Marco Respinti su “Libero” (28 novembre 2009)

Esce il nuovo fascicolo di “MicroMega” (che vuol dire si credono grandi e invece sono piccini). Solito assortimento d’invettive in ordine confuso, Benedetto XVI e Silvio Berlusconi, firmano Marco Travaglio e Pier Luigi Bersani, bla bla bla, eppoi la chicca sovrana. Un’articolessa di Telmo Pievani. Non lo conoscete? È quel prof. giovanilista che insegna Filosofia della scienza alla Bicocca di Milano, ma che soprattutto impazza in tivù come esperto prezzemolino (stile Pergiorgio Odifreddi) ogni qual volta si parla di tuo nonno che era una scimmia.


Pievani se la prende con il Cnr in genere e in specie con il suo Vice Presidente, Roberto de Mattei, rei di aver propiziato la pubblicazione di un libro, Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi (Cantagalli), curato dallo stesso de Mattei, libro che raccoglie gli atti di un workshop scientifico ospitato dal Cnr nel febbraio scorso (al quale ha partecipato anche il sottoscritto). A Pievani dà insomma scandalo che il Consiglio Nazionale delle Ricerche faccia ricerca, poiché discute criticamente il darwinismo. All’esuberante Telmo non par vero che il direttore Paolo Flores d’Arcais gli metta a disposizione nove fitte pagine per sfogarsi; coglie l’occasione e sfodera tutto il suo frasario.

Più volte se la prende l’articolo del nostro Vice Direttore Fausto Carioti che il 3 novembre annunciò l’uscita del volume di de Mattei su “Libero”, definito “elegantemente” un «quotidiano di cultura» il cui nome sarebbe un ossimoro (nel senso che chi ci scrive è un servo). Dice che le tesi esposte ivi e nel libro hanno del «ridicolo» e che chi le propone è «temerario». Dileggia gli autori – scienziati e accademici, titolati non meno di Pievani – senza mai chiamarli per nome ed elenca – ammiccando al pubblico come fanno i guitti – «un fisico tedesco», «un sedimentologo francese in pensione», «un altro francese», «poi un biomeccanico francese in pensione», «un radiometrista francese», «un ex dendrologo polacco».

Quindi Pievani cerca l’applauso paragonando il tutto a Scherzi a parte, ai Flinstones e a Voyager; infine lamenta sardonico che al convegno mancassero «un anatomista finlandese, un entomologo portoghese e un botanico bulgaro», che certamente – dice lui – verrebbero «ingaggiati fra le fila delle destre religiose estremiste d’Europa». Ecco dove vuole arrivare Pievani. Una frecciatina a una inesistente “aura antisemita” del simposio. Un attacco a de Mattei che è cattolico praticante, e quindi non si capisce cosa faccia al Cnr ma forse persino nell’università, poiché in quanto cattolico non è autorevole. Quindi un’altra tiratina a “Libero” che non guasta mai, poi finale con scoppio infamante: l’accusa di «negazionismo». Se non riesci a dare del fascista al tuo avversario a “MicroMega” mica ti fan scrivere.

Adesso faccio fatica a continuare la recensione di questo Pievani che va e che viene, che torna e che ritorna, che si contorce, affastella, butta lì, offende, impreca, ironizza, ma una cosa sola non fa: dire. Dire qualcosa che non sia quello che già dice nei suoi libri o in tivù, qualcosa di diverso da ciò che dicono tutti coloro che se gli tocchi Charles Darwin gridano alla bestemmia, qualcosa di nuovo rispetto alla paura fisica di confrontarsi non certo con leader religiosi fondamentalisti o creazionisti impenitenti, ma con scienziati veri, quelli per esempio ben rappresentati nel libro vituperato la cui unica colpa è quella di proporre letture dei fatti contrastanti il dogmatismo relativista e materialista diffuso fra molti accademici. Ma di per sé, poi, chissenefrega del relativismo e del materialismo. In questione c’è solo la scienza e le sue conoscenze, i fatti, i dati, i documenti. Quelle cose di cui per nove fitte pagine nove di “MicroMega” Pievani tace. Perché allora dovremmo parlare con lui?

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