti, e all’auto-potenziamento di sé mediante l’uso di feticci umani mummificati, altra priorità di Bokii era organizzare una spedizione nell’interno dell’Asia per entrare in contatto con Shambhala… Bokii era disposto a larghi finanziamenti per questo progetto e Barchenko ne era entusiasta (cf. p. 91). Un’impresa del genere richiedeva l’approvazione di Georgy Chicherin, Commissario per gli Affari Esteri, amico stretto di Lenin. Chicherin non sopportava l’OGPU e in particolare l’ “onnipresente” Sezione speciale di Bokii. Chicherin, che era accusato di avere una relazione omosessuale con il suo capo-protocollo, contattò altri importanti leaders dell’OGPU gelosi di Bokii… In tal modo Chicherin cercava di approfittare del progetto Shambhala per rovinare Bokii: l’idea che la polizia segreta sovietica spendesse somme ingenti per cercare un’antica civiltà nell’Asia, era davvero strana (cf. pp. 91-95). 

  La spedizione per Shambhala fu fatta fallire, anche grazie a Chicherin. Ma Bokii non si perse d’animo e con fondi propri finanziò vari viaggi di Barchenko entro i confini dell’URSS alla ricerca di gruppi ed insegnamenti esoterici quali buddisti tibetani, sciamani, sufi, russi ortodossi settari, ecc… Secondo Bokii e Barchenko tutti quei gruppi erano manifestazioni di un’antica Sapienza universale… Bokii e Barchenko progettavano di realizzare a Mosca, tra il 1927 e 1928, un grande congresso di gruppi esoterici per conquistarli alla causa del Comunismo… Non si sa molto dell’attività di Barchenko per la Sezione speciale di Bokii tra il 1925 e i primi Anni’ 30. Comunque in quel periodo, Barchenko ricevette circa 100.000 rubli, equivalente di 200.000 dollari USA dell’epoca (cf. pp. 96-99).  

Sotto la dittatura di Stalin, verso gli Anni ’30, avvengono le “purghe”, ossia l’eliminazione fisica dei “vecchi” bolscevichi del tempo di Lenin. Così la Sezione speciale di Bokii perde sempre più importanza. Nel 1934 le ricerche sull’occulto, sui fenomeni paranormali, e sul perfezionamento degli esseri umani passano dalla Sezione speciale  alla VIEM, ossia l’Istituto Sovietico di Medicina Sperimentale.  La Sezione di Bokii non si occupa più di cifrare e decifrare e perde anche il nome: non più Sezione speciale, ma Sezione 9. A partire dal 1934 è pericolosissimo parlare in modo politicamente scorretto, cioè lamentarsi del nuovo corso stalinista. Le società esoteriche ed occultiste vengono perseguitate e i suoi membri inviati nei campi di concentramento (Gulag). Anche gli agenti e funzionari bolscevichi simpatizzanti per le idee esoteriche di Barchenko, e lo stesso Barchenko, vengono arrestati e condannati a morte come contro-rivoluzionari, traditori, spie nemiche, ecc… Tra i condannati a morte c’è anche Greg Bokii (cf. p. 223-234).

* * *

Dopo aver illustrato il libro di Znamenski, vediamo ancora qualcosa a proposito di Spionaggio & Esoterismo.

5.5. La strana morte di un massone russo (e spia sovietica?)

Nel libro “Un Dictionnaire du Martinisme (essai sur)’’ di Richard Raczynski (Dualpha Editions, Paris 2001), con la prefazione di Michel Gaudart de Soulages, Gran Maestro del Supremo Consiglio Martinista [e Maestro Massone della Grande Loge Nationale Française], c’è un articolo dedicato alla figura di Dimitrii Sergueïevitch Navachine (1889-1937): banchiere, economista, avvocato russo, massone della Grande Loge de France, 30° grado Kadosh del Rito Scozzese Antico e Accettato, membro dell’Ordine Martinista, e «Membre du K.G.B.» [in realtà, il Servizio segreto sovietico assume la sigla KGB solo nel 1954; dal 1917 al 1922 è Ceka, dal 1922 al 1934 è OGPU/GPU, dal 1934 al 1946 è NKVD]. Navachine viene ucciso con una pugnalata al cuore a Parigi il 23 gennaio 1937. Non si scoprirà mai l’assassino (cf. p. 433).

5.6. Parla un ex Generale KGB…

Nel 2006 un ex-Generale del KGB, poi transitato al FSB (i Servizi segreti della nuova Federazione Russa dopo il crollo dell’URSS), Boris Ratnikov (1944-2020) ha dichiarato che negli Anni ’20 in URSS iniziarono ricerche sulle tecniche di controllo mentale e intorno alla metà degli anni ’80 vi erano nell’URSS circa 50 Istituti di Ricerca impegnati in questo campo (cf. Ex-agent reveals KGB mind control techniques – paper (Moscow, 22-12-2006), in http://en.rian.ru/russia/20061222/57596889.html; cf. Alex Naumov,  Russians have psychotronic weapon to zombie people (14.8.2007), in http://english.pravda.ru/science/tech/14-08-2007/95965-psychotronic_weapon-0/). (segue)

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