Mario Monti e l’euro: ecco in che mani siamo

(di Federico Catani) Da quando qualcuno ha deciso per tutti gli italiani e al loro posto che il prossimo capo del governo dovrà essere il professor Mario Monti, gira sul web e sui social network un video che forse era sfuggito ai più. Si tratta di una puntata dell’Infedele, la trasmissione politica che Gad Lerner conduce su La7, risalente allo scorso 26 settembre.

Ebbene, uno degli ospiti in studio era proprio Mario Monti, il quale ha dichiarato testualmente che “oggi stiamo assistendo al grande successo dell’euro”, la cui manifestazione più concreta è la Grecia, costretta in questo modo a dare peso alla “cultura della stabilità” con la quale sta trasformando se stessa.

Non bisogna essere degli esperti in economia per capire che in questa frase qualcosa non va e stona pesantemente con il sentire comune ed il buon senso. Di fronte al crollo greco, l’esimio professore, ritenuto non a torto amico di quei “poteri forti” che gestiscono le sorti degli Stati, afferma in buona sostanza la validità e i meriti della moneta unica europea. Se una riflessione simile fosse stata elaborata da un Berlusconi qualsiasi, sarebbe scoppiato l’ennesimo scandalo e subito i media avrebbero bollato la battuta come imperdonabile gaffe. Ma poiché autore di tutto ciò è stato l’economista e “uomo della provvidenza” Monti, allora nessuno apre bocca. Anzi, magari qualcuno applaude. In verità, quel che sostiene il professore non è sbagliato dal suo punto di vista. Rappresentando quei circoli ristretti che ruotano attorno ai grandi organismi sovrastatali, Monti ha espresso chiaramente quello che è l’obiettivo dell’euro, ovvero la drastica riduzione della sovranità nazionale.

Oggi ormai i governi possono far ben poco, hanno un margine di discrezionalità ristretto, perché devono rispondere prima di tutto al Fondo monetario internazionale (Fmi), alla Banca centrale europea (Bce), i ad altri potentati, che hanno il potere di ricattarli. Non è un caso che i vertici di questi organismi vedano con favore la nomina di Monti a capo di un governo tecnico per l’Italia.

C’è solo un piccolo problema: nessuno ha mai eletto i membri del Fmi o della Bce e nessuno ha votato Monti come presidente del consiglio. Si fa un gran parlare di democrazia e sovranità popolare, ma a quanto pare si tratta di discorsi vuoti, pronunciati ipocritamente per nascondere il perseguimento di ben altri interessi. L’Italia rischia di essere governata da un uomo che è membro del comitato direttivo del discutibile Gruppo Bilderberg, presidente europeo della Commissione Trilaterale fondata da David Rockefeller, International aAdvisor per Goldman Sachs, strettamente legato ai “poteri forti” che stanno cercando di pilotare la crisi in cui si dibatte il nostro Paese. Il che non è certo rassicurante.

Donazione Corrispondenza romana
  • L’Italia cambia, ma Mattarella non se ne accorge
    (di Roberto de Mattei) Domenica 27 maggio il prof. Giuseppe Conte, incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare un governo, si è presentato al Palazzo del Quirinale per presentare la lista dei suoi ministri, frutto di un intenso … Continua a leggere
  • Elezioni 2018: vincitori e vinti
    (di Lupo Glori) Boom della “Lega” e del “Movimento 5 Stelle” (M5s), contenuta crescita di “Fratelli di Italia”, forte calo di “Forza Italia” e storico tracollo del “Partito Democratico”. Il ciclone “Burian”, dopo essersi abbattuto sulle strade del nostro paese … Continua a leggere
  • Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?
    (di Emmanuele Barbieri) Il 22 febbraio, se non ci saranno ulteriori rinvii, Danilo Quinto, sarà processato per diffamazione a mezzo stampa. Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale, è autore di un libro dal titolo Da servo di Pannella a figlio … Continua a leggere
  • Il ritorno in patria dei Re d’Italia
    «Riportiamo in patria i Re d’Italia» titolava Corrispondenza Romana il 22 luglio 2015 (https://www.corrispondenzaromana.it/riportiamo-in-patria-gli-ultimi-re-ditalia/). Infatti, dopo l’attentato al Consolato italiano in Egitto, Maria Gabriella di Savoia, da sempre fedele custode della memoria del suo Casato (nel 1986 creò la Fondazione … Continua a leggere
  • La Turchia definitivamente fuori dalla UE?
    (di Luca Hofer) La Turchia non entrerà mai a far parte della UE. Questa la sintesi di brutale franchezza con cui la Cancelliera tedesca Angela Merkel si è espressa in relazione ai negoziati che da decenni la Turchia porta avanti, … Continua a leggere
  • Ius soli o Ius sanguinis?
    (di Lupo Glori) Ius soli o Ius sanguinis? Questa l’accesa, e a tratti violenta, diatriba politica che negli ultimi giorni ha infiammato il dibattito pubblico, dopo l’approdo al Senato del disegno di legge, approvato alla Camera alla fine del 2015 … Continua a leggere
  • Il Parlamento Europeo impone le adozioni LGBT a tutta l’UE?
    (di Lupo Glori) Introdurre le adozioni omosessuali scavalcando le singole legislazioni nazionali. Questo sembra essere il velato obiettivo di una risoluzione presentata lo scorso 2 febbraio dal Parlamento europeo con la quale si esorta la Commissione europea a richiedere che … Continua a leggere
  • Appello di Famiglia Domani contro il Ministro Fedeli
    (di Lupo Glori) A soli cinque giorni di distanza dalle dimissioni di Matteo Renzi, il 12 dicembre 2016 è nato il nuovo governo a guida dell’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, con il quale il premier battuto e ferito consuma … Continua a leggere
  • La disfatta di un premier sedicente cattolico
    (di Mauro Faverzani) Le parole hanno un senso. E quelle del commiato di Renzi ne hanno uno chiarissimo: «Lasciamo la guida del Paese con un’Italia che ha finalmente una legge sulle unioni civili», ha detto. Spiegando anche come tale normativa, … Continua a leggere
  • Da Renzi alla Brexit: tra falso ordine e caos
    (di Emmanuele Barbieri) Nessuno dei sindaci eletti il 19 giugno nelle principali città italiane disapplicherà la famigerata legge Cirinnà che assicura veste legale allo pseudo-matrimonio omosessuale. Per i neo-sindaci, che condividano o no il provvedimento renziano, non esiste una legge … Continua a leggere