Margherita di Scozia, una grande santa britannica

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(Cristina Siccardi) La fede cattolica è stata ed è la religione più perseguitata in assoluto: l’odio nei suoi confronti ha prodotto ingiustizie, massacri e martiri di proporzioni immense. Fra i soprusi e le angherie anche l’aver disperso le spoglie, un tema alquanto sottaciuto, ma che ha avuto un’incidenza notevole e in periodi diversi della storia, in particolare nella Francia giacobina e nell’Inghilterra anglicana, quando i rivoluzionari hanno vilipeso e distrutto luoghi di culto e le relative tombe ivi custodite con le spoglie di sovrani o aristocratici appartenenti a Santa Romana Chiesa, dei quali si è voluto cancellare tracce e/o devozioni. Fra questi santa Margherita di Scozia (1045-1983) della Casa reale di Wessex, della quale, nel calendario del Vetus Ordo, la ricorrenza cade il 10 giugno per volontà di papa Innocenzo XII (1615-1700).

Nata molto probabilmente in Ungheria, dove il padre Edoardo era esiliato per sfuggire a Canuto (994-1035), che nel 1016 aveva spodestato suo padre, Edmondo II d’Inghilterra (988-1016), fece ritorno in patria con la famiglia nel 1057. Il suo arrivo coincise con la fallita rivolta dei conti in Northumbria del 1068 e due anni dopo si unì in matrimonio con Malcom III di Scozia. Turgot, vescovo di St. Andrews, primo biografo di Margherita, registra il fatto che la regina fu assai influente nel mutare benevolmente i comportamenti del consorte, soprattutto attraverso la lettura delle Sacre Scritture; inoltre fu assai attiva nel riformare le pratiche delle chiese locali rendendole conformi a quella della Chiesa di Roma. La sua alacre attività apostolica fu di ispirazione per il beato Lanfranco (1005 ca.-1089), futuro Arcivescovo di Canterbury.

Margherita fu catechista, nonché guida attenta e lungimirante per il consorte e per i figli, due dei quali saranno come lei canonizzati: Edmund (dopo il 1070-1100) e David (1085-24 maggio 1153). La tradizione vuole che prima di mangiare lavasse i piedi ai poveri e si occupasse degli orfani e dei bisognosi; inoltre, si alzava a mezzanotte per assistere alle funzioni religiose e, fra le altre benefiche iniziative, invitò alcuni monaci dell’Ordine di San Benedetto a trasferirsi all’Abbazia di Dunfermline (1072).

Per facilitare l’accesso dei pellegrini all’abbazia ordinò l’istituzione di un traghetto che li portasse al di qua e al di là dell’estuario del Forth e fece restaurare l’Abbazia di Iona e fu molto pia. Donna di grande preghiera, amava ricamare i paramenti sacri e dedicarsi alle letture devozionali, dedizione che la portò anche a decorare alcuni dei suoi libri in oro e argento: uno di questi, un piccolo vangelo tascabile con eleganti immagini degli Evangelisti è conservato nella Biblioteca Bodleiana di Oxford. Margherita, che spese la sua vita di fede nella carità, nell’amore per la Chiesa e nelle ortodosse riforme religiose, fu elevata all’onore degli altari nel 1250 da Papa Innocenzo IV (1195 ca.-1254) per le sue virtù in grado eroico e il 19 giugno di quell’anno fu traslata nell’abbazia di Dunfermline.


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Con la Rivoluzione protestante di Scozia, capitanata dal teologo John Knox (1513-1572,) redattore della liturgia riformata Book of Common Order, nonché alacre collaboratore dell’eretico francese Giovanni Calvino (1509-1564), si interruppero i rapporti fra Scozia e papato, e nel 1560 venne fondata la Chiesa riformata, che ripudiò l’autorità del Sommo Pontefice, proibì la celebrazione della Santa Messa e si erse contro l’egemonia politica francese.

Alla morte del primo marito, il re di Francia Francesco II (1544-1560), Maria Stuarda (1542-1587) tornò nel 1561 in Scozia, dove l’attendeva lo scontro con la nuova religione protestante, istituita durante la sua assenza. Essendo una sovrana molto tollerante, il potere dei Lord protestanti crebbe a tal punto da riuscire ad istigare rivolte contro di lei, che nel 1568 fuggì in Inghilterra, nella speranza che la cugina anglicana Elisabetta I (1533-1603) d’Inghilterra, sua cugina, la potesse soccorrere, invece la fece subito arrestare e la tenne in carcere per quasi vent’anni, considerandola nemica e rivale, visto che per i legittimisti inglesi non riconoscevano Elisabetta come legittima erede di Enrico VIII.
Ecco che la regina di Scozia divenne il fulcro e l’anima del cattolicesimo inglese e molti complotti furono organizzati in suo nome per assassinare Elisabetta e innalzarla al trono. La regina di Scozia divenne il simbolo della Controriforma sul suolo inglese, sostenuta dallo stesso papa san Pio V (1504-1572), il quale scomunicò Elisabetta, che definì «serva di persone ignobili, che si pretende regina d’Inghilterra» con la bolla pontificia Regnans in excelsis del 25 febbraio 1570, con la quale dichiarò la sovrana eretica, pertanto scomunicata e deposta dal suo trono. Privandola di ogni potere e diritto, svincolò i suoi sudditi da ogni obbligo o giuramento di fedeltà e obbedienza.

Lo scoppio nel 1569 della cosiddetta «rivolta dei papisti» costituì l’occasione giusta per papa Ghislieri, di cui ricordiamo la recente biografia Pio V. Storia di un papa santo (Lindau) scritta da Roberto de Mattei, per la pubblicazione della bolla: un atto che dava forza ai cattolici inglesi, in particolare del nord dell’Inghilterra che, guidati dal Duca di Norfolk (1536-1572, pretendente la mano di Maria Stuarda), dai conti di Westmorland e di Northumberland, avevano come scopo la deposizione di Elizabeth I Tudor e l’incoronazione di Mary Stuart.


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L’atto papale fu inutile di fronte all’accanimento di Elisabetta contro i cattolici in genere e contro l’ordine dei Gesuiti in particolare; ciò che si compì per suo volere contro la cattolicità fu devastante e di una crudeltà inaudita, che non risparmiò certo la vita della cugina e la sua decapitazione fu un duro colpo all’autorità divina del potere temporale di tutti i sovrani d’Europa: per la prima volta nella storia una «regina consacrata da Dio» fu giudicata e condannata a morte. Così si replicherà anche con Luigi XVI di Francia (1754-1793) in Piazza della Rivoluzione, oggi Place de la Concorde.

Reliquie, resti e spoglie dei cattolici divennero per i rivoluzionari inglesi e francesi oggetto di vilipendio, di dissacrazione, di profanazione. Occorreva distruggere per non lasciare memoria e non perpetrare atti devozionali e di culto, in tal modo i resti di santa Margherita di Scozia, come di tanti altri, scomparvero. Ma un giorno, grazie alla Giustizia di Dio e al Redentore, quelle spoglie risorgeranno. 


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